Azzano Decimo, la truffa corre su WhatsApp: bonifici per 30mila euro fermati in parte dalla banca

Un anziano pensava di aiutare il figlio. L’allarme partito dalla filiale ha fatto emergere il raggiro e portato a due denunce.

02 novembre 2026 16:07
Azzano Decimo, la truffa corre su WhatsApp: bonifici per 30mila euro fermati in parte dalla banca -
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È stata l’attenzione della banca a impedire che il conto venisse svuotato del tutto. Ad Azzano Decimo un anziano ha trasferito quasi 30mila euro dopo essere stato contattato su WhatsApp da chi si spacciava per il figlio, ma i movimenti anomali hanno fatto scattare una verifica che ha permesso di far emergere la truffa.

La vicenda, avvenuta nel Pordenonese, si è poi sviluppata sul piano investigativo con gli accertamenti dei Carabinieri di Azzano Decimo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Pordenone. Due uomini sono stati denunciati con l’accusa di truffa aggravata in concorso e una parte del denaro è stata bloccata.

Il controllo della filiale ha fatto emergere l’inganno

Il passaggio decisivo non è arrivato da un ripensamento della vittima, ma dall’osservazione del personale dell’istituto di credito. La successione dei bonifici e le cifre trasferite non coincidevano con l’operatività abituale del cliente.

Da qui la scelta di approfondire direttamente la situazione, fino a contattare il vero figlio dell’uomo. È stato in quel momento che si è capito che quelle richieste di denaro non avevano nulla a che fare con il familiare e che dietro ai messaggi c’era un raggiro costruito per sfruttare il rapporto di fiducia tra padre e figlio.

Dopo la scoperta, gli ulteriori trasferimenti sono stati interrotti. Nel mese di settembre l’anziano si è rivolto ai Carabinieri, facendo partire la denuncia formale.

Come è partita la richiesta di soldi

Tutto era iniziato con un contatto arrivato da un numero sconosciuto attraverso WhatsApp. Il mittente sosteneva di essere il figlio e parlava di difficoltà economiche da risolvere in tempi rapidi.

Il tono urgente e il richiamo al legame familiare hanno convinto l’uomo ad agire senza sospettare di trovarsi davanti a una messinscena. Nel giro di pochi giorni sono partiti più bonifici, fino a sfiorare i 30mila euro complessivi.

Si tratta di uno schema ormai noto anche in Friuli Venezia Giulia: il truffatore crea pressione, chiede risposte immediate e punta a evitare qualsiasi verifica diretta con il parente reale.

Dove sono finiti i soldi

Seguendo il percorso del denaro, i militari della Stazione di Azzano Decimo hanno ricostruito i rapporti bancari su cui erano confluite le somme. I conti individuati risultavano intestati a un 24enne residente nel Casertano e a un 54enne domiciliato a Palermo.

Gli investigatori hanno verificato anche l’utenza usata per contattare la vittima. La scheda telefonica, secondo quanto emerso, era collegata a un’identità anagrafica inesistente nei registri nazionali, elemento che ha richiesto ulteriori approfondimenti.

Prelievi ripresi dalle telecamere e sequestro del conto

L’indagine non si è fermata ai tabulati e ai movimenti bancari. Su delega della Procura sono state eseguite perquisizioni e sono stati analizzati i filmati di videosorveglianza degli uffici postali dove sarebbe stato ritirato il denaro poco dopo l’accredito.

Le immagini hanno documentato i prelievi in contanti e contribuito a completare il quadro raccolto dagli inquirenti. Nel frattempo i Carabinieri hanno disposto d’urgenza il sequestro preventivo del conto intestato al primo indagato, così da congelare la parte di somma ancora disponibile.

Il provvedimento è stato poi convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone. La quota bloccata, al termine dell’iter giudiziario, sarà restituita alla vittima, anche se non è stato indicato l’importo preciso recuperato rispetto al totale versato.

Un richiamo che riguarda molte famiglie friulane

Il caso emerso ad Azzano Decimo riporta l’attenzione su un tipo di truffa che continua a colpire soprattutto le persone anziane, facendo leva sugli affetti e sulla paura di lasciare senza aiuto un familiare.

Per questo, quando arriva una richiesta di denaro da un nuovo numero o con toni particolarmente concitati, la verifica più semplice resta anche la più efficace: interrompere la conversazione e contattare direttamente il parente attraverso i recapiti già conosciuti. In questa vicenda, la prudenza della banca e la rapidità degli accertamenti hanno evitato conseguenze ancora più pesanti.

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