A Friuli Doc rinasce il Festival della Canzone Friulana: quindici finalisti in piazza Libertà

Udine riporta in vetrina la musica in marilenghe: il 10 settembre 2026 la finale del concorso storico con orchestra dal vivo e giuria dedicata.

A cura di Web Team Web Team
08 settembre 2026 11:52
A Friuli Doc rinasce il Festival della Canzone Friulana: quindici finalisti in piazza Libertà -
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La musica in lingua friulana ritrova uno dei suoi appuntamenti simbolo nel centro di Udine. Dentro il programma di Friuli Doc 2026 torna infatti la serata conclusiva del Festival della Canzone Friulana, atteso giovedì 10 settembre alle 21 sul palco di piazza Libertà.

Per la manifestazione è un passaggio significativo: dopo sei anni di stop, il concorso rientra davanti al pubblico e lo fa nel cuore della festa cittadina, riportando sotto i riflettori un repertorio legato alla marilenghe e alla sua capacità di parlare anche alle nuove generazioni.

Sul palco arriveranno 15 canzoni originali scelte tra circa cinquanta proposte inviate alla segreteria del festival. Le esibizioni saranno accompagnate dall’orchestra diretta dal maestro Rudy Fantin, impegnato anche nella direzione artistica insieme a Marco Bianchi.

Le canzoni selezionate per la finale

L’elenco dei finalisti mette insieme voci, stili e percorsi diversi. In gara ci saranno Brennero con Dismenteâ il me non di Gianluca Versolatto; Cence di te di Federica Copetti; Cjatâsi pierdût di Alvise Nodale e Cinque uomini sulla cassa del morto; Dîs minûts degli AccorDòs; Jenfri me e me di Margherita Zuccato.

Completano la rosa La balade dal pensionât di Franco Ferruglio; Lassimi l'amôr di Veronica Moro e Eliana Cargnelutti; Lassimi sumiâ di Franco Giordani; Mari mê di Monica Commisso; Nine nane di Michela Franceschina; Salvadie di Eva Tomat; Sot da ploe di Raffaello Indri; Stagjons di Emil Lenisa; Stele di Anna Viola e Strie di Marta Savorgnan.

Una ripartenza che rimette al centro la marilenghe

Il ritorno del festival riapre una storia lunga, iniziata nel 1959, e rimette in circolo un contenitore che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la produzione musicale friulana. L’edizione 2026 segna la ripartenza grazie all’iniziativa dell’Associazione musicale e culturale Armonie APS.

Secondo i direttori artistici Marco Bianchi e Rudy Fantin, la risposta arrivata con il nuovo bando è andata oltre le aspettative, sia per numero di candidature sia per livello delle composizioni ricevute. Un elemento che racconta un interesse ancora presente attorno alla scrittura e all’interpretazione in friulano.

Udine, il Festival della Canzone Friulana torna a Friuli Doc: finale il 10 settembre

Tra gli aspetti ritenuti più incoraggianti dagli organizzatori c’è anche la presenza di giovani autori e interpreti. Per il presidente di Armonie APS, Mattia Mestroni, questo dato può rappresentare una base importante per dare continuità al progetto e costruire nuove edizioni negli anni a venire.

Chi valuterà i brani sul palco di Udine

A guidare la giuria sarà Enrico Brun, autore, produttore e studio manager degli RCA Recording Studio di Milano. Del gruppo faranno parte anche Marco Bianchi, Rudy Fantin e Fabrizio Fontanot per la direzione artistica, Rossella Dosso per l’Arlef, Daniele Stolfo, delegato alle Relazioni esterne di Confindustria Udine ed esperto musicale, Nicola Angeli, giornalista e direttore di UdineToday, PordenoneToday e TriestePrima, e Stefania Garlatti Costa per l’Ente Friuli nel Mondo.

Il sostegno all’edizione 2026

L’organizzazione del Festival della Canzone Friulana 2026 può contare sul contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, Aclif - Assemblea delle comunità linguistiche friulane e Banca360. All’iniziativa si aggiungono il patrocinio del Comune di Udine e dell’Arlef - Agenzia regionale per la lingua friulana.

Tra le collaborazioni figurano anche la Cooperativa Arte e Libro Onlus e diversi media partner, da Telefriuli a Il Friuli, Il Paîs, Radio Studio Nord, Radio Spazio e Radio Punto Zero. Per Udine e per tutto il Friuli, la finale del 10 settembre si presenta così come un ritorno dal forte valore culturale oltre che musicale.

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