Accessibilità digitale nel turismo, in Friuli il progetto DATIS mette in fila ritardi e strumenti utili

A Gorizia il bilancio del percorso Italia-Slovenia: molti portali turistici restano poco fruibili, mentre nell’Isontino sono stati esaminati 50 operatori.

03 giugno 2026 17:36
Accessibilità digitale nel turismo, in Friuli il progetto DATIS mette in fila ritardi e strumenti utili -
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Per chi programma un viaggio, il primo contatto con una destinazione passa quasi sempre dal web. Ma proprio lì, tra siti poco leggibili, moduli difficili da usare e contenuti non adattati, continuano a emergere ostacoli pesanti per molte persone con disabilità. È uno dei punti centrali emersi a Gorizia nella chiusura del progetto europeo DATIS, dedicato al turismo accessibile nell’area transfrontaliera tra Italia e Slovenia.

Il dato più netto riguarda i portali turistici analizzati: in Italia supera i requisiti minimi di accessibilità solo il 40% dei siti esaminati, mentre in Slovenia la quota si ferma al 37%. L’indagine ha preso in considerazione circa cento piattaforme di operatori turistici dei due Paesi, restituendo una fotografia che conferma quanto il tema sia ancora lontano dall’essere risolto.

Per il Friuli Venezia Giulia il tema ha anche una ricaduta concreta sul territorio, perché nell’Isontino il lavoro di verifica ha coinvolto una cinquantina di operatori già presenti nel database di PromoTurismoFVG. Un passaggio che offre ora elementi utili per migliorare la qualità dell’accoglienza e dei servizi informativi locali.

Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi
Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi

Che cosa non funziona ancora online

L’analisi sull’accessibilità digitale è stata illustrata da Maša Malovrh di Beletrina, realtà slovena impegnata anche nello sviluppo di progetti specialistici in questo campo. Tra i problemi più ricorrenti figurano immagini prive di descrizioni alternative, video senza sottotitoli, contrasti cromatici insufficienti, percorsi di navigazione complicati per chi usa la tastiera e form online che non risultano facilmente utilizzabili.

Il punto, emerso con chiarezza durante il confronto finale, è che un’offerta turistica non può dirsi davvero inclusiva se le informazioni di base non sono accessibili. Prima ancora di visitare un luogo, prenotare un’esperienza o cercare indicazioni pratiche, serve infatti poter accedere ai contenuti digitali in modo semplice e autonomo.

La ricerca con 405 persone tra Italia e Slovenia

Accanto alla verifica tecnica dei siti, DATIS ha sviluppato una parte di ricerca coordinata dall’Università di Trieste, coinvolgendo 405 persone con disabilità dei due Paesi. Dallo studio emerge che il turismo ha un valore importante sul piano dell’autonomia, della partecipazione sociale e del benessere personale, ma resta condizionato da limiti che non riguardano solo il digitale.

Tra i fattori che continuano a pesare ci sono infatti la carenza di informazioni chiare e accessibili, la presenza di barriere architettoniche e una preparazione non sempre adeguata dei servizi dedicati ai visitatori. Il quadro che ne esce è quello di un settore che ha avviato un percorso, ma che deve ancora colmare diverse lacune.

Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi
Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi

In Friuli Venezia Giulia il lavoro è stato portato avanti dall’Università di Trieste insieme al Consorzio Il Mosaico, che nelle attività pilota ha coinvolto direttamente persone con disabilità cognitive anche in una funzione di co-progettazione. Un’impostazione che sposta l’attenzione dal semplice destinatario del servizio alla partecipazione attiva nella sua costruzione.

Il contributo del territorio isontino

Una parte significativa del progetto si è sviluppata proprio nell’area goriziana. CRIBA FVG ha svolto una ricognizione sull’accessibilità di circa 50 operatori turistici dell’Isontino già inseriti negli strumenti regionali di promozione. La mappatura si inserisce nel lavoro avviato per rendere più inclusiva l’offerta del Friuli Venezia Giulia e mette a disposizione dati operativi per intervenire in modo più mirato.

Un altro tassello è rappresentato dalle azioni pilota coordinate dal Consorzio Il Mosaico al Museo del Monte San Michele di Sagrado. In questo contesto persone con disabilità cognitive, utenti dei servizi di salute mentale, caregiver ed educatori hanno partecipato a esperienze immersive costruite con supporti digitali, visori VR e sistemi di comunicazione accessibile.

Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi
Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi

Il valore di queste attività, come è stato sottolineato dal presidente del Consorzio Il Mosaico Luca Fontana, sta soprattutto nell’aver riconosciuto alle persone più fragili un ruolo attivo nella definizione delle soluzioni. Non solo utenti quindi, ma soggetti coinvolti nella progettazione di strumenti e percorsi.

Linee guida e prossimi passi

Dalle esperienze sul campo è emersa con forza una indicazione: le soluzioni funzionano meglio quando vengono costruite insieme a chi poi dovrà utilizzarle. Per questo il progetto ha prodotto linee guida operative pensate per destinazioni e operatori interessati a rafforzare l’accessibilità dei propri servizi.

Le indicazioni elaborate nell’ambito di DATIS sono disponibili online e si accompagnano alle evidenze raccolte durante le attività pilota. Per il Friuli Venezia Giulia, e in particolare per l’area isontina che ha ospitato una parte importante del percorso, il progetto lascia così non solo un bilancio sui ritardi esistenti, ma anche strumenti concreti per affrontarli con maggiore consapevolezza.

Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi
Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi

Nel progetto sono coinvolti partner italiani e sloveni, tra cui Beletrina, Università di Trieste, Consorzio Il Mosaico, Unione slovena dei ciechi e degli ipovedenti, PromoTurismoFVG e altri enti del territorio transfrontaliero. Il risultato finale consegna un messaggio preciso anche a livello locale: l’accessibilità non è un elemento aggiuntivo, ma una condizione essenziale per un turismo davvero aperto.

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