Al Kulturni dom di Gorizia una mostra che mette in dialogo memoria, presente e fotografia oltre lo sguardo
Da giovedì 22 ottobre apre “Gli occhi di Argo”, progetto di Opera Viva tra immagini storiche, autori contemporanei e scatti realizzati da non vedenti.
Gorizia ospita un nuovo appuntamento dedicato alla fotografia con un progetto che unisce archivi, ricerca visiva contemporanea e inclusione. Al Kulturni dom di via Italico Brass arriva “Gli occhi di Argo”, esposizione inserita nella 22ª edizione della rassegna “Questa Volta metti in scena... L'AURORA”.
L'inaugurazione è fissata per giovedì 22 ottobre alle 11. La mostra rappresenta il terzo capitolo del cartellone e porta nel capoluogo isontino un percorso costruito su sguardi differenti, capaci di attraversare tempi e sensibilità diverse.
Un percorso che intreccia archivi e nuove letture
L'idea e la direzione del progetto portano la firma di Lorena Matic, mentre produzione e organizzazione sono curate dall'Associazione culturale Opera Viva. Il riferimento simbolico è quello di Argo, figura del mito greco legata a una visione molteplice, qui tradotta in un lavoro che accosta materiali di epoche e provenienze differenti.
Da una parte c'è il nucleo storico, composto da fotografie degli anni Cinquanta e Sessanta e realizzato grazie alla collaborazione con il CRAF Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia. Questa sezione è dedicata a Gianni Placido Borghesan, nato nel 1924 e considerato tra i protagonisti del Neorealismo friulano.
Il contributo dei fotografi e degli autori non vedenti
Accanto alle immagini d'archivio trova spazio la parte contemporanea dell'esposizione, costruita con gli scatti dei fotografi di Obbiettivo Immagine, associazione fotografica di Gradisca d'Isonzo. Il progetto comprende anche un'esperienza condivisa con persone non vedenti, accompagnate nella realizzazione di fotografie all'aperto.
È proprio questo incontro a definire uno degli aspetti più originali della mostra: la fotografia non viene proposta soltanto come registrazione del visibile, ma come forma di percezione più ampia, capace di restituire memoria, ascolto, immaginazione e presenza.
Una mostra che attraversa il quotidiano
Il percorso espositivo raccoglie frammenti di vita comune e li mette in relazione tra loro. Le immagini, pur lontane per data e linguaggio, dialogano su un terreno condiviso: quello dei gesti ordinari, dei tempi sospesi, dei dettagli che spesso passano inosservati e che invece, osservati da vicino, acquistano forza narrativa.
Nel confronto fra ieri e oggi emerge così una lettura non convenzionale della realtà. Il visitatore è invitato a soffermarsi non solo su ciò che appare, ma anche su ciò che un'immagine suggerisce, richiama o lascia intuire.
Quando visitarla e chi sostiene l'iniziativa
L'esposizione resterà aperta fino al 7 novembre. Gli orari di visita sono dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Il progetto si realizza con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il contributo delle Fondazioni Casali ETS, dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, dell'Unione Italiana, della CAN di Pirano e della ZKB. Tra le collaborazioni figurano il Comune di Trieste, il Comune di Monfalcone, il CRAF, il Kulturni dom Gorica e Obbiettivo Immagine.
Per Gorizia si tratta di un appuntamento che rafforza il legame tra la città e una proposta culturale attenta sia alla valorizzazione del patrimonio fotografico sia alle forme più aperte e inclusive della ricerca artistica contemporanea.