Aeroporto di Gorizia, la Regione valuta il nodo dei taxi volanti
Via libera politico a un ordine del giorno collegato all’assestamento bis: il progetto del vertiporto entra tra le ipotesi per lo scalo del Duca d’Aosta.
Per lo scalo di Gorizia si apre una prospettiva che guarda oltre l’aviazione tradizionale. In Consiglio regionale è stato accolto un ordine del giorno che inserisce tra le ipotesi di sviluppo anche la realizzazione di un vertiporto, cioè un’area destinata ai velivoli a decollo e atterraggio verticale legati alla mobilità aerea avanzata.
Il tema è stato rilanciato dal consigliere regionale Diego Bernardis, esponente della lista Fedriga presidente, che ha collegato la proposta al disegno di legge 95 sull’assestamento bis. L’idea riguarda l’aeroporto Amedeo Duca d’Aosta e punta a costruire un percorso con Regione, Enac, Comune e società che gestisce l’infrastruttura.
Un tassello in più per il futuro dello scalo
Il passaggio non equivale all’avvio immediato dei lavori, ma rappresenta un’apertura politica chiara. L’obiettivo, nelle intenzioni espresse, è verificare se Gorizia possa ritagliarsi uno spazio nel settore dei cosiddetti taxi volanti e, più in generale, nei nuovi sistemi di trasporto aereo urbano e logistico.
Secondo quanto spiegato da Bernardis, il Piano di destinazione d’uso approvato da Enac prevede già questa possibilità, comprese le aree funzionali collegate. Per tradurre l’ipotesi in un progetto concreto serviranno però passaggi tecnici, autorizzativi e una copertura economica adeguata.
Le risorse già messe sul tavolo
Il consigliere ha ricordato che negli ultimi anni la Regione ha già destinato fondi allo scalo goriziano. In particolare, nel 2023 un emendamento alla Stabilità 2024 aveva portato 150 mila euro per contribuire alla preparazione del Piano di destinazione d’uso e del Piano di sviluppo aeroportuale.
A questo si sono aggiunti 2,5 milioni di euro regionali per interventi di riqualificazione del sedime aeroportuale. Un investimento che, nella lettura del proponente, ha creato condizioni più favorevoli per immaginare un rilancio dell’area con funzioni nuove e più attrattive.
Il legame con le attività aeronautiche presenti a Gorizia
Tra gli elementi richiamati c’è anche il profilo industriale del territorio. A Gorizia opera infatti Pipistrel, oggi parte del gruppo Textron, realtà che nell’aprile 2025 è stata protagonista di una dimostrazione del drone cargo Nuuva V300.
Nello stesso quadro viene citato anche il progetto annunciato da 19-01 Holding per il possibile assemblaggio dell’idrovolante antincendio WF-X. In questo scenario, un vertiporto verrebbe considerato come un’infrastruttura capace di rafforzare la vocazione sperimentale del sito, attirare capitali e accompagnare attività legate all’innovazione aeronautica.
I prossimi passaggi istituzionali
L’ordine del giorno, nelle parole di Bernardis, indica ora una direzione: mettere attorno allo stesso tavolo i soggetti competenti e valutare se inserire nuove risorse nelle prossime manovre regionali. È quindi una fase preliminare, ma con un indirizzo politico definito.
Il consigliere ha inoltre ringraziato il presidente Massimiliano Fedriga e gli assessori Barbara Zilli, Sergio Emidio Bini e Cristina Amirante per l’attenzione riservata allo scalo. La convinzione espressa è che il progetto possa essere coerente con la valorizzazione dell’aeroporto goriziano e, più in generale, con una strategia di sviluppo che interessa l’intero Friuli Venezia Giulia.
Per Gorizia, in sostanza, non si parla ancora di cantieri, ma di una possibilità che entra ufficialmente nel dibattito regionale: capire se il Duca d’Aosta possa diventare uno dei punti di riferimento friulani per la nuova mobilità aerea.