A Venzone la memoria del sisma passa dalla Julia: incontro con Capuozzo e concerto in Loggia
Nel municipio il ricordo del 1976 con il generale Francesco Suma e Toni Capuozzo. In chiusura l’omaggio musicale della Fanfara alpina.
La memoria del terremoto del Friuli ha trovato a Venzone una nuova tappa pubblica, con una serata dedicata al ruolo della Brigata Alpina Julia nelle ore più dure del 1976. Nel municipio cittadino si è tenuto l’incontro “Brigata Julia: oltre il dovere”, inserito nel percorso verso i cinquant’anni dal sisma.
L’appuntamento, promosso da Associazione Mitteleuropa con il patrocinio del Comune, ha riunito la comunità attorno a una pagina che riguarda da vicino il territorio friulano: quella di militari chiamati ad aiutare popolazioni colpite mentre la stessa brigata stava affrontando lutti e distruzione.
A guidare il confronto sono stati il comandante della Brigata Alpina Julia, generale di Brigata Francesco Suma, e il giornalista Toni Capuozzo. In apertura Paolo Petiziol ha richiamato il rapporto profondo tra Julia e Friuli, definendo la brigata legata alla sua terra in modo naturale e inscindibile.
Una presenza nata dentro la ferita del Friuli
Nel corso del dialogo è emerso soprattutto un punto: l’intervento della Julia fu percepito come una risposta interna alla stessa comunità colpita. Non soltanto un aiuto arrivato dall’esterno, nel quadro della grande solidarietà nazionale e internazionale che seguì al 6 maggio, ma una presenza immediata di uomini che condividevano lo stesso dramma.
Capuozzo ha insistito su questo aspetto, ricordando come proprio quella vicinanza abbia contribuito a creare fiducia nelle persone e a lasciare un segno duraturo nella memoria collettiva. Un tema che torna con forza in molte iniziative organizzate in Friuli attorno al ricordo del terremoto.
Il prezzo pagato dalla brigata
Tra i passaggi più intensi della serata c’è stato il richiamo alle perdite subite dalla stessa Julia. Il sisma travolse infatti anche la brigata: furono 28 i giovani alpini morti nel crollo della caserma Goi-Pantanali di Gemona.
Francesco Suma ha ricordato che molti militari, pur toccati da lutti familiari, scelsero di non usufruire dei permessi straordinari e di restare operativi nei soccorsi. La loro azione si sviluppò tra Gemona, Venzone e la Carnia, in un momento in cui il Friuli cercava di reggere all’emergenza e di rialzarsi.
L’omaggio musicale alla città
Dopo il confronto nel municipio, la serata si è spostata nella Loggia del Municipio con il concerto della Fanfara della Brigata Alpina Julia, aperto al pubblico. L’ensemble, formato da 28 musicisti e diretto dal Sergente Maggiore Capo Flavio Mercorillo, ha proposto un programma pensato come tributo alla città e alla sua storia.
Tra i brani eseguiti figuravano “Valore Alpino”, inno degli Alpini, insieme ad altri pezzi del repertorio e a diverse villotte friulane. Nel programma anche “Sinfonia per Venzone” e “Ai preat (Le biele stele)”, scelte che hanno rafforzato il legame tra esibizione musicale e memoria del territorio.
La cornice istituzionale dell’iniziativa
All’incontro hanno preso parte anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e il sindaco di Venzone Mauro Valent, intervenuti per i saluti istituzionali. La loro presenza ha sottolineato il valore pubblico dell’iniziativa, inserita in un calendario più ampio di appuntamenti dedicati al cinquantenario del sisma.
A Venzone, dove il ricordo del 1976 resta parte viva dell’identità cittadina, la serata ha unito testimonianza, riflessione e musica. Un modo per rileggere una tragedia che segnò il Friuli mettendo al centro non solo la distruzione, ma anche il senso di responsabilità e di appartenenza che emerse nei giorni della ricostruzione.