Carso tra Gorizia e Trieste, parte il Parco della memoria: piano da quasi 8 milioni
Sette interventi in cinque Comuni per collegare siti storici, percorsi archeologici e aree simbolo del Novecento. Monfalcone al centro del progetto.
Un investimento vicino agli 8 milioni di euro ridisegna il futuro del Carso monfalconese e dei suoi luoghi più significativi. Il Parco internazionale della memoria, presentato a Monfalcone, mette insieme sette interventi distribuiti tra cinque Comuni delle province di Gorizia e Trieste, con l’obiettivo di rendere più leggibile e accessibile un patrimonio che unisce paesaggio, archeologia e vicende del Novecento.
Il piano riguarda Monfalcone, Duino Aurisina, Doberdò del Lago, Ronchi dei Legionari e Fogliano Redipuglia. Le risorse arrivano da fondi europei gestiti dalla Regione e sostengono un progetto che punta a collegare tra loro testimonianze della Grande Guerra, segni lasciati dalla Guerra fredda e siti legati alla Civiltà dei Castellieri, dentro un’area delicata dal punto di vista ambientale.
Per il territorio isontino l’operazione ha anche un peso specifico particolare: una parte rilevante del Carso ricade infatti nel comune di Monfalcone, dove questo sistema di valorizzazione viene indicato come uno dei più ambiziosi mai avviati per coniugare tutela, fruizione pubblica e memoria storica.
I luoghi che entreranno nella rete del parco
Tra i tasselli illustrati dal gruppo di progettazione coordinato da Moreno Baccichet c’è il percorso storico-culturale dedicato ai Castellieri, pensato per riportare in primo piano le tracce del periodo protostorico e renderle visitabili con modalità compatibili con il contesto naturale.
Un altro fronte riguarda il Parco della Rocca di Monfalcone. Qui il progetto prevede il recupero delle trincee, dei collegamenti pedonali storici e degli accessi al castello, insieme al ripristino delle scale di origine quattrocentesca. Nel piano compare anche un ascensore progettato per consentire il raggiungimento della cinta muraria senza alterare in modo pesante il sito.
Nel disegno complessivo trova spazio pure la caserma di Sablici, struttura dell’epoca della Guerra fredda che dovrebbe assumere una nuova funzione come punto di appoggio per chi percorre l’area a piedi o in bicicletta, oltre a diventare base utile anche per la Protezione civile. All’Unione ufficiali, invece, è prevista l’apertura dell’Archivio storico al piano terra.
Le tappe della memoria storica
Una quota di quasi 1,5 milioni di euro viene riservata ai siti memoriali distribuiti tra Monfalcone e il Carso. In questa parte del progetto rientrano interventi di recupero, restauro e miglioramento della fruibilità di luoghi che conservano un forte valore simbolico legato soprattutto al fronte della Prima guerra mondiale.
Nell’elenco compaiono i Lupi di Toscana a San Giovanni del Timavo, Quota 85 a Monfalcone, la zona della cappella ungherese in località Visintini, la Dolina dei 500, Sass de San Belin a Fogliano Redipuglia e l’area di Selz. L’idea è costruire un sistema di tappe riconoscibili e connesse, non una somma di interventi isolati.
Presentazione pubblica e obiettivi del progetto
Il programma è stato illustrato nella sala conferenze della biblioteca comunale di Monfalcone davanti ad associazioni e cittadini. Erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Antonio Calligaris, i rappresentanti delle amministrazioni coinvolte, il presidente del Gal Carso David Pizziga e il presidente del Consorzio Culturale Monfalconese Davide Iannis.
Durante l’incontro l’assessore delegato al Progetto Carso Antonio Garritani ha definito il Pim come il più rilevante investimento finora destinato all’area carsica in chiave di sostenibilità ambientale e valorizzazione della memoria. Nella visione illustrata dal Comune, il parco dovrebbe configurarsi come un grande museo diffuso capace di mettere in relazione epoche differenti: il mondo dei Castellieri, i segni della Grande Guerra e quelli lasciati dalla contrapposizione al confine con l’ex Jugoslavia.
Nel corso della presentazione è stato richiamato anche il senso più ampio del finanziamento regionale e comunitario: sostenere piani territoriali che migliorino la riqualificazione ambientale, la fruizione pubblica e il recupero degli habitat esistenti. Un’impostazione che nel Friuli Venezia Giulia dialoga con altre esperienze già avviate sulla memoria storica, ma che sul Carso assume una scala particolarmente estesa.
Gli altri cantieri collegati a Monfalcone
Accanto al Parco internazionale della memoria, il Comune di Monfalcone sta portando avanti altre due iniziative considerate complementari. La prima riguarda il riallestimento museale di Pietrarossa, per il quale sono stati indicati 140 mila euro.
La seconda è legata alla prevenzione degli incendi sul Carso, con un valore di circa 400 mila euro e un finanziamento europeo di carattere transfrontaliero sviluppato insieme ai Comuni vicini. In questo quadro il nuovo parco non viene presentato solo come progetto culturale, ma come parte di una strategia più ampia che intreccia tutela del territorio, percorsi di visita e servizi per la comunità locale.