Al Verdi di Gorizia una nuova data per “55 secondi”, il grande affresco teatrale sul terremoto del Friuli
Il 9 settembre torna in città l’opera musical di FVG Orchestra dedicata ai 50 anni dal sisma del 1976: oltre cento artisti coinvolti e ingresso popolare.
La memoria del terremoto del 1976 torna a prendere forma sul palcoscenico di Gorizia con una produzione che mette insieme musica, parola e movimento. Mercoledì 9 settembre 2026, alle 20.30, il Teatro Verdi accoglierà di nuovo “55 secondi”, lavoro promosso da FVG Orchestra nell’anno del cinquantenario del sisma che segnò il Friuli.
Per il pubblico friulano non si tratta soltanto di uno spettacolo, ma di un racconto collettivo che attraversa ferite, ricordi e ripartenza. Dopo la prima rappresentazione andata in scena il 6 maggio, l’allestimento ritorna con una nuova tappa a Gorizia e con un impianto corale che supera le cento presenze artistiche.
Un progetto nato attorno alla memoria del 1976
Il titolo richiama le parole di Padre David Maria Turoldo, che dopo il terremoto affidò a un celebre testo l’immagine di quei 55 secondi vissuti come un tempo interminabile. Da quella suggestione prende avvio un’opera che prova a restituire, in chiave scenica, il trauma della distruzione e il cammino della ricostruzione.
L’ideazione e la cura portano la firma del soprano Fiorenza Cedolins, che ha pensato il progetto come una forma teatrale contemporanea capace di avvicinare registri diversi. Il risultato è un intreccio tra tradizione lirica e linguaggio del musical, con pagine cantate alternate a momenti recitati.
Le firme artistiche e il respiro corale dello spettacolo
Le musiche originali sono state composte da Cristian Carrara, mentre sul podio ci sarà Paolo Paroni. Regia, scene e costumi sono affidati a Ivan Stefanutti, con le coreografie curate da Federica Comello. Alla guida ci sono quindi artisti friulani con percorsi professionali maturati anche fuori regione e all’estero.
La compagnia riunisce 12 solisti e un gruppo ampio di interpreti giovani del territorio, chiamati a confrontarsi con un linguaggio scenico che passa dal canto lirico al pop, dalla recitazione alla danza contemporanea. È proprio questa pluralità a dare all’opera una fisionomia diversa rispetto a un allestimento tradizionale.
Lingue del territorio e quattro generazioni in scena
Il filo narrativo attraversa quattro generazioni e si muove tra italiano, friulano e triestino. Nel percorso emergono anche richiami a due figure centrali per la cultura regionale, Pier Paolo Pasolini e Padre David Maria Turoldo, inseriti dentro un racconto che parte dalle radici familiari e arriva al crollo provocato dal sisma.
Il cuore della rappresentazione resta il Friuli delle case, della memoria tramandata e delle comunità spezzate all’improvviso. Da lì prende forma una risalita che non cancella il dolore, ma lo trasforma in una riflessione collettiva sulla rinascita.
Chi salirà sul palco del Teatro Verdi
Accanto ai solisti saranno presenti i 40 musicisti di FVG Orchestra, il Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste, i piccoli cantori de I Pueri Cantores del Duomo di Udine guidati da Annamaria Dell’Oste e i giovani danzatori della scuola Axis Danza.
L’impianto visivo sarà completato dai video firmati da Stefano Bergomas e dal disegno luci di Claudio Schmid. Anche questi elementi concorrono a costruire una messinscena ampia, pensata per tenere insieme racconto intimo e dimensione collettiva.
Biglietti a prezzo accessibile
I tagliandi sono disponibili attraverso Vivaticket oppure alla biglietteria del Teatro Verdi di Gorizia. Il costo fissato per l’ingresso è di 5 euro, mentre i minori di 18 anni possono accedere con tariffa ridotta di 2 euro acquistando direttamente in teatro.
La scelta di mantenere prezzi contenuti va nella direzione di un appuntamento aperto alla comunità, in una città che ospita una tappa significativa di un progetto dedicato a una delle pagine più profonde della storia friulana recente.