A Maniago torna la festa del coltello: il distretto si racconta tra botteghe, imprese e identità friulana
Taglio del nastro per la 22ª edizione della manifestazione maniaghese. Alla cerimonia anche gli assessori regionali Zannier e Amirante.
Maniago riapre la sua vetrina più riconoscibile e lo fa partendo dal simbolo che da decenni accompagna il nome della città: il coltello. Nella giornata di oggi, 29 agosto 2026, è stata avviata la 22ª edizione di Coltello in festa, appuntamento che mette al centro il sapere fabbrile locale e il peso produttivo di un territorio conosciuto ben oltre il Friuli.
Per Prima Friuli, il valore dell’evento sta anche nella sua capacità di unire racconto identitario e prospettiva economica. La manifestazione, infatti, non richiama soltanto la tradizione di Maniago, ma riporta l’attenzione su un comparto che continua a rappresentare una delle espressioni più note della manifattura regionale.
Una vetrina che parla a tutto il Friuli
All’inaugurazione ha preso parte l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, che ha letto la rassegna come qualcosa di più ampio rispetto a una semplice celebrazione di prodotto. Nel suo intervento ha richiamato il ruolo di Maniago, del suo comprensorio e, più in generale, del Friuli Venezia Giulia, evidenziando il legame tra le eccellenze locali e il sistema territoriale in cui si sviluppano.
Il riferimento è a una realtà che, nel tempo, ha costruito la propria riconoscibilità attorno alla lavorazione del metallo e alla produzione di coltelli. Un’eredità produttiva che ha dato forma all’identità della città e che ancora oggi resta uno degli elementi più forti dell’area maniaghese.
Tradizione e mercato, il nodo del distretto
Nel passaggio centrale del suo intervento, Zannier ha insistito sulla trasformazione vissuta dal comparto negli anni. Il coltello maniaghese, nella lettura dell’assessore, ha saputo rinnovarsi grazie alla presenza congiunta di imprese artigiane e realtà industriali, mantenendo un profilo competitivo.
La chiave, secondo quanto emerso durante la cerimonia, è proprio nell’equilibrio tra radici storiche e capacità di innovare. È questo mix ad aver consentito alle aziende del distretto di continuare a misurarsi con mercati più ampi, senza perdere qualità, specializzazione e riconoscibilità.
Presenze istituzionali al taglio del nastro
Accanto a Zannier era presente anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, a conferma dell’attenzione istituzionale verso una manifestazione che per Maniago resta centrale nel calendario cittadino.
L’avvio della 22ª edizione ribadisce dunque il ruolo di Coltello in festa come momento pubblico in cui la città presenta se stessa attraverso il suo prodotto più emblematico. Non solo memoria artigiana, ma anche immagine contemporanea di un distretto che continua a legare il proprio nome a competenza tecnica, manifattura e apertura al mercato.
Per il territorio friulano, appuntamenti come questo hanno anche il valore di rendere visibile un patrimonio produttivo che non appartiene soltanto alla storia locale, ma continua a essere una risorsa concreta e riconosciuta dell’economia regionale.