Amariana, Pissebus torna a casa: l’incendio non è chiuso ma l’aria migliora
Ad Amaro il nuovo punto sull’emergenza: revocata l’evacuazione nella frazione, restano attivi i fronti su Amariana e Amarianute.
Per le famiglie di Pissebus arriva il segnale più atteso dopo giorni di emergenza: la frazione può tornare alla normalità sul fronte dell’evacuazione, perché i parametri dell’aria sono rientrati e lo sfollamento è stato revocato. Resta però aperta la partita più delicata, quella dello spegnimento definitivo del rogo che continua a interessare la zona montana tra Amaro e Tolmezzo.
Il quadro è stato aggiornato al campo base di Amaro dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi. La situazione viene considerata in miglioramento, ma non ancora risolta: i punti ancora sorvegliati sono due, sull’Amariana e sull’Amarianute, dove proseguono contenimento e controllo.
Per la Carnia, quindi, la notizia più immediata riguarda il rientro dei residenti di Pissebus, arrivato dopo i giorni in cui le polveri sottili avevano imposto misure più restrittive. Il miglioramento delle condizioni atmosferiche e della qualità dell’aria ha consentito di alleggerire il dispositivo di protezione per la popolazione.
Il rientro nella frazione e la prudenza che resta
La revoca dello sfollamento non coincide con la fine dell’emergenza. La Regione mantiene infatti un controllo costante sull’andamento dell’incendio, anche in relazione a vento e precipitazioni, elementi che in montagna possono cambiare rapidamente lo scenario operativo.
La pioggia caduta nelle ultime ore ha aiutato il lavoro di contenimento, ma non basta ancora per archiviare l’episodio. Le prossime condizioni meteo, in particolare le precipitazioni attese, vengono considerate un passaggio importante per capire se si potrà arrivare alla chiusura dell’emergenza.
Due versanti ancora sotto osservazione
Le squadre continuano a lavorare sui due fronti che restano attivi. La complessità dell’area, caratterizzata da terreni difficili e pendii impervi, rende le operazioni particolarmente delicate e impone tempi più lunghi rispetto a contesti più accessibili.
Nel bilancio tracciato ad Amaro emerge anche la dimensione dello sforzo messo in campo finora: in circa dieci giorni si sono alternate oltre 700 persone della Protezione civile regionale, insieme a Vigili del fuoco, Corpo forestale, Forze dell’ordine, amministratori locali e altri operatori impegnati nella gestione dell’emergenza.
Dal 20 agosto attivo il supporto psicologico
Accanto agli interventi sul territorio, la Regione ha annunciato un servizio dedicato al sostegno psicologico della popolazione. L’attivazione è prevista da giovedì 20 agosto 2026 alla Casa della Comunità di Tolmezzo.
L’accesso all’ambulatorio avverrà attraverso il proprio Medico di medicina generale o il Medico di vallata. L’obiettivo è offrire un aiuto anche sul piano emotivo a chi ha vissuto giorni di forte pressione, in una fase che si è protratta nel tempo e che ha inciso sulla vita quotidiana delle comunità coinvolte.
Animali, attività agricole e risorse attese
Tra gli elementi considerati incoraggianti c’è anche il progressivo ritorno degli animali evacuati nelle stalle. Anche su questo punto, tuttavia, viene chiesto di procedere con attenzione, accompagnando il rientro con le verifiche necessarie prima del ripristino completo delle attività.
Il tema economico riguarda soprattutto aziende agricole e patrimonio boschivo. Dal punto fatto ad Amaro è emersa l’indicazione di possibili misure di sostegno per le imprese dell’area nell’ambito dei provvedimenti nazionali collegati alla richiesta di emergenza.
Parallelamente, a livello regionale, nella prossima manovra di assestamento dovrebbero trovare spazio risorse destinate sia al patrimonio forestale sia alle attività colpite dal rogo, in raccordo con il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e con l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.
Il punto con i sindaci al campo base
All’incontro ad Amaro hanno partecipato anche il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini, il sindaco di Amaro Cristiana Mainardis, il presidente della Comunità montana Ermes De Crignis e il presidente del consorzio Boschi carnici Luigi Cacitti.
Il messaggio che arriva dal territorio resta doppio: da una parte il sollievo per il rientro a Pissebus e per un’aria tornata entro valori più accettabili, dall’altra la consapevolezza che l’incendio in quota richiede ancora attenzione, presidio continuo e una finestra meteo favorevole per essere davvero superato.