Carnia senza il suo rally nel 2026: il Carnia Pistons si ferma e rinvia la prossima edizione
L’associazione guidata da Matteo Bearzi sceglie di non allestire la gara il prossimo anno: il nuovo assetto studiato per renderla sostenibile non è applicabile.
Nel 2026 il calendario motoristico friulano perderà uno dei suoi appuntamenti più riconoscibili: il Rally Valli della Carnia non verrà disputato. A comunicarlo è il Carnia Pistons, che dopo una lunga fase di valutazione ha scelto di non portare avanti l’organizzazione della prossima edizione.
La decisione riguarda una manifestazione che negli anni ha avuto un peso rilevante per Tolmezzo e per l’intera Carnia, non solo sul piano sportivo ma anche per la visibilità garantita al territorio. Proprio per questo lo stop annunciato dal presidente Matteo Bearzi assume un significato che va oltre la singola gara.
Una scelta maturata attorno alla sostenibilità dell’evento
Alla base della rinuncia c’è un nodo economico e organizzativo. Il gruppo stava lavorando da mesi a una formula diversa, pensata per rendere la gara più sostenibile nel contesto attuale, mantenendo però intatto il livello costruito nel tempo sotto il profilo tecnico e gestionale.
Quel progetto, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto contenere i costi e dare maggiore solidità alle prospettive future della corsa. Secondo quanto spiegato dall’associazione, il quadro del sostegno pubblico disponibile rispetto all’impostazione presentata non ha però permesso di trasformare quel modello in una soluzione concreta.
Da qui la scelta di fermarsi. Non un ridimensionamento, ma uno stop netto, deciso per evitare un’edizione che non rispecchiasse il percorso compiuto finora dal rally carnico.
Bearzi: meglio fermarsi che abbassare il livello
Bearzi ha definito il passaggio come uno dei più difficili affrontati da quando il team si occupa della manifestazione. Nelle sue parole, la questione non riguarda soltanto un appuntamento saltato, ma un lavoro costruito negli anni con impegno, risorse e una forte partecipazione collettiva.
Il presidente ha indicato con chiarezza il criterio seguito: la sola passione non è sufficiente per tenere in piedi un evento di questa portata se non ci sono le condizioni per garantire qualità, serietà e rispetto verso tutti i soggetti coinvolti, dal territorio ai concorrenti, fino a sponsor e volontari.
Che cosa ha rappresentato il Rally Valli della Carnia
Nel tempo la gara ha saputo ritagliarsi uno spazio riconosciuto nel panorama rallistico nazionale, diventando anche una vetrina importante per la montagna friulana. Le prove speciali della Carnia sono state utilizzate pure da protagonisti del Mondiale rally come sede di test in preparazione agli impegni iridati.
Nelle edizioni più recenti, il rally aveva richiamato sulle strade carniche alcuni dei nomi più noti della specialità, insieme a piloti di profilo internazionale come Andreas Mikkelsen. Un risultato che ha contribuito a rafforzare l’immagine dell’evento ben oltre i confini regionali.
Attorno a questa crescita si era consolidata una rete fatta di istituzioni, amministrazioni, associazioni, ufficiali di gara, Forze dell’Ordine, collaboratori, sponsor e appassionati. È anche per questo che l’annuncio pesa in modo particolare in un’area dove la manifestazione era diventata un appuntamento identitario.
Il legame con il territorio resta aperto al futuro
Nel messaggio diffuso dal Carnia Pistons non c’è soltanto la comunicazione dello stop, ma anche il ringraziamento a tutti coloro che hanno sostenuto il rally negli anni. Bearzi ha voluto richiamare il contributo di Comuni, enti, scuderie, piloti e volontari che hanno accompagnato la crescita della manifestazione.
La porta, comunque, non viene chiusa definitivamente. L’intenzione dichiarata è quella di tornare quando ci saranno condizioni più favorevoli, senza snaturare l’identità costruita nel tempo. Per il 2026, però, la scelta è presa: la Carnia dovrà rinunciare al suo rally, in attesa di capire se e quando potrà ripartire con basi più solide.