Carnia, scuole verso il bilinguismo: da settembre parte il percorso italiano-tedesco in tre poli

La sperimentazione coinvolgerà Paluzza, Sappada e Sauris/Zahre. Via libera dopo il parere del Cspi, con un progetto pensato su più anni.

23 maggio 2026 20:39
Carnia, scuole verso il bilinguismo: da settembre parte il percorso italiano-tedesco in tre poli -
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La scuola carnica si prepara a un passaggio che può avere un peso concreto per il territorio: dal prossimo settembre prenderà forma la sperimentazione delle classi con insegnamento in italiano e tedesco in tre aree dove la presenza della comunità germanofona è parte della storia locale.

Il progetto riguarda Paluzza, Sappada e Sauris/Zahre e coinvolge gli istituti comprensivi “Jacopo Linussio-Angelo Matiz” di Paluzza, “Michele Gortani” di Comeglians e “Val Tagliamento” di Ampezzo. L’avvio arriva dopo il parere favorevole del Consiglio superiore della pubblica istruzione, passaggio che ha consentito di chiudere la fase preliminare.

A comunicare l’avanzamento dell’iniziativa è stata l’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen, indicando in otto anni l’orizzonte della sperimentazione. Il percorso partirà dai servizi educativi per i più piccoli e dalle elementari, per poi allargarsi gradualmente anche alla scuola secondaria di primo grado.

Un progetto che punta sulla tutela linguistica

Per la Carnia non si tratta soltanto di una novità didattica. L’intervento viene presentato dalla Regione come un tassello legato alla valorizzazione della minoranza germanofona presente in Friuli Venezia Giulia e alle richieste emerse dalle comunità interessate.

Rosolen ha definito questo passaggio un risultato senza precedenti a livello regionale su questo fronte, richiamando anche il quadro di tutela previsto dallo Statuto speciale. In questo senso, la sperimentazione viene letta come un tentativo di portare la salvaguardia delle lingue minoritarie dentro l’organizzazione scolastica ordinaria.

Come si costruisce l’avvio nelle scuole

Uno dei punti centrali riguarda il personale. Nel parere espresso, il Cspi ha evidenziato il valore dell’azione avviata per rafforzare la lingua della minoranza germanofona, sottolineando però anche la necessità di arrivare nel tempo a un organico specifico per l’insegnamento del tedesco.

Proprio per questo la Regione ha aperto un confronto con le Università di Udine e Trieste. L’obiettivo è formare docenti con preparazione mirata, soprattutto per l’infanzia e la primaria, così da dare continuità al progetto e non limitarlo a una fase iniziale sperimentale.

Supporto esterno e collaborazioni oltre confine

Per far partire le classi già dal prossimo anno scolastico, sono state attivate anche collaborazioni con la Sovrintendenza tedesca di Bolzano e con la Bildungsdirektion della Stiria, in Austria. Questa rete dovrebbe consentire la presenza di esperti madrelingua, tra neolaureati e laureandi, a supporto del lavoro in aula.

Il loro affiancamento servirà a introdurre l’uso del tedesco come lingua veicolare all’interno delle attività scolastiche e delle materie di studio previste dalla sperimentazione nei tre comprensivi coinvolti.

Tra i prossimi passaggi annunciati c’è inoltre un incontro con la Pädagogische Hochschule di Klagenfurt, che ha manifestato interesse per il percorso. Per le vallate interessate, l’avvio di settembre rappresenta così un banco di prova importante: non solo un progetto scolastico, ma una scelta che prova a tenere insieme identità locale, formazione e futuro delle comunità di montagna.

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