A Latisana la memoria corre in bicicletta: omaggio al viaggio del sale del 1944

La tappa friulana della rievocazione ha riportato al centro una vicenda di guerra che legò Veneto e Bassa friulana lungo 400 chilometri di strada.

26 ottobre 2026 08:37
A Latisana la memoria corre in bicicletta: omaggio al viaggio del sale del 1944 -
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Non una semplice pedalata celebrativa, ma il recupero di una pagina di storia che tocca da vicino anche il Friuli. A Latisana ha fatto tappa la rievocazione dedicata ai cosiddetti Contrabbandieri del Sale, il viaggio compiuto nel 1944 da quattro persone partite in bicicletta per raggiungere la costa e procurarsi un bene allora indispensabile.

L'arrivo dei partecipanti del Monte Grappa Bike Day è stato accolto da Pro Latisana, con la presenza del presidente regionale Pietro De Marchi e del vicesindaco Ezio Simonin, intervenuto per il Comune. La sosta cittadina ha dato un significato preciso all'iniziativa: ricordare come, nei momenti più duri della guerra, le strade tra Veneto e Friuli siano diventate anche vie di sopravvivenza.

Il valore della tappa in Bassa friulana

Per Latisana l'appuntamento non è stato solo un momento simbolico. La città è entrata nel racconto di una vicenda che unisce territori diversi attraverso bisogni concreti, spostamenti difficili e aiuti ricevuti lungo il cammino.

Il passaggio della rievocazione ha riportato l'attenzione sui legami storici tra comunità confinanti, nati ben prima dei confini amministrativi e rafforzati nei periodi di maggiore necessità. In questo senso, la tappa friulana ha assunto il valore di una memoria condivisa.

La storia che viene dal 1944

Bisogna tornare al 18 dicembre 1944 per capire il senso dell'iniziativa. In piena Seconda guerra mondiale, con il razionamento che pesava sulla vita quotidiana, anche trovare il sale era diventato estremamente difficile.

Da Romano d'Ezzelino partirono Santina Carlesso, Gioconda Carlesso, Marco Simonetto e Domenica Simonetto. Scelsero la bicicletta e portarono con sé viveri e tabacco da scambiare pur di ottenere quel prodotto essenziale, necessario soprattutto alla conservazione degli alimenti.

Un tragitto lungo 400 chilometri

Quello affrontato dagli originali protagonisti non aveva nulla dell'impresa sportiva. Tra andata e ritorno il percorso arrivava a circa 400 chilometri, in inverno, su strade rese ancora più complicate dal contesto bellico e dalla necessità di eludere i controlli.

Accanto alla fatica, quella vicenda consegna però anche un altro aspetto: l'aiuto ricevuto da persone incontrate lungo la strada. Ospitalità di fortuna, ripari nelle stalle, piccoli gesti capaci di fare la differenza in giorni segnati dalla scarsità.

La bicicletta, allora, era uno strumento quotidiano e decisivo. Mezzo povero ma fondamentale, ha accompagnato molte storie di resistenza civile e di coraggio individuale in quegli anni difficili.

Una rievocazione che parla anche al presente

Riproporre oggi quel viaggio significa dare spazio a una memoria concreta, fatta di scelte compiute da persone comuni. È questo il messaggio emerso anche a Latisana, dove la ricostruzione storica ha incontrato il lavoro delle associazioni e delle istituzioni locali.

Per Pro Latisana, l'accoglienza ai ciclisti si inserisce nel percorso di valorizzazione delle tradizioni e degli episodi che appartengono al patrimonio del territorio. Ricordare quel tragitto vuol dire restituire dignità a un gesto nato dal bisogno, ma diventato nel tempo testimonianza di tenacia, solidarietà e legame tra comunità vicine.

In una stagione in cui molti beni appaiono scontati, la storia riportata sulle strade friulane ricorda invece quanto potesse pesare, ottant'anni fa, l'assenza di qualcosa di elementare come il sale. Ed è anche per questo che il passaggio a Latisana ha assunto un significato che va oltre la semplice rievocazione.

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