A Palmanova una lezione di Friuli per i docenti italiani di Istria e Fiume
Nella sede della Protezione civile regionale una tappa del seminario promosso da Università di Udine e Università popolare di Trieste, tra memoria del sisma e cultura della prevenzione.
La storia del terremoto del 1976 e della rinascita del Friuli è tornata oggi al centro di un momento di formazione a Palmanova, dove un gruppo di insegnanti delle scuole italiane dell’Istria e di Fiume ha visitato la sede della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.
L’appuntamento si è svolto il 29 giugno 2026 e ha coinvolto circa cinquanta docenti impegnati in un percorso di studio che attraversa alcuni dei luoghi più significativi della regione. Nella città stellata, la giornata è stata dedicata in particolare all’esperienza maturata dal Friuli dopo il sisma e all’evoluzione dell’organizzazione regionale della protezione civile.
L’iniziativa fa parte del 59° Seminario regionale itinerante triennale rivolto agli insegnanti delle scuole elementari italiane e delle scuole medie superiori italiane dell’Istria e di Fiume, promosso dall’Università di Udine insieme all’Università popolare di Trieste.
Il programma del seminario tocca diverse località del Friuli Venezia Giulia, da Aquileia a Cividale, passando per Miramare, Palmanova, Udine e Venzone, con un taglio che unisce storia, istituzioni e identità del territorio.
La tappa nella sede regionale della Protezione civile
Ad accogliere il gruppo nella struttura di Palmanova sono stati l’assessore regionale con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi e i funzionari della Protezione civile regionale. Al centro della mattinata c’è stato l’intervento del direttore generale Amedeo Aristei, che ha illustrato il percorso della ricostruzione friulana dopo il terremoto e il funzionamento della macchina organizzativa regionale.
Alla parte introduttiva è seguita anche una visita alla sede operativa, pensata per mostrare in modo concreto come si articola il sistema di risposta e prevenzione costruito negli anni in Friuli Venezia Giulia.
Il valore della memoria e della prevenzione
Nel corso dell’incontro è stato richiamato il significato di un’esperienza che continua a rappresentare un riferimento anche oltre i confini regionali: quella del modello friulano nato dopo il sisma del 1976. Un tema che acquista ancora più rilievo mentre si avvicina il cinquantesimo anniversario di quel terremoto.
Riccardi ha sottolineato anche l’importanza della divulgazione, spiegando come far conoscere ai cittadini il funzionamento della Protezione civile e diffondere comportamenti corretti in materia di sicurezza resti una parte essenziale del lavoro quotidiano. In questo quadro rientrano anche i progetti rivolti ai più giovani, come il campo scuola di Protezione civile.
Un percorso che rafforza il legame con il Friuli Venezia Giulia
Per i docenti arrivati dall’Istria e da Fiume, la giornata di Palmanova si inserisce in un itinerario che punta a far conoscere aspetti centrali della storia recente e dell’identità del Friuli Venezia Giulia. Il passaggio nella sede della Protezione civile ha offerto una chiave concreta per leggere il rapporto tra territorio, istituzioni e comunità.
Il programma prosegue poi a Venzone, dove il gruppo visita il centro storico e il museo Tiere Motus, in continuità con l’approfondimento dedicato al terremoto, alla ricostruzione e alla tutela del territorio. Un filo che unisce memoria civile e formazione, parlando anche alle comunità italiane oltreconfine attraverso il mondo della scuola.
La tappa di Palmanova ha così confermato il ruolo del Friuli come luogo in cui la memoria del sisma non resta solo patrimonio storico, ma continua a tradursi in educazione, prevenzione e consapevolezza condivisa.