A Sappada un pomeriggio tra borgate vive e memoria contadina: torna la rievocazione del 5 settembre

Ingresso libero per “C’era una volta Sappada”, appuntamento tra Cima Sappada e Cretta con mestieri, costumi, lingua locale e scene di vita di un tempo.

04 settembre 2026 18:48
A Sappada un pomeriggio tra borgate vive e memoria contadina: torna la rievocazione del 5 settembre -
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Per un pomeriggio Sappada rimette al centro ciò che l’ha resa riconoscibile nel tempo: il lavoro nelle stalle, la vita di casa, i gesti dei campi e la parlata locale. Sabato 5 settembre il paese ospita una nuova edizione di “C’era una volta Sappada”, iniziativa che punta a restituire al pubblico un frammento concreto della sua storia quotidiana.

L’appuntamento è in programma dalle 14.30 alle 17.30 e coinvolgerà due borgate simbolo, Cima Sappada e Cretta, trasformate in un percorso diffuso dove residenti e visitatori potranno osservare da vicino usanze, attività manuali e ambienti legati alla tradizione rurale.

Le borgate diventano un racconto a cielo aperto

Il cuore della manifestazione sarà proprio negli spazi storici del paese, tra edifici in legno e pietra, fienili, corti e stalle che per alcune ore torneranno a essere luoghi abitati e non soltanto scenografie da guardare.

Qui prenderanno forma scene di vita legate alla montagna: lavori agricoli, incombenze domestiche, cura degli animali e attività artigiane. Non una semplice mostra di oggetti del passato, ma una ricostruzione fatta di persone, movimenti e saperi tramandati.

Il sappadino e i mestieri che hanno segnato la valle

Uno degli aspetti più significativi dell’evento è il richiamo all’identità linguistica e culturale della comunità. Lungo il percorso sarà infatti possibile ascoltare il sappadino, elemento che continua ad avere un valore profondo nella memoria collettiva del territorio.

Accanto alla lingua, spazio agli strumenti e alle lavorazioni che per generazioni hanno accompagnato la vita della valle. I figuranti in costume mostreranno attività un tempo normali e oggi sempre più rare da vedere, restituendo il legame tra la comunità e i ritmi della montagna.

Per il pubblico sarà anche un’occasione per leggere Sappada oltre la dimensione turistica, entrando nel tessuto storico delle sue borgate e nel patrimonio di pratiche che ancora sopravvive grazie a chi le conserva.

La casa museo di Cretta torna a vivere

Tra i punti più attesi dell’edizione 2026 c’è il coinvolgimento di S’Kottlars Haus, l’antica casa museo della borgata Cretta. Per l’occasione gli ambienti interni non saranno solo visitabili, ma inseriti dentro una ricostruzione della quotidianità familiare.

Il lavoro attorno all’abitazione, l’organizzazione della casa, la presenza degli animali e i rapporti di vicinato entreranno così nel racconto complessivo dell’evento. È un passaggio importante, perché sposta l’attenzione dagli oggetti alla vita che quegli spazi hanno contenuto.

In questo sta il senso più forte della rievocazione: non limitarsi a custodire un’eredità materiale, ma riportare nei luoghi originari gesti, abitudini e conoscenze che hanno definito la storia locale.

Un’iniziativa costruita dalla comunità

“C’era una volta Sappada” mette in primo piano soprattutto chi questa memoria la porta ancora con sé. Donne e uomini del paese, con i loro ricordi e le loro abilità, contribuiscono a trasformare le borgate in un percorso corale dove il passato non resta astratto, ma diventa esperienza condivisa.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Zepodar Sende insieme all’Associazione Plodar e al Consorzio Sappada Dolomiti Turismo. La partecipazione è gratuita, con ritrovo sabato 5 settembre tra le borgate di Cima Sappada e Cretta.

Per il Friuli montano è anche un modo per ribadire quanto il patrimonio locale continui a vivere quando viene rimesso in relazione con la comunità, e non soltanto conservato nella memoria.

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