Autunno in musica al Sartorio: a Trieste quattro domeniche tra voce, chitarra, archi e arpa
Dal 18 ottobre all’8 novembre il museo triestino ospita una rassegna cameristica pomeridiana con interpreti e programmi diversi a ogni appuntamento.
Il Museo Sartorio torna a proporsi come uno dei luoghi più riconoscibili della stagione musicale triestina con un ciclo di quattro appuntamenti domenicali pensati per il pubblico della città e del Friuli Venezia Giulia. Tra il 18 ottobre e l’8 novembre 2026, sempre alle 17, gli spazi del museo accoglieranno la rassegna “Voci e Corde al Sartorio”.
L’iniziativa mette al centro un dialogo sonoro preciso: quello tra la voce e gli strumenti a corda, in programmi costruiti per un ascolto raccolto e ravvicinato. La proposta nasce nell’ambito di Chamber Music al Museo Sartorio di Trieste, con la direzione artistica di Fedra Florit, in collaborazione con Comune di Trieste, ZKB e Fondazione Polojaz.
Per Trieste si tratta di un’ulteriore tappa nel percorso che negli ultimi anni ha consolidato il Sartorio anche come sede concertistica, accanto ad altri appuntamenti culturali ospitati nelle sue sale. In questo caso, però, il taglio scelto è interamente cameristico e punta su formazioni diverse tra loro, dal duo al quartetto.
I biglietti sono disponibili presso Ticket Point Trieste, mentre le informazioni sulla rassegna sono indicate nei canali dell’organizzazione.
Quattro date, quattro programmi distinti
Il primo concerto è in calendario domenica 18 ottobre. Ad aprire il ciclo sarà il Duo Veles, formato dal soprano Mateja Petelin Zobin e dal chitarrista Pavel Cyargeenka, con “Viaggi poetici del Novecento”. Il repertorio attraverserà pagine di Rodrigo, Britten, Castelnuovo Tedesco e Seiber.
La formazione è nata a Trieste nel 2015 sotto la guida di Fedra Florit al Conservatorio Tartini e ha poi proseguito il proprio perfezionamento all’Accademia Chigiana di Siena con Oscar Ghiglia. Un debutto che lega quindi la rassegna anche a un percorso artistico maturato direttamente in città.
La domenica successiva, il 25 ottobre, toccherà al Quartetto Rilke. Sul palco ci saranno Giulia Gambaro e Giada Visentin ai violini, Giulietta Bianca Bondio alla viola e Sofia Bellettini al violoncello. Il programma guarderà al repertorio di Mozart e Beethoven.
Il quartetto, nato nel 2022 e intitolato a Rainer Maria Rilke, arriva a questo appuntamento con riconoscimenti già significativi, tra cui il Primo Premio al Concorso Rospigliosi 2025, oltre a esperienze di residenza artistica all’estero.
Tra parola recitata e scrittura musicale
Il terzo passaggio della rassegna è previsto per domenica 1 novembre con Matteo Chiodini e Giacomo Segulia. La serata ruoterà attorno a “Platero”, progetto che intreccia recitazione, voce e chitarra a partire dalla prosa poetica di Juan Ramón Jiménez, insieme a musiche di Castelnuovo-Tedesco e Manuel de Falla.
Chiodini, formatosi al Conservatorio Tartini e all’Accademia di Imola, affianca all’attività di chitarrista anche quella di direttore d’orchestra e ha ottenuto di recente il Premio del Pubblico al concorso “Peter Maag”. L’impianto dello spettacolo punta su un clima intimo, costruito sul rapporto stretto tra testo e suono.
La chiusura con violino e arpa
L’ultimo appuntamento sarà domenica 8 novembre con Črtomir Šiškovič al violino e Simona Mallozzi all’arpa. I due musicisti portano a Trieste una collaborazione internazionale avviata da oltre trent’anni, sostenuta anche da un lavoro di trascrizione curato dagli stessi interpreti.
Il concerto conclusivo, intitolato “Notte a teatro, fra arie e danze”, proporrà brani di Mozart, Kreisler, Rossini, de Bériot, Lehár, Singelée e Migliavacca. Il carattere della serata sarà dichiaratamente teatrale, con un repertorio che affida al dialogo tra violino e arpa melodie molto note della tradizione classica europea.
Un cartellone pensato per l’ascolto ravvicinato
Alla base della rassegna c’è l’idea di esplorare più possibilità espressive del rapporto tra voce umana e corde, dagli strumenti ad arco a quelli pizzicati. I programmi attraversano periodi e linguaggi differenti, dal classicismo al Novecento, mantenendo però una dimensione raccolta e diretta.
Un elemento che caratterizzerà gli incontri sarà anche la presentazione delle esecuzioni da parte degli stessi musicisti, chiamati a introdurre il pubblico al repertorio scelto. Una formula che rafforza il legame tra interpreti e sala e che ben si adatta alla dimensione del Museo Sartorio.
Tutti i concerti inizieranno alle 17. Per Trieste è un calendario che aggiunge continuità alla proposta culturale autunnale, offrendo quattro domeniche dedicate alla musica da camera in uno dei luoghi storici della città.