Acqua e rifiuti, il Friuli Venezia Giulia accelera sulle aggregazioni: ai territori il compito di scegliere la rotta
La Regione conferma incentivi e sostegno ai percorsi di fusione tra gestori. Nel Pordenonese resta aperto il dossier Gea-Ambiente e Servizi.
Il riassetto dei servizi pubblici locali in Friuli Venezia Giulia entra in una fase più concreta. Dall'incontro promosso a Trieste dalla Regione è arrivata una linea politica netta: accompagnare i percorsi di aggregazione tra i gestori dell'acqua e dei rifiuti, con l'obiettivo dichiarato di rendere i servizi più efficienti senza scaricare nuovi costi sulle utenze.
Per Prima Friuli il passaggio più rilevante riguarda anche gli effetti sui territori, perché le operazioni allo studio toccano direttamente l'organizzazione di due ambiti essenziali per cittadini e Comuni. Tra i dossier aperti c'è infatti pure quello del Pordenonese, dove si lavora all'aggregazione di Gea in Ambiente e Servizi.
Al tavolo hanno preso parte i presidenti delle società del servizio idrico integrato e del comparto rifiuti del Friuli Venezia Giulia, insieme ai rappresentanti del Controllo analogo e ai vertici di Ausir, l'Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti. Il confronto è servito a verificare sia lo stato degli investimenti sia l'avanzamento delle operazioni societarie già chiuse o ancora in fase di definizione.
Il quadro più avanzato riguarda i rifiuti
Nel settore ambientale il percorso appare oggi più strutturato. Durante la riunione è emerso che alcune aggregazioni sono già supportate da atti preparatori e passaggi tecnici definiti, come memorandum, cronoprogrammi, piani di fattibilità e due diligence.
Le operazioni considerate al momento più mature sono due. Una coinvolge Net, A&T 2000 e Isontina Ambiente. L'altra interessa l'area pordenonese, dove prosegue il lavoro per unire Gea ad Ambiente e Servizi, in un quadro che la Regione considera strategico per razionalizzare il servizio.
Per il servizio idrico si guarda anche a uno scenario regionale
Sul fronte dell'acqua, il percorso è meno avanzato ma resta al centro della discussione. La Regione ha richiamato tra i passaggi già compiuti l'incorporazione di Hydrogea in Cafc, indicata come uno dei casi già concretizzati nel processo di riordino del comparto.
Dal confronto è emersa inoltre la volontà di riprendere e completare lo studio specialistico sui possibili scenari di fusione nel servizio idrico integrato. L'orizzonte, in prospettiva, è quello di arrivare a valutare un gestore unico regionale, mentre alcune formalizzazioni potrebbero maturare nel 2027.
La posizione della Regione e i contributi previsti
Gli assessori regionali Barbara Zilli e Fabio Scoccimarro hanno ribadito che l'amministrazione intende sostenere i processi di riorganizzazione senza imporre soluzioni calate dall'alto. Il messaggio rivolto agli enti locali e ai soggetti coinvolti è però quello di definire una direzione chiara, evitando rinvii che rischiano di pesare sulla programmazione futura.
Secondo la Regione, le valutazioni dovranno concentrarsi sulla qualità del servizio e sull'efficienza complessiva, superando eventuali chiusure territoriali quando queste rallentano scelte ritenute utili per la collettività.
Sul piano economico, Scoccimarro ha ricordato che la normativa regionale prevede un sostegno dedicato a Comuni ed enti di area vasta che partecipano a queste operazioni. Il regolamento attuale mette a disposizione 4 milioni di euro per ciascun percorso.
L'assessore ha anche annunciato che nel prossimo assestamento bis sono previste modifiche migliorative alla norma, con la disponibilità della Regione a valutare ulteriori stanziamenti in base alle necessità che saranno documentate. Per il Friuli Venezia Giulia si apre così una fase decisiva: dalle scelte dei prossimi mesi dipenderà l'assetto futuro di acqua e rifiuti, due servizi che incidono ogni giorno sulla vita delle comunità locali.