Alberi tutelati, il Friuli Venezia Giulia allarga ancora il suo primato nazionale

Con l’aggiornamento degli elenchi regionali salgono a 572 le schede degli alberi monumentali e a 305 quelle degli esemplari notevoli.

27 settembre 2026 11:00
Alberi tutelati, il Friuli Venezia Giulia allarga ancora il suo primato nazionale -
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Il patrimonio arboreo del Friuli Venezia Giulia continua a crescere anche sulla carta della tutela. La Regione si conferma infatti al primo posto in Italia per numero di schede dedicate agli alberi monumentali, un dato che rafforza il peso ambientale e paesaggistico di un patrimonio diffuso in gran parte del territorio.

Con l’aggiornamento ormai vicino alla conclusione, gli alberi monumentali censiti arrivano a 572 schede complessive, che corrispondono a 1.695 esemplari protetti. In questo passaggio entrano 39 nuove schede.

Si amplia anche l’elenco degli alberi notevoli, categoria che il Friuli Venezia Giulia aveva introdotto per primo per riconoscere e seguire gli esemplari che potrebbero acquisire in futuro carattere monumentale. In questo caso il totale raggiunge 305 schede, con 42 nuovi inserimenti e 1.010 alberi complessivi.

Una presenza capillare da una parte all’altra della regione

Uno degli aspetti più significativi riguarda la distribuzione geografica di questo patrimonio. Quasi tre Comuni su quattro in Friuli Venezia Giulia ospitano almeno un albero tutelato, segno di una presenza che non si concentra solo in poche zone di pregio naturalistico.

Dalla montagna alle aree di pianura, fino ai centri abitati, gli esemplari inseriti negli elenchi raccontano una trama territoriale molto ampia. Per una regione come il Friuli Venezia Giulia, dove il rapporto con il paesaggio è parte dell’identità locale, il dato assume anche un valore culturale oltre che ambientale.

Il passaggio amministrativo verso il nuovo aggiornamento

L’annuncio del nuovo quadro è arrivato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante. L’iter amministrativo è alle fasi finali: il decreto del presidente della Regione per l’aggiornamento degli elenchi è in via di trasmissione dopo il confronto con il ministero competente e il via libera della Soprintendenza.

Si tratta di un aggiornamento che consolida un lavoro costruito negli anni, in cui al censimento sono stati affiancati strumenti di controllo, misure di conservazione e supporto agli enti locali chiamati a seguire questi esemplari nel tempo.

Non solo censimento: cure, fondi e interventi programmati

Nel 2024 la Regione ha rivisto il sistema dei contributi destinati alla cura e alla conservazione, impostando una programmazione triennale degli interventi. Nella gestione sono stati ricompresi non soltanto gli alberi monumentali, ma anche quelli notevoli e gli esemplari di pregio.

La linea indicata dall’amministrazione è chiara: l’inserimento in elenco non basta se non è accompagnato da manutenzione, verifiche specialistiche e pianificazione di lungo periodo. La tutela, in sostanza, viene legata a una responsabilità concreta verso alberi che spesso rappresentano veri punti di riferimento per le comunità locali.

Ricerca scientifica e difesa del patrimonio genetico

A questo percorso si è aggiunto nel 2025 un progetto scientifico dedicato alla conservazione del patrimonio genetico degli alberi monumentali. L’iniziativa coinvolge gli Orti botanici di Trieste e Udine, quelli di Palermo e Padova, altri istituti di ricerca, la direzione regionale competente sul fronte forestale e il Vivaio regionale di Tarcento.

L’obiettivo è studiare i caratteri genetici degli esemplari più longevi e resistenti e arrivare, in prospettiva, a un piano di riproduzione capace di conservarne il genoma anche per il futuro. Un lavoro tecnico che aggiunge una prospettiva nuova alla tutela tradizionale.

Il simbolo regionale dei “giganti verdi”

Tra i casi più rappresentativi c’è l’abete bianco “La Dane” di Paularo. L’esemplare raggiunge 53,34 metri di altezza, ha una circonferenza di 3,32 metri e un’età stimata superiore ai duecento anni. Secondo le misurazioni dei tecnici regionali, è l’albero autoctono più alto d’Italia e il terzo più alto in assoluto nel Paese.

Attorno a questi alberi non c’è soltanto un valore naturalistico. Ogni scheda raccoglie anche un pezzo di memoria locale, di paesaggio e di relazione tra generazioni. Entro la fine del 2026 è prevista inoltre una pubblicazione regionale dedicata ai “Giganti” del Friuli Venezia Giulia, pensata per raccontare storie, primati e peculiarità degli esemplari più significativi presenti sul territorio.

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