Ad Aviano una lezione di cucina e mestiere con Matteo Terranova: gli studenti Ial guardano all’Europa
Lo chef, fresco del podio continentale con il Team Italia, ha incontrato gli allievi di cucina e pasticceria dello Ial Fvg.
Non solo tecnica ai fornelli, ma anche metodo, tenuta mentale e visione del proprio futuro professionale. È su questi temi che ad Aviano si è sviluppato l’incontro tra lo chef Matteo Terranova e gli studenti della scuola alberghiera Ial Fvg, protagonisti di una mattinata pensata per avvicinare la formazione al livello più alto della ristorazione internazionale.
L’appuntamento si è tenuto il 27 maggio 2026 e ha portato nell’istituto friulano un volto che in queste settimane è legato a un risultato di rilievo per la cucina italiana: il terzo posto conquistato dal Team Italia alle selezioni europee del Bocuse d’Or di Marsiglia, traguardo mai centrato prima dal nostro Paese nella competizione.
Davanti agli allievi dei percorsi di cucina e pasticceria, Terranova ha scelto di non limitarsi al racconto del successo recente. Il confronto si è allargato ai passaggi che costruiscono una carriera: studio, curiosità, costanza, capacità di reggere i momenti difficili e volontà di migliorarsi nel tempo.
Dal diploma alla Francia, il percorso raccontato agli allievi
Nel dialogo con i ragazzi, lo chef ha ripercorso anche le tappe della propria formazione personale. Originario di Varese, dopo il diploma ha deciso di partire per Parigi, città nella quale ha lavorato per dieci anni maturando esperienza in contesti di alto profilo, compresi ristoranti stellati.
Un passaggio che agli studenti di Aviano ha offerto un’indicazione concreta: crescere in questo settore richiede disponibilità a mettersi in gioco, ad apprendere da ambienti diversi e ad affrontare periodi impegnativi senza perdere di vista l’obiettivo finale.
Il dietro le quinte della gara continentale
Uno dei momenti più seguiti della mattinata ha riguardato il lavoro necessario per arrivare a una competizione come il Bocuse d’Or. Terranova ha spiegato quanto contino allenamento, precisione, gestione del tempo e coordinamento con il gruppo, in una prova dove il margine d’errore è minimo.
Agli studenti ha descritto il percorso che porta dall’idea del piatto alla sua esecuzione davanti alla giuria, mettendo in evidenza quanto la preparazione non sia fatta soltanto di creatività, ma anche di disciplina quotidiana e controllo di ogni fase del lavoro.
Le domande dei ragazzi su ansia, sacrifici e crescita
Il confronto ha lasciato spazio anche agli interventi degli allievi, che si sono concentrati su aspetti molto concreti del mestiere: come affrontare la pressione, quale rapporto avere con la disciplina e quanto pesi la presentazione nel giudizio finale.
Terranova ha collegato questi temi al valore della gavetta e alla capacità di trasformare anche le esperienze più dure in un passaggio utile. "Tutto serve per crescere", ha detto agli studenti, ricordando che proprio i periodi più faticosi possono rivelarsi decisivi nella costruzione del proprio percorso.
Lo chef ha poi insistito sul fatto che i risultati arrivano attraverso molti sacrifici, ma che l’impegno trova senso quando il lavoro svolto porta frutti concreti. Un messaggio accolto con attenzione dagli allievi, chiamati a misurarsi presto con il mondo professionale.
Il saluto finale e l’omaggio dei pasticceri
Nel suo intervento conclusivo, Terranova ha voluto lasciare ai ragazzi un incoraggiamento diretto, invitandoli a non fermarsi davanti ai primi ostacoli e a coltivare con determinazione un obiettivo. Ha spiegato di aver trovato interesse e partecipazione tra gli studenti, sottolineando l’importanza di credere davvero nel proprio progetto di lavoro.
A chiudere la mattinata ad Aviano è stato un gesto simbolico nato nei laboratori della scuola: gli allievi di pasticceria hanno consegnato allo chef una riproduzione in cioccolato della statuetta del Bocuse d’Or, segno concreto di un incontro che ha unito ispirazione, tecnica e orgoglio per la formazione alberghiera del territorio.