Casa Cavazzini, torna visibile la raccolta FRIAM: a Udine riemerge la memoria artistica del dopo terremoto

Nel museo udinese riapre il percorso dedicato alle opere donate al Friuli dopo il sisma del 1976: esposta quasi per intero una raccolta unica nel panorama italiano.

A cura di Web Team Web Team
09 luglio 2026 22:01
Casa Cavazzini, torna visibile la raccolta FRIAM: a Udine riemerge la memoria artistica del dopo terremoto -
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Non è soltanto una riapertura museale. A Udine il nuovo allestimento della collezione FRIAM riporta al centro una pagina molto particolare della storia friulana: quella delle opere arrivate dall’estero come segno concreto di vicinanza dopo il terremoto del 1976.

Il percorso è stato inaugurato a Casa Cavazzini, dove al piano terra del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea è di nuovo leggibile quasi per intero un nucleo di oltre cento lavori tra dipinti, sculture e stampe. Per il pubblico friulano significa ritrovare insieme arte, memoria civile e una traccia tangibile della ricostruzione.

La riapertura si colloca anche dentro il cammino di avvicinamento al cinquantesimo anniversario del sisma, ricorrenza che in questi mesi sta riportando attenzione su ciò che quel passaggio ha lasciato non solo nelle comunità, ma anche nelle istituzioni culturali del territorio.

Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma
Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma

Un patrimonio che racconta il Friuli oltre il museo

Il nuovo assetto espositivo propone una lettura più ampia della raccolta. Le opere non vengono presentate solo per il loro peso artistico, ma anche come testimonianza di un legame costruito tra Udine e la scena internazionale del secondo Novecento in un momento drammatico per il Friuli.

Durante la presentazione, l’assessore alla Cultura Federico Pirone ha inserito questa riapertura nel programma cittadino dedicato alla memoria del terremoto, richiamando anche le iniziative espositive annunciate per i prossimi giorni, tra cui “Terremoti e Trasformazioni”.

A sottolineare il rilievo della raccolta è intervenuto anche Luca Pietro Nicoletti, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi di Udine, che ha evidenziato il carattere eccezionale della FRIAM nel contesto italiano, sia per la qualità delle opere sia per la vicenda da cui nacque.

Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma
Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma

Dalla tragedia del 1976 a una collezione civica stabile

Le origini della FRIAM risalgono all’anno del terremoto. Dopo il sisma, il comitato italo-statunitense FRIAM, insieme ad artisti americani e a figure del mondo istituzionale e diplomatico, promosse la donazione di opere che in un primo momento avrebbero dovuto sostenere economicamente la ricostruzione attraverso un’asta.

La scelta compiuta allora dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Angelo Candolini, con il consiglio comunale, cambiò però il destino di quel materiale: invece di disperderlo, si decise di conservarlo come bene pubblico. Da lì è nata una raccolta che oggi appartiene in modo pieno alla città.

In questa decisione sta uno dei tratti più originali della vicenda udinese: un aiuto pensato per l’emergenza si è trasformato in un’eredità duratura, capace di parlare ancora alle nuove generazioni e di tenere insieme storia locale e respiro internazionale.

Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma
Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma

Pirone ha richiamato proprio questo aspetto, definendo il riallestimento come il ricordo di una solidarietà sviluppata nel tempo, non limitata al primo soccorso ma orientata anche alla dimensione culturale e identitaria del Friuli.

Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma
Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma

I nomi presenti e il valore della raccolta per Udine

Il percorso rinnovato consente di avvicinarsi con maggiore chiarezza a un insieme raro di opere legate all’arte americana tra la fine degli anni Trenta e gli anni Settanta. Nella collezione compaiono artisti come Willem de Kooning, Roy Lichtenstein, Sol LeWitt, Donald Judd, Frank Stella e Carl Andre.

Per una città come Udine, la presenza di questi autori dentro una raccolta civica rappresenta un elemento distintivo. La FRIAM non è infatti solo una testimonianza storica del dopo sisma, ma anche un patrimonio che colloca Casa Cavazzini in una posizione particolare nel racconto dell’arte contemporanea del Novecento.

Negli anni il museo ha continuato a lavorare sulla valorizzazione di questo ambito, e il riallestimento rafforza proprio questa linea: rendere nuovamente accessibile quasi tutta la collezione significa restituire ai visitatori friulani una parte significativa della memoria culturale del territorio, nata da un gesto internazionale di vicinanza e diventata patrimonio stabile di Udine.

Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma
Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma

Con questa riapertura, Casa Cavazzini non si limita a esporre opere importanti: riconsegna alla città una storia in cui il trauma del terremoto, la solidarietà arrivata da lontano e la scelta di custodirne il segno continuano ancora oggi a dialogare nello stesso spazio.

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