A Gorizia una serata con Carlo Massarini per rileggere la musica che ha cambiato l’Italia

Il 15 ottobre a Palazzo Attems Petzenstein incontro aperto al pubblico con Enrico Minio Capucci nell’ambito della mostra “Italia Settanta”.

14 ottobre 2026 12:10
A Gorizia una serata con Carlo Massarini per rileggere la musica che ha cambiato l’Italia -
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La stagione culturale di Gorizia aggiunge un nuovo appuntamento dedicato agli anni in cui musica, costume e comunicazione hanno ridisegnato il Paese. Giovedì 15 ottobre 2026, alle 18, a Palazzo Attems Petzenstein è atteso Carlo Massarini, firma e volto tra i più riconoscibili del giornalismo musicale italiano.

L’incontro è inserito tra gli eventi che accompagnano la mostra “Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design” e vedrà Massarini in conversazione con Enrico Minio Capucci, tra i curatori dell’esposizione. L’accesso è gratuito fino al riempimento della sala.

Per il pubblico friulano sarà l’occasione di seguire un percorso che attraversa oltre due decenni di trasformazioni culturali, dalla metà degli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, osservando come le tendenze internazionali abbiano inciso anche sulla scena italiana.

Un viaggio tra rock, pop e nuovi linguaggi

Il confronto previsto a Palazzo Attems metterà al centro i grandi mutamenti del panorama musicale: il peso del rock britannico, la stagione psichedelica, la nascita di nuove forme espressive giovanili e poi l’arrivo della disco music, che alla fine dei Settanta modificò non solo i suoni ma anche abitudini sociali e modi di stare insieme.

Nel racconto troveranno spazio anche due protagonisti della musica italiana come Lucio Battisti e Renato Zero, indicati come riferimenti essenziali per capire quella fase. Da una parte la spinta innovativa di Battisti, dall’altra la forte identità artistica di Renato Zero e il suo legame con il pubblico.

Chi è Carlo Massarini

Nato a La Spezia nel 1952, Massarini ha iniziato la sua attività professionale proprio nel decennio Settanta, lavorando in radio e distinguendosi per l’attenzione verso le novità della scena internazionale. Fu tra coloro che presentarono al pubblico italiano artisti destinati a lasciare un segno profondo, come Bruce Springsteen e Bob Marley.

Il grande pubblico lo associa soprattutto a “Mister Fantasy”, trasmissione che negli anni Ottanta introdusse un modo nuovo di raccontare la musica in televisione, anche attraverso i videoclip. In seguito arrivarono anche la conduzione del Festival di Sanremo, nelle edizioni 1987 e 1988, e l’esperienza di “MediaMente”, programma di Rai Educational dedicato a Internet e alle tecnologie digitali.

Musica, radio libere e clima sociale

La serata affronterà anche il rapporto tra produzione musicale e tensioni politiche in un periodo attraversato da forti contrasti sociali. Concerti e raduni giovanili, in quegli anni, divennero spesso spazi di confronto duro e in alcuni casi complicarono l’attività degli artisti internazionali in tournée in Italia.

Un passaggio importante riguarderà inoltre la crescita delle radio libere, favorita dalla sentenza n. 202 del 28 luglio 1974 della Corte Costituzionale, che interruppe il monopolio statale sulle trasmissioni locali. Un cambiamento decisivo per la comunicazione italiana, poi ridefinita nel 1990 dalla Legge Mammì.

La mostra e gli orari di visita

L’appuntamento si svolge nella sede che ospita la mostra, Palazzo Attems Petzenstein, in piazza Edmondo De Amicis 2 a Gorizia. L’esposizione resterà aperta fino al 29 novembre, con orario dalle 9 alle 19 per tutta la settimana e prolungamento del giovedì fino alle 22.

Nel biglietto sono comprese anche le visite guidate a raccolta individuale: il sabato alle 16 e alle 17.30, la domenica alle 11.30, alle 16 e alle 17.30. Per i gruppi è richiesta la prenotazione con almeno dieci giorni di anticipo; il costo del servizio è di 5 euro in aggiunta al biglietto d’ingresso. Per informazioni è disponibile il numero 0481 385 335.

L’iniziativa si inserisce in un calendario che, in questo periodo, intreccia mostre, memoria e approfondimenti culturali in diverse aree del Friuli Venezia Giulia, confermando Gorizia come uno dei poli più attivi della programmazione autunnale.

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