Atenei del Friuli Venezia Giulia, Honsell: «Nel 2026 risorse in calo, così il divario con l’Europa resta aperto»

Il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg contesta la lettura del ministero sui fondi agli atenei e richiama il ritardo italiano sul numero di laureati.

10 agosto 2026 23:10
Atenei del Friuli Venezia Giulia, Honsell: «Nel 2026 risorse in calo, così il divario con l’Europa resta aperto» -
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Per le università del Friuli Venezia Giulia il tema non è soltanto contabile. Nella discussione sulle risorse statali per il 2026, Furio Honsell sostiene che agli atenei regionali arriverà meno del 2025, e avverte che anche una riduzione limitata rischia di avere effetti più pesanti se letta alla luce dell’inflazione.

Il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg interviene così sul Fondo di finanziamento ordinario, contestando l’interpretazione diffusa dal ministero dell’Università e della Ricerca. Secondo Honsell, presentare i numeri come sostanzialmente allineati a quelli dell’anno precedente non restituirebbe il quadro reale delle assegnazioni previste per il prossimo anno.

Il punto sollevato sui fondi 2026

Nella sua ricostruzione, il dato da considerare è un arretramento inferiore all’1 per cento rispetto al 2025. Una flessione contenuta, ma che per Honsell non può essere liquidata come irrilevante, soprattutto in una fase in cui il costo generale dei beni e dei servizi ha già inciso sui bilanci pubblici.

Da qui la preoccupazione espressa per il sistema universitario del territorio. Il nodo, osserva il consigliere, riguarda le risorse ordinarie destinate agli atenei del Friuli Venezia Giulia, che dovrebbero invece essere rafforzate in un contesto in cui formazione e ricerca restano leve strategiche anche per la competitività regionale.

Il confronto con il 2019 non convince

Honsell contesta anche il richiamo al 2019 proposto dalla ministra Anna Maria Bernini. A suo giudizio, usare come riferimento un anno così distante rischia di spostare l’attenzione dal problema attuale, perché in mezzo si è registrata una crescita dei prezzi che ha modificato il valore effettivo delle risorse disponibili.

Il ragionamento, quindi, non si limita al confronto nominale tra due cifre. Per il consigliere, il punto è capire quale capacità reale di spesa avranno le università regionali nel 2026, e su questo versante anche un taglio modesto finisce per pesare di più.

Il tema dei laureati e il ritardo da colmare

Nell’intervento si allarga poi lo sguardo oltre il bilancio annuale. Honsell collega infatti la questione dei finanziamenti al divario che separa l’Italia, e con essa anche il Friuli Venezia Giulia, dagli obiettivi europei sul numero di giovani con un titolo di studio terziario.

Il target fissato dall’Unione europea per il 2030 è del 45 per cento nella fascia tra 25 e 34 anni. I dati richiamati dal consigliere indicano invece una quota sotto il 35 per cento, con uno scarto di circa dieci punti rispetto alla media europea.

Secondo Honsell, questo scenario dovrebbe spingere le istituzioni a investire con maggiore decisione su università, conoscenza e formazione, invece di accettare una diminuzione delle risorse. Nella sua valutazione finale, il ritardo accumulato dall’Italia rispetto agli standard europei rende ancora più centrale la scelta di destinare fondi pubblici all’istruzione e all’emancipazione dei cittadini.

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