A Casarsa un percorso sulla memoria del sisma: tre serate verso i 50 anni dal terremoto

Tra biblioteca e San Giovanni, appuntamenti tra maggio e giugno con Walter Tomada, Angelo Floramo e Paola Treppo.

26 maggio 2026 00:38
A Casarsa un percorso sulla memoria del sisma: tre serate verso i 50 anni dal terremoto -
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Casarsa della Delizia sceglie di avvicinarsi al cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 con un programma che mette al centro memoria, racconto e identità friulana. Tra la fine di maggio e la metà di giugno il territorio comunale ospiterà tre incontri pubblici dedicati a una ferita che ha cambiato il Friuli e le sue comunità.

Il ciclo si intitola “Epicentro Friuli 1976-2026. Ricostruzioni di una memoria sotto la superficie della storia” ed è stato costruito come un itinerario tra testimonianze, libri e riflessioni. Gli appuntamenti si terranno tra la Biblioteca civica Nico Naldini e la frazione di San Giovanni.

A promuovere l’iniziativa è il Comune di Casarsa della Delizia attraverso la biblioteca, con la collaborazione dell’associazione Par San Zuan e dell’associazione Il Noce. La rassegna si sviluppa in tre date serali, tutte fissate alle 20.45.

Il calendario degli incontri

Il primo appuntamento sarà martedì 26 maggio a Palazzo Burovich de Zmajevich, sede della biblioteca civica. Protagonista della serata sarà Walter Tomada, che presenterà il volume “La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976”, un lavoro che guarda agli effetti lasciati dal terremoto nel tempo, sul piano personale e nella memoria collettiva.

Il secondo passaggio è previsto per lunedì 8 giugno nell’area festeggiamenti del Centro comunitario di San Giovanni. In quell’occasione Angelo Floramo porterà il suo libro “Di Scjas in Scjas. I taramots inte storie furlane”.

La chiusura della rassegna è programmata per martedì 16 giugno all’ex Latteria di San Giovanni. L’incontro sarà affidato a Paola Treppo con “E ven la fin dal mont! Una bambina friulana nel terremoto del 1976”, testimonianza che riporta lo sguardo sul vissuto diretto di quegli anni.

Il valore locale dell’iniziativa

Nel presentare il percorso, il sindaco Claudio Colussi ha spiegato che il traguardo dei cinquant’anni non può ridursi a una commemorazione di rito. Nelle sue parole, il ricordo del sisma deve diventare un momento utile per interrogarsi su come il Friuli fosse allora e su come sia cambiato dopo quella prova.

Il senso della rassegna, ha sottolineato ancora il primo cittadino, è anche quello di creare un dialogo tra chi ha attraversato in prima persona il dramma e le generazioni cresciute nel tempo della ricostruzione. Un confronto che, attraverso autori e testimoni del territorio, riporta il tema dentro la storia concreta delle comunità locali.

Colussi ha anche richiamato alcuni segni rimasti nella memoria di San Giovanni. Dopo il terremoto, ha ricordato, la cuspide del campanile dovette essere demolita perché danneggiata. Dallo stesso territorio partirono inoltre volontari di Casarsa e San Giovanni per raggiungere le aree più colpite, in particolare Castelnovo del Friuli.

Un cammino di memoria condivisa

Il programma punta quindi a rileggere il 1976 non soltanto come data simbolica, ma come passaggio decisivo per la vita del Friuli. I tre incontri sono pensati come tappe di un racconto comune, tra documenti, esperienze personali e riflessioni sul presente.

Per Casarsa e per la sua comunità si tratta di un’occasione per riportare al centro una pagina che ha segnato famiglie, paesi e relazioni sociali, affidandola a voci capaci di parlare sia a chi ricorda quegli eventi sia a chi li conosce soltanto attraverso i racconti tramandati.

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