Al Verdi una giornata per gli 80 anni del Circolo Cultura e Arti: Trieste ritrova la sua memoria civile
Venerdì 12 giugno al Ridotto del Teatro Verdi incontro aperto al pubblico tra storia, interventi istituzionali e un finale musicale dedicato alla tradizione triestina.
Ottant’anni dopo la nascita, il Circolo della Cultura e delle Arti torna nel punto da cui prese avvio la sua storia. A Trieste, venerdì 12 giugno alle 17.30, la Sala del Ridotto “Victor de Sabata” del Teatro Verdi ospiterà l’appuntamento celebrativo dedicato a una delle realtà culturali più longeve della città. La partecipazione è libera.
Per il capoluogo giuliano non si tratta solo di una ricorrenza associativa. La scelta della sede richiama infatti un passaggio preciso della storia locale: il 17 febbraio 1946, proprio in quello spazio, Giani Stuparich fondò il sodalizio in una fase delicatissima per Trieste, ancora segnata dal dopoguerra e da un assetto politico non definito.
Il ritorno al Ridotto assume così il valore di una ricongiunzione con le origini, in una città dove il rapporto tra identità, cultura e vita pubblica ha avuto un peso decisivo nel secondo Novecento.
Un circolo nato per unire saperi e comunità
Fin dall’inizio, il Circolo della Cultura e delle Arti si è proposto come luogo di incontro tra discipline diverse, dalle lettere alle arti fino alla scienza. In un contesto urbano ferito dalla guerra, l’idea era quella di creare uno spazio accessibile, non schierato politicamente e capace di coinvolgere la cittadinanza attraverso attività gratuite.
Nel corso dei decenni l’associazione ha attraversato stagioni molto differenti. Negli anni Cinquanta arrivò a contare 3.500 iscritti e a utilizzare un’intera ala del Teatro Verdi, con ambienti dedicati alla socialità, una biblioteca e altri spazi per la vita del circolo. Poi arrivarono anni più complessi, fino alla ripartenza del 1978.
Tra i capitoli più significativi della sua esperienza c’è quello legato al cinema. La Sezione Spettacolo, nata nel 1947 per iniziativa di Callisto Cosulich e Tullio Kezich con il supporto di Marcello Mascherini, portò a Trieste pellicole difficili da vedere in Italia, comprese opere fermate dalla censura e grandi classici poco reperibili. Un’eredità che dialoga oggi anche con la rassegna Cinema di Frontiera, in programma dall’8 giugno in diversi luoghi della città.
Il programma dell’anniversario
L’incontro del 12 giugno si aprirà con un video dedicato a Giani Stuparich, figura centrale nella fondazione del circolo. Dopo questo momento iniziale sono previsti i saluti del sindaco Roberto Dipiazza, del presidente della Fondazione CRTrieste Massimo Paniccia e del vicepresidente della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil.
Il presidente del Circolo, Piero Paolo Battaglini, proporrà quindi una riflessione sul percorso dell’istituzione e sul suo ruolo nel presente. A seguire interverrà Roberto Morelli, presidente del Generali Convention Center, già senior manager di illycaffè, consigliere dell’Università di Trieste e saggista, con una relazione dal titolo “Economia, cultura, nuove frontiere della società”.
Secondo Battaglini, il compito del circolo oggi si è spostato rispetto alla fase storica delle origini: non più soprattutto presidio di un’italianità da affermare, ma soggetto capace di diffondere conoscenza scientifica e umanistica in modo equilibrato, aperto e gratuito, rivolgendosi non soltanto ai soci ma all’intera comunità.
La chiusura musicale tra operetta e canzone triestina
A concludere il pomeriggio sarà Alessio Colautti, accompagnato al pianoforte dal maestro Corrado Gulin. Artista triestino, Colautti si è formato in fisarmonica alla Glasbena Matica e in Storia della Musica alla Kunst Universität di Graz, costruendo nel tempo un percorso che lo ha portato anche oltre i confini regionali.
Nel 2009 ha debuttato al Teatro Verdi ne “La Vedova Allegra” di Lehár ed è diventato primo artista ospite del Budapesti Operettszinház, il Teatro Nazionale dell’Operetta di Budapest, dove interpreta ruoli da buffo in lingua tedesca e ungherese. In città è anche volto noto per “Note in Caffè” al Miela e per il lungo lavoro di recupero del repertorio di Angelo Cecchelin.
Per la serata dell’80° anniversario presenterà un itinerario musicale tra operetta e canzone d’autore triestina, chiudendo un appuntamento che mette insieme memoria, divulgazione e identità cittadina.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Trieste e con il sostegno del Rotary Club Trieste e della Fondazione CRTrieste, nel quadro del progetto regionale di Divulgazione Umanistica CCA 2026 “Orizzonti culturali. Generazioni a confronto e nuova diffusione del sapere”, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalle Fondazioni Casali. L’evento è a ingresso libero al Ridotto del Teatro Verdi.