Assestamento Fvg, più risorse al sistema produttivo: dai Comuni Unesco al dossier aperto su Udine

La manovra regionale rafforza imprese e turismo con nuovi stanziamenti. In primo piano anche i fondi già assegnati per il mercato ortofrutticolo udinese.

13 luglio 2026 15:25
Assestamento Fvg, più risorse al sistema produttivo: dai Comuni Unesco al dossier aperto su Udine -
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Nel passaggio in Commissione regionale, l’assestamento di bilancio dedicato ad attività produttive e turismo ha preso ulteriore consistenza, arrivando attorno ai 120 milioni di euro. Il quadro interessa da vicino anche il Friuli, tra sostegno ai poli economici, promozione dei centri storici di valore internazionale e una partita ancora irrisolta nel capoluogo friulano.

Gli emendamenti illustrati dall’assessore alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini aggiungono 15,6 milioni alla dotazione già prevista. Dentro questo pacchetto entrano interventi che toccano aree diverse della regione, ma con riflessi concreti anche su Udine, Cividale, Aquileia e Palmanova.

Quanto cresce la manovra per imprese e turismo

L’incremento approvato in sede di Commissione porta nuova capienza finanziaria per misure rivolte al comparto produttivo e al turismo regionale. Tra gli interventi di maggiore peso c’è lo stanziamento da 8 milioni destinato all’Interporto-Centro Ingrosso di Pordenone.

Le risorse serviranno alla realizzazione di un nuovo spazio per stoccaggio e logistica nell’area industriale di Vallenoncello, con una superficie prevista di circa 6.500 metri quadrati. L’obiettivo indicato dalla Regione è sostenere le esigenze delle imprese e migliorare il collegamento con il terminal intermodale.

Tre siti Unesco friulani dentro lo stesso canale di sostegno

Per il territorio friulano, uno degli elementi più significativi riguarda i Comuni riconosciuti dall’Unesco. Il contributo che finora riguardava Aquileia viene allargato anche a Cividale e Palmanova, con una dotazione aggiuntiva di 200mila euro.

La cifra sarà ripartita in quote uguali tra i tre centri. La finalità indicata è duplice: da un lato rafforzare la promozione turistica, dall’altro accompagnare la tutela del patrimonio culturale e architettonico che caratterizza questi luoghi.

Per Prima Friuli si tratta di un passaggio rilevante perché consolida una linea regionale che mette insieme identità storica e attrattività turistica, due leve centrali soprattutto per i territori che lavorano sulla qualità dell’offerta culturale.

Nel Cosilt un investimento sulla filiera della selvaggina

Tra gli emendamenti compare anche un finanziamento da 1,2 milioni di euro, definito insieme alla Direzione Salute, destinato al Cosilt. La somma servirà a creare una struttura permanente dedicata alla gestione della cacciagione.

Il progetto punta a coprire l’intero percorso operativo: raccolta, lavorazione e distribuzione delle carni di selvaggina. Nelle intenzioni della Regione, l’infrastruttura dovrà garantire tracciabilità, sicurezza alimentare e un servizio utile sia per chi conferisce il prodotto sia per chi lo acquista.

Mercato ortofrutticolo di Udine, restano da chiarire i 4 milioni già concessi

Nel confronto politico è tornato al centro anche il mercato ortofrutticolo di Udine, tema che da anni accompagna il dibattito sulla riqualificazione dell’area. In Commissione, Bini ha difeso il lavoro degli uffici regionali e ha ricostruito la differenza tra due distinti capitoli di finanziamento.

Secondo quanto spiegato, gli 8 milioni previsti con la stabilità 2022 non furono poi concessi, perché dal Comune di Udine erano arrivate due richieste formali in quella direzione. Quelle somme sono quindi rientrate nelle economie di bilancio.

Resta invece aperta la vicenda del contributo da 4 milioni disposto con la stabilità 2018 per lo stesso intervento. La Regione ha ricordato che il finanziamento era stato concesso e che al Comune era stato erogato un anticipo da 1 milione di euro.

I restanti 3 milioni, però, non risultano ancora utilizzati: stando a quanto riferito in Commissione, non sarebbero mai stati richiesti dal Comune e si trovano ancora nelle disponibilità regionali, senza revoca del contributo. Da qui la sollecitazione all’amministrazione udinese a definire rapidamente una progettualità di spesa, così da non lasciare ferma una risorsa già assegnata.

Per il Friuli, il nodo non è solo contabile. Il futuro del mercato ortofrutticolo udinese resta infatti una questione concreta per la città e per il suo sistema economico, mentre la manovra regionale prova intanto a distribuire nuove risorse tra infrastrutture, promozione territoriale e filiere specializzate.

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