Buttrio, il vino guarda avanti: tre focus su imprese, quota e turismo Usa alla rassegna di giugno
Dal 5 al 7 giugno a Villa di Toppo Florio la manifestazione affianca agli assaggi incontri su strategie tra cantine, ricerca in montagna e mercato americano.
Non solo degustazioni e calici in vetrina. A Buttrio la prossima edizione della Fiera Regionale dei Vini porterà al centro anche alcuni dei temi più discussi nel comparto vitivinicolo friulano, con tre momenti di confronto distribuiti nell’arco della manifestazione.
Dal 5 al 7 giugno, tra il Parco e gli spazi di Villa di Toppo Florio, il programma proporrà appuntamenti pensati per operatori, amministratori e appassionati interessati a capire dove sta andando il settore: dalle collaborazioni tra aziende alla sperimentazione in aree montane, fino al profilo degli enoturisti statunitensi.
Quest’anno la storica rassegna buttriese si presenta anche con una novità d’immagine: nel percorso di rinnovamento avviato dagli organizzatori, compare infatti la denominazione “La Vetrina delle Anteprime”, collegata alla Fiera Regionale dei Vini, una delle manifestazioni più longeve del Friuli Venezia Giulia.
Il mercato americano e il peso dell’enoturismo
Tra gli incontri in calendario, uno dei passaggi più attesi è quello previsto per domenica 7 giugno alle 10, in sala Pasolini. Il tema scelto riguarda l’enoturista degli Stati Uniti, osservato attraverso abitudini di spesa, attenzione verso i territori italiani e potenziale interesse per le destinazioni del vino.
L’approfondimento partirà dai dati dell’Osservatorio del Turismo del Vino di Città del Vino. A intervenire saranno Denis Pantini, economista e responsabile Agrifood e wine monitor di NOMISMA, insieme a Iacopo Mestroni, direttore di PromoTurismo FVG. A coordinare il confronto sarà Iole Piscolla, responsabile progetti speciali di Città del Vino. L’appuntamento nasce con la collaborazione del Coordinamento regionale FVG di Città del Vino.
Per un territorio come quello friulano, dove il legame tra produzione e accoglienza è sempre più stretto, il focus sugli arrivi internazionali assume un valore particolare. L’attenzione agli ospiti americani si inserisce infatti in un ragionamento più ampio sul posizionamento delle destinazioni enologiche regionali.
Dalle alleanze tra cantine alla sfida dell’efficienza
Il primo confronto si terrà venerdì 5 giugno alle 17, prima dell’apertura ufficiale della manifestazione. In sala Pasolini si parlerà di aggregazioni tra piccole e medie imprese del vino con la tavola rotonda “Cantine, l’unione fa la forza - Riprogettare la strategia delle PMI del vino: sviluppare aggregazioni per i mercati e per una maggiore efficienza di sistema”.
Porteranno contributi Luca Castagnetti, direttore del Centro Studi Management Divino di Studio Impresa, e Marco Rabino, presidente di Unidoc FVG. La moderazione sarà affidata al giornalista economico del Messaggero Veneto Maurizio Cescon.
Il tema tocca un punto concreto per molte realtà del Friuli: crescere sui mercati, contenere i costi e costruire modelli più solidi di collaborazione. Per diverse aziende del territorio, la questione della massa critica e della capacità di presentarsi in modo coordinato resta infatti centrale.
La ricerca in alta quota passa da Forni di Sotto
Sabato 6 giugno alle 16.30, nella sala Isi Benini, il programma si sposterà su un altro terreno di grande interesse per la regione: la viticoltura di montagna. L’incontro sarà dedicato a dodici anni di studio e risultati agronomici ed enologici maturati a 865 metri di altitudine a Forni di Sotto.
A illustrare il lavoro svolto saranno Roberto Baldovin e Stefano Cosma, chiamati a presentare dati, osservazioni e ricadute di un’esperienza che negli ultimi anni ha contribuito ad accendere l’attenzione sulle potenzialità della coltivazione della vite in contesti montani.
Si tratta di un argomento che interessa da vicino anche il Friuli più interno, dove la ricerca applicata può offrire indicazioni utili per leggere i cambiamenti climatici, la tenuta delle varietà e le opportunità produttive in aree non tradizionali.
Buttrio come luogo di confronto per il vino regionale
I tre appuntamenti costruiscono così un percorso parallelo rispetto alla parte più conosciuta della manifestazione, quella degli assaggi e dell’incontro con il pubblico. L’obiettivo è affiancare alla dimensione promozionale uno spazio di discussione su questioni che riguardano il presente e il futuro del comparto.
Dalla strategia delle cantine alla sperimentazione in quota, fino allo sguardo rivolto agli enoturisti stranieri, la rassegna di Buttrio conferma il proprio ruolo di punto di riferimento per il vino friulano anche sul piano delle idee e dell’analisi. Nel contesto di Villa di Toppo Florio, la tre giorni di giugno proverà quindi a unire tradizione, promozione e lettura dei nuovi scenari del settore.
Per Prima Friuli, il dato più interessante è proprio questo: una manifestazione storica del territorio che non si limita a celebrare le etichette regionali, ma prova a mettere in fila domande decisive per le imprese e per l’attrattività del Friuli del vino.