Assistenza familiare, in Friuli Venezia Giulia cresce il fondo per la domiciliarità: 70,8 milioni previsti nel 2026

La Regione rilancia su caregiver, aiuti a casa e percorsi con Comuni e Terzo settore: aumentano le risorse e resta aperta la nuova programmazione dopo il 2026.

06 ottobre 2026 14:08
Assistenza familiare, in Friuli Venezia Giulia cresce il fondo per la domiciliarità: 70,8 milioni previsti nel 2026 -
Condividi

Il dato che pesa di più riguarda le famiglie che ogni giorno seguono una persona non autosufficiente: in Friuli Venezia Giulia il Fondo per l'Autonomia Possibile è destinato a salire fino a 70,8 milioni di euro nel 2026, rispetto ai 51,4 milioni del 2022. Una crescita che la Regione collega al rafforzamento della presa in carico a domicilio e al sostegno di chi svolge attività di cura in ambito familiare.

Il punto è stato tracciato in occasione del Caregiver Day dall'assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi, che ha richiamato gli strumenti già attivati in Friuli Venezia Giulia: una legge dedicata, un piano triennale e finanziamenti destinati sia all'autonomia delle persone fragili sia al sollievo per chi le assiste.

Per il territorio friulano il tema ha un impatto concreto, perché riguarda la tenuta della rete di prossimità fatta di famiglie, servizi locali, Comuni e realtà associative. La linea indicata dalla Regione è quella di alleggerire un carico che spesso resta sulle spalle dei nuclei familiari, favorendo la permanenza delle persone nel proprio contesto di vita.

Più risorse per l'autonomia e il supporto alle famiglie

La quota regionale del Fondo per l'Autonomia Possibile passa da 35,8 milioni nel 2022 a 53,3 milioni nel 2026. A questa cifra si aggiungono i fondi nazionali, che portano il totale complessivo alla soglia dei 70,8 milioni prevista per il 2026.

Dentro questo quadro rientra anche l'Assegno per l'Autonomia Possibile, misura che sostiene la rete familiare coinvolta nell'assistenza. Secondo quanto ricordato dalla Regione, la parte dell'assegno non soggetta a rendicontazione può aiutare a coprire una parte delle spese e dell'organizzazione quotidiana che gravano su chi assiste.

Per il 2024 al Friuli Venezia Giulia sono stati inoltre assegnati circa 1,3 milioni di euro di risorse nazionali nell'ambito dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, utilizzate anche per interventi di sollievo.

La cornice normativa regionale e il piano 2024-2026

Il percorso regionale ha avuto un passaggio importante nel 2023 con l'approvazione della legge regionale 8 del 24 febbraio, norma che riconosce il valore sociale del lavoro di cura e inserisce la figura del caregiver nella rete dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari.

A questa base si affianca il Piano triennale 2024-2026, con una disponibilità di circa 1,5 milioni di euro. Le risorse sono indirizzate a formazione, informazione, comunicazione e valorizzazione delle competenze maturate da chi si prende cura di un familiare.

Nel biennio 2024-2025 sono stati sostenuti 24 progetti promossi da Comuni ed enti del Terzo settore, per un importo complessivo di 133mila euro. Per il 2026 la programmazione prevede altri 140mila euro.

Il ruolo dei territori e delle reti di prossimità

Una parte dei fondi del piano, tra 2025 e 2026, è stata destinata a percorsi di coprogettazione con il Terzo settore. L'obiettivo dichiarato è far emergere prima le necessità delle famiglie e costruire risposte più vicine ai contesti locali.

In Friuli questo significa puntare su reti capaci di tenere insieme servizi pubblici, associazioni e comunità. La strategia regionale richiama infatti il rafforzamento della domiciliarità, già avviato dal 2019 con esperienze di abitare inclusivo e domiciliarità comunitaria che coinvolgono Aziende sanitarie, Servizi sociali dei Comuni ed enti del Terzo settore.

Nello stesso disegno vengono collocate anche le Case della Comunità, pensate come punti di integrazione tra l'area sanitaria e quella sociale, con un coinvolgimento più stretto di famiglie e realtà locali.

Dopo il 2026 la nuova fase di programmazione

La scadenza del piano attuale sarà il passaggio da cui ripartire per definire le prossime priorità. L'orientamento espresso dalla Regione è quello di costruire la programmazione successiva insieme ai territori, ai servizi, alle associazioni e agli stessi caregiver.

Il confronto resta centrale anche per una regione come il Friuli Venezia Giulia, dove l'assistenza quotidiana si regge in larga parte sull'equilibrio tra sostegno pubblico e impegno delle famiglie. Le risorse annunciate segnano un rafforzamento, ma il nodo resta trasformarle in strumenti accessibili e utili nella vita di tutti i giorni.

Segui Prima Friuli