Carso, i primi bandi vanno oltre le attese: al territorio mancano altri 3,6 milioni

Forte adesione su agricoltura e turismo nell’area del GAL Carso–LAS Kras. Ora si prepara una richiesta alla Regione per ampliare la copertura dei progetti.

21 maggio 2026 21:44
Carso, i primi bandi vanno oltre le attese: al territorio mancano altri 3,6 milioni -
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La risposta del Carso ai primi bandi della programmazione locale è stata molto più ampia delle risorse oggi disponibili. Nell’area seguita dal GAL Carso – LAS Kras, le richieste presentate da imprese, aziende agricole e operatori del territorio superano infatti di diversi milioni la dotazione iniziale prevista per i due interventi già aperti.

Il fabbisogno aggiuntivo stimato arriva a circa 3 milioni e 647 mila euro. Per questo il GAL, insieme ai soci, sta preparando un’iniziativa comune da rivolgere alla Regione Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di ottenere nuovi fondi e non lasciare senza copertura una parte rilevante dei progetti ritenuti ammissibili.

Domande oltre la capienza dei fondi

Il divario più marcato riguarda l’intervento dedicato alle filiere agroalimentari locali. In questo caso sono arrivate 35 domande e il valore complessivo delle richieste ammissibili o già approvate tocca 3.817.671,06 euro. La disponibilità attuale, però, si ferma a 700 mila euro.

Tradotto: per riuscire a sostenere tutti i progetti che hanno superato la selezione servirebbero circa 3,1 milioni in più. Un dato che fotografa una domanda di investimenti ben superiore alle previsioni iniziali.

Anche il secondo bando, rivolto al comparto turistico, ha registrato numeri significativi. Le istanze presentate sono state 11, per un ammontare di 780.748 euro richiesti, mentre il budget disponibile è pari a 216.302,60 euro. In questo caso la differenza da colmare è di circa 547 mila euro.

Il segnale che arriva dal territorio

Messi insieme, i due interventi contano 46 domande e confermano, secondo il GAL, una volontà concreta di investire in settori centrali per il Carso: agricoltura, filiere locali, accoglienza, turismo esperienziale, gestione del paesaggio e valorizzazione delle risorse ambientali.

Il presidente David Pizziga ha letto questo risultato come un indicatore di fiducia costruito nel tempo. La partecipazione ai bandi, nella valutazione del gruppo di azione locale, mostra che il territorio è pronto a muoversi se messo nelle condizioni di farlo con strumenti adeguati.

Negli anni scorsi, al comprensorio del GAL Carso – LAS Kras sono stati destinati oltre 4,47 milioni di euro tra precedenti strategie di sviluppo, progetto Ecomosaico del carso - Kraški Ekomozaik e capitolo PSR 321. Il totale corrisponde a 76,30 euro per abitante. Se invece si riuscisse a finanziare integralmente quanto richiesto nei nuovi bandi, il valore complessivo dei sostegni supererebbe 8,60 milioni, pari a 146,83 euro per abitante.

Confronto con la Regione e possibili correttivi

Il 30 aprile il GAL ha illustrato il quadro ai referenti tecnico-amministrativi regionali, presentando l’elevata partecipazione non solo come un dato numerico, ma come la misura di una disponibilità diffusa a investire nello sviluppo del Carso. Dall’incontro, riferisce il gruppo di azione locale, è emerso apprezzamento per il lavoro svolto e per la qualità delle proposte arrivate.

Resta però il nodo delle coperture economiche. La Regione, secondo quanto comunicato dal GAL, ha manifestato apertura nel verificare la possibilità di individuare nuove risorse, con un orizzonte che potrebbe collocarsi entro la fine dell’anno o nei primi mesi del 2027.

Nel frattempo si guarda anche a una rimodulazione interna. Nella prossima assemblea dei soci, indicata entro la fine di maggio 2026, sarà avanzata l’ipotesi di spostare subito una parte dei fondi previsti per i due bandi non ancora pubblicati verso i primi due interventi, quelli che hanno raccolto il maggior numero di domande.

La linea indicata dal GAL segue tre obiettivi: far scorrere il più possibile le graduatorie, riconoscere ai progetti finanziati l’intero importo approvato e conservare comunque una quota minima anche per le altre misure in programma. A questa scelta si aggiungerà una lettera-petizione che i soci potranno inviare all’assessore regionale competente, per sostenere una richiesta unitaria del territorio e provare a dare risposta a investimenti già messi nero su bianco da chi opera sul Carso.

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