Barcolana, il mare vale già 2,9 miliardi in Fvg: focus su superyacht, cantieri e servizi
A Trieste il confronto sul peso dell’economia marittima regionale: imprese, posti barca, nuove risorse e il tema dei servizi per i grandi yacht.
Non soltanto regata e richiamo internazionale. Nel calendario di Barcolana trova spazio anche il dossier economico legato al mare, con Trieste che torna a proporsi come snodo per la nautica di fascia alta e per le attività collegate che interessano l’intero Friuli Venezia Giulia.
Al centro del convegno dedicato ai superyacht sono stati portati numeri e prospettive di un comparto che in regione pesa già in modo significativo. I dati richiamati durante l’incontro indicano infatti un valore pari al 7,3% del Pil del Friuli Venezia Giulia, per un totale di 2,9 miliardi di euro e quasi 4.400 imprese coinvolte.
È da questa base che istituzioni e operatori provano a leggere il prossimo sviluppo del settore: cantieristica, refitting, turismo nautico, logistica e servizi di terra vengono considerati tasselli della stessa filiera, con ricadute che vanno oltre il solo capoluogo giuliano.
Una filiera che punta su investimenti e innovazione
Nel dibattito è intervenuto l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, durante l’appuntamento promosso a Trieste dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso Aries. Il messaggio emerso è netto: l’economia del mare resta uno degli ambiti su cui la Regione intende continuare a investire, sia per la capacità di attrarre capitali sia per gli effetti sull’occupazione.
Tra i progetti richiamati c’è Trieste Shipyards, indicato come un intervento sostenuto da basi imprenditoriali e industriali solide. L’obiettivo, nella lettura regionale, è rafforzare una vocazione produttiva già presente in quest’area e consolidare il lavoro lungo l’intera catena della nautica.
Nello stesso quadro rientra anche Maritime Ventures, iniziativa rivolta alla crescita di startup attive nei comparti nautico e logistico-portuale, supportata da un fondo di circa 30 milioni di euro. Un passaggio che allarga il campo: accanto ai cantieri, si guarda anche a innovazione, servizi e nuove competenze.
Norme, fondi e rete dei marine regionali
Sul piano legislativo, durante il confronto è stato ricordato che il Friuli Venezia Giulia è stata la prima Regione a dotarsi di un testo unico dedicato alla nautica. La misura, nelle intenzioni dell’amministrazione, è pensata per accompagnare l’intero settore, dai gruppi industriali alle realtà artigiane, fino al turismo legato alla navigazione.
Alle regole si affiancano le risorse economiche. I numeri presentati al convegno parlano di circa 3 milioni di euro nel 2025 e di oltre 3,5 milioni nel 2026 destinati a sostenere imprese, operatori e diportisti.
Un altro elemento evidenziato riguarda la dotazione infrastrutturale regionale: il sistema conta 25 marine e 15.462 posti barca. Per il Friuli Venezia Giulia si tratta di una base rilevante per competere nel mercato della nautica e per intercettare una quota crescente di turismo via mare.
La sfida dei megayacht passa dai servizi a terra
Dal confronto è emerso però anche un punto decisivo: per attrarre davvero il segmento dei grandi yacht non bastano banchine e ormeggi. Serve una rete di servizi di terra capace di rispondere alle esigenze tecniche, logistiche e operative di imbarcazioni di grandi dimensioni.
Il tema è stato richiamato anche da Manlio Romanelli per la Camera di commercio Venezia Giulia, che ha citato uno studio sviluppato con Uniontrasporti sulle opportunità offerte dal turismo nautico e dal mercato dei megayacht. Tra gli spunti indicati c’è il possibile sviluppo di un Distretto Eco-Nautico regionale.
Manutenzione, accoglienza specializzata, forniture, ospitalità e assistenza tecnica sono gli ambiti su cui si gioca una parte della competitività rispetto ad altri scali del Mediterraneo. È qui che Trieste e, più in generale, il Friuli Venezia Giulia cercano spazio per rafforzare la propria presenza in un comparto ad alto valore aggiunto.
All’incontro hanno preso parte anche Dean Bassi, vicepresidente della Società velica Barcola Grignano, Gianluca Fenucci di Trieste Shipyards, Enrico Samer di Samer & Co. Shipping, Marino Quaiat di Trieste Refitting System, Maurizio Cossutti, Andrea Tesei e Roberto Mento. Un parterre che conferma come, accanto all’evento sportivo, Barcolana continui a essere anche un luogo di confronto sulle prospettive economiche del mare per il Friuli Venezia Giulia.