Carnia, il Rifugio De Gasperi rafforza la rete dell’acqua: cantiere in quota per salvare le prossime stagioni

A Prato Carnico si interviene sull’approvvigionamento idrico del rifugio CAI: nuova condotta, pompa e seconda fonte per ridurre il rischio siccità.

08 ottobre 2026 11:51
Carnia, il Rifugio De Gasperi rafforza la rete dell’acqua: cantiere in quota per salvare le prossime stagioni -
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Per un rifugio di montagna l’acqua non è un servizio accessorio: è la condizione che permette di aprire, ospitare escursionisti e lavorare con continuità. In Carnia questo tema riguarda da vicino il Rifugio Fratelli De Gasperi, dove è partito un intervento pensato per superare una fragilità che negli ultimi anni si è fatta sempre più pesante.

Il cantiere interessa la struttura CAI situata a 1.767 metri nel comune di Prato Carnico. L’obiettivo è mettere al riparo il rifugio da nuove crisi idriche durante la stagione di attività, dopo una lunga fase segnata da scarsità d’acqua e soluzioni emergenziali.

Una criticità che pesa sulla montagna friulana

Il De Gasperi, di proprietà della Sezione di Tolmezzo del Club Alpino Italiano, è un punto di riferimento per la Val Pesarina e più in generale per la rete dell’accoglienza in quota del Friuli. Proprio per questo la tenuta dell’approvvigionamento idrico è diventata una questione non solo gestionale, ma territoriale.

Il momento più critico risale al 2017, quando la presa del rio Pradibosco si prosciugò e fu necessario portare acqua con l’elicottero grazie alla Protezione Civile. Da allora il problema si è ripresentato più volte, con una frequenza crescente legata anche ai periodi di siccità.

Rifugio De Gasperi, lavori sull’acquedotto per evitare nuove emergenze idriche

Come cambia il sistema di rifornimento

Il progetto in corso prevede una nuova tubazione dalla sorgente del rio Clap Piccolo fino al punto di collegamento con la linea già presente in zona Rio Pradibosco. In programma anche l’installazione di una pompa aggiuntiva e l’adeguamento dell’alimentazione elettrica necessaria al funzionamento dell’impianto.

La logica è quella di non dipendere più da una sola presa. Il sistema continuerà a usare in via principale il Rio Pradibosco, ma potrà contare su una seconda fonte nei periodi in cui la disponibilità cala. Una ridondanza tecnica che punta a dare maggiore stabilità al rifugio nelle settimane di apertura estiva.

Un cantiere delicato tra sentieri e lavori manuali

Operare in quota richiede soluzioni diverse rispetto a un cantiere ordinario. I materiali vengono trasportati con l’elicottero, mentre per la posa si fa ricorso a piccoli mezzi e a lavorazioni manuali, così da adattarsi alle caratteristiche dell’area montana.

Rifugio De Gasperi, lavori sull’acquedotto per evitare nuove emergenze idriche

Per contenere l’impatto ambientale, il tracciato delle condotte seguirà per quanto possibile i percorsi già esistenti. Sono previste inoltre opere interrate e il ripristino delle superfici coinvolte, con l’intento di ridurre al minimo i segni del cantiere sul paesaggio.

Le risorse stanziate per evitare uno stop al rifugio

Il sostegno economico principale arriva dal Consorzio BIM Tagliamento e dalla Comunità di montagna della Carnia. Il presidente del BIM Tagliamento, Michele Benedetti, ha ricordato che il CAI di Tolmezzo aveva evidenziato il rischio concreto per le future stagioni estive e che il consorzio ha poi approvato all’unanimità un contributo da 134 mila euro.

Rifugio De Gasperi, lavori sull’acquedotto per evitare nuove emergenze idriche

Secondo Benedetti, un’eventuale chiusura del rifugio per mancanza d’acqua avrebbe avuto effetti che vanno oltre la singola struttura, toccando la Val Pesarina e l’indotto locale. Sulla stessa linea anche il presidente della Comunità di montagna della Carnia, Ermes De Crignis, che lega l’intervento al presidio della montagna e al ruolo che il De Gasperi svolge per tutto il territorio.

Una risposta strutturale a un problema che dura da anni

Per il presidente della Sezione CAI di Tolmezzo, Pietro De Faccio, il potenziamento dell’acquedotto rappresenta un passaggio decisivo per garantire l’attività del rifugio. La scarsità d’acqua, ha spiegato, aveva raggiunto livelli tali da mettere in discussione la possibilità stessa di assicurare ospitalità durante il periodo di apertura.

Rifugio De Gasperi, lavori sull’acquedotto per evitare nuove emergenze idriche

È proprio questo il punto centrale dell’intervento avviato a Prato Carnico: non una misura temporanea, ma una risposta strutturale a una debolezza che si trascina da tempo. Per il Rifugio De Gasperi significa provare a dare continuità al lavoro dei gestori e mantenere un presidio importante della montagna friulana.

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