A Fiumicello il messaggio di don Ciotti: pace, scuola e istituzioni al centro del confronto
L’incontro con il fondatore di Libera rilancia, nel Basso Friuli, il tema della responsabilità educativa condivisa tra famiglie, politica e comunità.
Nel Basso Friuli il passaggio di don Luigi Ciotti ha riportato al centro una domanda che riguarda tutti: chi educa davvero alla pace, al rispetto e alla responsabilità pubblica? A Fiumicello, la due giorni dedicata al confronto su questi temi ha chiamato in causa non solo il mondo della scuola, ma anche amministrazioni, politica e cittadinanza.
L’appuntamento, richiamato dai consiglieri regionali Enrico Bullian e Massimiliano Pozzo, si è inserito nel percorso avviato con la IV Marcia per la pace e la non violenza. Per il territorio, l’iniziativa ha rappresentato un momento di continuità e non un episodio isolato, con una partecipazione definita intensa e sentita.
Un confronto che parte dalla comunità
Secondo quanto evidenziato nella nota diffusa dai due consiglieri, l’incontro ha offerto prima alla popolazione e poi agli studenti l’occasione per ragionare su valori che toccano la vita quotidiana: convivenza democratica, educazione civile e capacità degli adulti di essere credibili nei comportamenti, oltre che nelle parole.
Nel suo intervento, il fondatore del Gruppo Abele e presidente di Libera ha proposto una lettura severa ma non rassegnata della realtà contemporanea. Tra i richiami citati anche il pensiero di don Milani, evocato come riferimento per un impegno che non si fermi alla denuncia, ma provi a costruire direzioni condivise.
Il richiamo al ruolo delle istituzioni
Uno dei passaggi più sottolineati riguarda il valore delle istituzioni, descritte come un presidio da custodire. Bullian e Pozzo mettono in evidenza come don Ciotti abbia insistito sulla loro funzione pubblica, ricordando che la parte sana dello Stato resta maggioritaria e decisiva per la tenuta democratica.
Il riferimento è a scuola, sanità, organi elettivi, giustizia e forze dell’ordine: strutture spesso oggetto di critiche, ma considerate essenziali per garantire diritti, doveri e coesione sociale. Nella stessa riflessione viene richiamato anche il ruolo dell’Unione Europea, indicata come uno spazio in cui continua a reggere un equilibrio tra libertà, giustizia sociale e responsabilità collettiva.
La politica chiamata all’esempio
Dal confronto di Fiumicello emerge poi un altro punto: la funzione educativa della politica. Non solo decisioni amministrative o contrapposizione tra schieramenti, ma anche stile, linguaggio e capacità di trasmettere rispetto per le persone e per le idee altrui.
Nella loro presa di posizione, i due consiglieri collegano questo messaggio a un impegno diretto: evitare l’esasperazione dei toni, favorire il dialogo e cercare percorsi condivisi quando possibile. Un passaggio che, nel dibattito pubblico locale e regionale, assume un peso che va oltre il singolo evento.
Il lavoro di rete tra scuole e Comuni
La due giorni si è retta anche su una collaborazione ampia tra istituzioni del territorio. Nel ringraziamento finale vengono citati l’Istituto comprensivo Don Milani e le amministrazioni comunali di Fiumicello Villa Vicentina, Terzo d’Aquileia e Aquileia.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto al sindaco Alessandro Dijust, per l’accoglienza e il coinvolgimento nell’organizzazione. Per l’area del Friuli orientale, l’iniziativa lascia in eredità soprattutto questo: l’idea che i temi della pace e della responsabilità educativa abbiano bisogno di luoghi concreti, alleanze territoriali e continuità nel tempo.