Amariana, Pissebus torna abitata: revocato lo sgombero mentre il fumo cala in Carnia
Dopo il sopralluogo dei Vigili del fuoco il sindaco di Tolmezzo annulla l’evacuazione. Il rogo non è spento, ma il quadro è più favorevole e il PM10 scende.
Per le famiglie di Pissebus la notizia più attesa è arrivata in mattinata: si può rientrare nelle abitazioni lasciate nei giorni scorsi per l’avanzata dell’incendio sull’Amariana. A Tolmezzo è stata infatti revocata l’ordinanza di evacuazione dopo le verifiche effettuate nell’area.
Il ritorno dei residenti segna un passaggio importante in una fase che, pur senza chiudere l’emergenza, mostra un netto alleggerimento rispetto ai giorni più tesi. Il rogo tra Monte Amariana e Cuel Feltron, nel territorio comunale di Amaro, resta presente, ma la Protezione civile regionale lo considera ora sotto controllo.
È un cambio di scenario rilevante per tutta la zona carnica, dove per oltre una settimana il fronte del fuoco ha imposto monitoraggi continui, interventi aerei e timori anche per gli effetti del fumo nei centri abitati e nei fondovalle.
Il rientro a Pissebus dopo il sopralluogo
La decisione è maturata dopo il controllo svolto dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Udine. Dalle verifiche è emerso che non ci sono più le condizioni di rischio che avevano reso necessario lo sgombero precauzionale della località.
Per questo il sindaco di Tolmezzo ha disposto la revoca del provvedimento, autorizzando il ritorno dei residenti nelle case. Per chi aveva dovuto lasciare l’abitazione tra sabato e domenica, quando le fiamme si erano spinte verso il territorio tolmezzino, è il primo segnale concreto di normalità.
Pioggia e lavoro a terra hanno cambiato il quadro
Sull’evoluzione dell’incendio ha inciso il peggioramento del tempo tra il pomeriggio di lunedì e la notte successiva. Le precipitazioni hanno contenuto l’attività del fuoco e reso meno intense anche le colonne di fumo, permettendo di concentrare gli interventi nei punti ancora critici.
Nella giornata odierna il dispositivo aereo è stato ridotto rispetto alle fasi più complesse dell’emergenza. È entrato in azione il terzo elicottero del Servizio aereo regionale, mentre il coordinamento a terra è stato affidato ai forestali di Paluzza e Tolmezzo.
A dare supporto alle operazioni hanno lavorato anche i volontari dei gruppi comunali di Cividale, Ragogna, Artegna, Montenars, Majano, Gemona del Friuli, Bordano, Amaro e Osoppo, oltre ad Asd Life Academy.
Aria in miglioramento: scendono le polveri sottili
Tra gli elementi più osservati in queste giornate c’è stata anche la qualità dell’aria. ARPA FVG mantiene attivo il monitoraggio, ma i dati indicano un’evoluzione favorevole dopo i picchi registrati nei momenti più difficili dell’emergenza.
La combinazione tra pioggia e ricambio delle masse d’aria ha contribuito a ridurre le emissioni prodotte dagli incendi. Di conseguenza si registra una diminuzione marcata delle concentrazioni di PM10, un aspetto che nei giorni scorsi aveva sollevato preoccupazioni in diverse aree della Carnia.
L’emergenza non è chiusa del tutto
Nonostante il miglioramento, l’incendio dell’Amariana non può ancora essere considerato spento. Le squadre proseguiranno il lavoro sui focolai residui e nelle zone dove potrebbero esserci ancora punti caldi da bonificare.
Molto dipenderà anche dalle condizioni meteo dei prossimi giorni. Un ulteriore cambiamento del tempo potrebbe aiutare a consolidare il contenimento del rogo e accompagnare il territorio verso la chiusura definitiva dell’emergenza.
Resta l’attenzione sugli altri fronti in montagna
Mentre in Carnia il quadro appare più gestibile, continua la sorveglianza sugli altri incendi nelle aree montane tra Udinese e Pordenonese. Un nuovo focolaio è stato segnalato a Contron di Claut, in una zona particolarmente difficile da raggiungere.
In quel settore sono al lavoro i volontari del gruppo comunale a supporto del Corpo forestale ed è stato attivato anche il secondo elicottero regionale per le operazioni di spegnimento. Gli altri roghi di minori dimensioni presenti in montagna restano monitorati, con interventi aerei ancora necessari in alcuni casi.
Per il Friuli montano, comunque, il rientro degli evacuati di Pissebus resta oggi il dato più significativo: dopo undici giorni segnati da fiamme, fumo e apprensione, la situazione sull’Amariana appare finalmente meno pesante rispetto al fine settimana.