Ad Aquileia il festival del cinema archeologico apre nel segno del terremoto del Friuli

La rassegna internazionale torna in piazza Capitolo fino al 4 agosto 2026: debutto dedicato ai cinquant’anni dal sisma e alla memoria della ricostruzione.

29 luglio 2026 14:33
Ad Aquileia il festival del cinema archeologico apre nel segno del terremoto del Friuli -
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La memoria del terremoto del 1976 ha segnato l’avvio dell’edizione 2026 dell’Aquileia Film Festival, tornato a riempire piazza Capitolo con un programma che intreccia immagini, ricerca e racconto del territorio. La manifestazione proseguirà fino al 4 agosto con sei appuntamenti serali.

Nella città simbolo della storia antica del Friuli Venezia Giulia, la rassegna conferma anche quest’anno la sua doppia identità: da una parte il respiro internazionale del cinema archeologico, dall’altra un rapporto stretto con la vicenda civile e culturale della regione.

Un esordio legato alla storia friulana

Per la serata inaugurale la scelta è caduta su un tema profondamente radicato nella memoria collettiva friulana: i cinquant’anni dal sisma. Il pubblico ha seguito la presentazione del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti, seguita dalla proiezione del documentario “Orcolat”.

Il film costruisce il proprio racconto attraverso voci diverse, tra artisti, sportivi, scrittori e studiosi, restituendo non solo il dramma di quei giorni ma anche il percorso che portò alla rinascita delle comunità colpite.

Sei serate tra cinema e divulgazione

L’Aquileia Film Festival è organizzato da Fondazione Aquileia insieme ad Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. Nel tempo si è ritagliato uno spazio riconoscibile nel panorama delle rassegne dedicate al cinema archeologico, portando ad Aquileia studiosi, appassionati e ospiti legati al mondo della divulgazione.

Il calendario 2026 si sviluppa in sei serate e mette al centro il dialogo tra approfondimento scientifico, linguaggio cinematografico e racconto storico. Una formula che continua a trovare ad Aquileia il suo scenario naturale.

Aquileia Film Festival 2026, sei serate tra cinema archeologico e memoria del Friuli

Il riferimento al “modello Friuli”

Nel corso dell’apertura è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, che ha indicato Aquileia come un luogo capace di tenere insieme eredità storica e sguardo sul presente. Nel suo passaggio dedicato al sisma, ha richiamato il valore dell’esperienza maturata dopo il 1976.

Bordin ha ricordato infatti quel percorso di collaborazione tra istituzioni, Chiesa, volontariato e comunità dei friulani all’estero che viene spesso sintetizzato nell’espressione “modello Friuli”, considerato ancora oggi un riferimento da trasmettere alle nuove generazioni.

Nel suo intervento ha citato anche il riconoscimento arrivato nelle celebrazioni del 6 maggio scorso, quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno richiamato il significato dell’esperienza friulana nata dopo il terremoto.

Piazza Capitolo risponde con una forte partecipazione

L’apertura del festival ha registrato una presenza ampia di pubblico, con piazza Capitolo molto partecipata per la prima serata. Tra i presenti anche il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino e il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo.

Per Prima Friuli, il dato più evidente resta proprio questo: una manifestazione culturale che parte da Aquileia ma riesce a parlare all’intero territorio regionale, legando il patrimonio archeologico a una pagina decisiva della storia contemporanea del Friuli.

La rassegna continuerà nei prossimi giorni nel cuore della città, confermando Aquileia come uno dei punti di riferimento estivi per chi cerca cinema, storia e occasioni di riflessione pubblica.

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