Aquileia, nodo idrogeno: Celotti chiede alla Regione un quadro chiaro sul piano annunciato
La consigliera regionale del Pd sollecita la Giunta dopo la risposta all’interrogazione: mancherebbero ancora dati precisi su contenuti e stato del progetto.
Ad Aquileia il confronto politico si concentra su un progetto di cui, secondo l’opposizione, si conosce ancora troppo poco. Al centro c’è l’iniziativa legata alla produzione di idrogeno nell’area aquileiese, rispetto alla quale la consigliera regionale del Pd Manuela Celotti punta il dito contro la mancanza di informazioni puntuali da parte della Regione.
La questione è tornata d’attualità dopo la risposta fornita dalla Giunta a un’interrogazione presentata dalla stessa Celotti. Per la consigliera, gli elementi messi nero su bianco non chiarirebbero né la consistenza dell’intervento né la sua fase di avanzamento, nonostante si parli da tempo di un piano indicato come significativo per il territorio.
Un tema che tocca un’area sensibile
Nella lettura dell’esponente dem, il punto non riguarda soltanto il merito industriale o energetico dell’operazione. A pesare è anche il luogo in cui il progetto viene collocato: Aquileia è infatti un contesto particolarmente delicato dal punto di vista storico, urbanistico e ambientale, oltre a essere legato a un sito Unesco.
Per questo, sostiene Celotti, servirebbe un livello di trasparenza ancora maggiore. Dopo due anni di annunci, osserva, non sarebbe accettabile restare senza indicazioni concrete su dimensioni, contenuti e obiettivi dell’iniziativa.
I riferimenti ai piani regionali
Nel suo intervento la consigliera richiama anche gli strumenti già adottati dall’amministrazione regionale in materia energetica. Da una parte c’è il Piano energetico regionale del 2024, dall’altra la Strategia regionale per l’idrogeno approvata alla fine del 2025.
Proprio alla luce di questi atti, Celotti fa notare che alle minoranze sarebbe stato presentato un quadro dettagliato delle progettualità presenti in Friuli Venezia Giulia, comprese quelle promosse da soggetti privati. Da qui, secondo la consigliera, l’anomalia del caso Aquileia, che resterebbe ancora privo di un perimetro definito nelle comunicazioni istituzionali.
Le domande che arrivano anche dal territorio
La richiesta di chiarimenti, sottolinea Celotti, non nascerebbe solo nei banchi del Consiglio regionale. Dubbi e domande, riferisce, sarebbero emersi anche nella comunità aquileiese e sarebbero stati posti pure in sede comunale dalle opposizioni, senza però ottenere risposte considerate esaustive.
Il nodo, quindi, è prima di tutto conoscitivo: capire con precisione che cosa sia stato annunciato, quale impatto possa avere sull’area e quale sia lo stato effettivo del progetto. Solo dopo, insiste la consigliera, sarà possibile esprimere una valutazione compiuta nel merito.
Il parallelo con un altro dossier aperto
Nella sua presa di posizione Celotti affianca alla vicenda di Aquileia anche quella relativa all’ipotesi di termovalorizzatore a San Giorgio. Secondo la consigliera, anche in quel caso il presidente Massimiliano Fedriga e l’assessore competente non avrebbero ancora chiarito la linea della Regione dopo otto mesi di discussione.
Per l’esponente del Pd, i due casi mostrerebbero una stessa criticità politica: annunci di grande rilievo pubblico che non sarebbero accompagnati da un quadro informativo sufficientemente definito. Da qui la richiesta finale alla Giunta di verificare direttamente la situazione su Aquileia e di fornire ai cittadini elementi chiari, verificabili e completi.