A Monfalcone torna Sergio Rossetti: dodici giorni di mostra tra atletica e pittura
Al Palazzetto Veneto un percorso dedicato al monfalconese scomparso nel 1997: azzurro dell’atletica, campione italiano e poi autore di oltre cento tele.
Monfalcone riporta al centro una delle sue figure sportive più riconoscibili, ma questa volta lo fa attraverso i colori e le tele. Dal 1 al 12 settembre 2026 il Palazzetto Veneto ospiterà un’esposizione dedicata a Sergio Rossetti, nome legato alla storia dell’atletica cittadina e, negli anni successivi, a una intensa esperienza artistica.
L’apertura della rassegna è prevista per martedì 1 settembre alle 19. Per la città si tratta di un’occasione che unisce memoria sportiva e patrimonio culturale locale, rileggendo il percorso di un monfalconese che ha lasciato un segno in ambiti molto diversi tra loro.
Un protagonista dello sport nato a Monfalcone
Nato nel 1944 e scomparso nel 1997, Rossetti è stato tra gli atleti più rappresentativi espressi da Monfalcone. In carriera vestì 15 volte la maglia azzurra, fu primatista nel salto con l’asta in due occasioni e conquistò per cinque volte il titolo italiano nel decathlon, tra il 1963 e il 1971.
La sua formazione sportiva partì dal CRDA. Si allenò con il professor Sanzin e nel corso degli anni gareggiò anche con Ginnastica Triestina, Libertas Udine e Fiamme Gialle, costruendo un percorso agonistico che lo rese un riferimento per più generazioni di appassionati del territorio.
Una vita oltre le piste
Terminata la fase più intensa dell’attività agonistica, Rossetti si trasferì a Venezia, dove lavorò come insegnante di Educazione fisica. Si dedicò inoltre ai giovani atleti e operò anche come fisioterapista e come praticante Shiatsu.
Quella tensione al miglioramento che aveva caratterizzato la sua esperienza sportiva lo portò anche a studiare per molti anni un prototipo di scarpa sportiva con plantare speciale, pensato per favorire la prestazione e limitare il rischio di microfratture. Un progetto coltivato a lungo, senza però trovare uno sbocco concreto.
Quando l’energia dello sport entra nei quadri
Proprio da quella fase prese forma in modo sempre più deciso il passaggio verso l’arte. Il disegno lo accompagnava fin da bambino, ma tra gli anni Ottanta e Novanta la pittura diventò il suo terreno principale di ricerca personale.
Nelle opere di Rossetti riaffiorano il gesto atletico, la tensione della competizione e il movimento del corpo. Le tele sono segnate da linee geometriche, colori forti e un tratto incisivo, con richiami futuristi che trasformano la scena sportiva in visione interiore.
Le opere conservate e il percorso espositivo
La produzione dell’artista supera le cento tele. Tra i cicli più conosciuti viene ricordato quello ispirato ai Mondiali di calcio di Italia ’90, considerato uno dei nuclei più riconoscibili del suo lavoro.
Una parte delle sue opere è oggi conservata in realtà di rilievo nazionale come il CONI, il Museo dello Sport di Roma, l’AS Roma e la Ginnastica Triestina. Rossetti aveva iniziato anche a esporre in varie città italiane, prima che una malattia degenerativa, dal 1992, ne compromettesse progressivamente parola e movimento nel corso di cinque anni.
L’appuntamento al Palazzetto Veneto
La mostra allestita a Monfalcone ricompone così i due volti di Sergio Rossetti: quello del campione e quello dell’artista. Il risultato è un racconto che attraversa atletica, insegnamento, invenzione e pittura, restituendo alla comunità una figura profondamente legata alla città.
Per il pubblico friulano sarà una possibilità concreta di rileggere una storia personale fuori dall’ordinario, nel luogo simbolico di un omaggio cittadino. L’esposizione resterà aperta fino al 12 settembre, con inaugurazione fissata il 1 settembre alle ore 19 al Palazzetto Veneto.