A Feletto Umberto tre giorni su autismo e inclusione: il ventennale di Progetto Autismo FVG guarda al “dopo di noi”
Dal 22 al 24 ottobre al Teatro Maurensig incontri e spettacoli per i 20 anni della fondazione guidata da Elena Bulfone, tra famiglie, cultura e prospettive future.
Non solo una ricorrenza, ma un passaggio che riporta al centro una domanda concreta per molte famiglie friulane: come costruire un futuro stabile per le persone con autismo anche quando i genitori non potranno più seguirle ogni giorno. È attorno a questo nodo che si muove il ventennale di Progetto Autismo FVG, la realtà fondata e presieduta da Elena Bulfone.
L’anniversario sarà segnato da “Oltre il Confine – Vent’anni di visioni”, rassegna in programma dal 22 al 24 ottobre al Teatro Paolo Maurensig di Feletto Umberto, nel comune di Tavagnacco. L’ingresso è gratuito e il cartellone mette insieme testimonianze, riflessioni, spettacoli e ospiti del mondo culturale.
Un appuntamento che parla al territorio
Per Prima Friuli, il valore dell’iniziativa sta anche nella sua dimensione locale: Feletto Umberto diventa per tre giornate un punto di incontro tra famiglie, operatori, scuola, cultura e cittadinanza. L’obiettivo non è soltanto celebrare vent’anni di attività, ma aprire un confronto pubblico su temi che coinvolgono direttamente la vita quotidiana di molte persone.
Nel racconto di Elena Bulfone emerge infatti un lavoro costruito nel tempo partendo dai bisogni reali. La fondazione segue oggi circa cento persone, con percorsi che interessano bambini fin dai due anni, adolescenti e adulti, cercando di adattare gli interventi alle caratteristiche di ciascuno.
Il tema più delicato: il futuro dopo i genitori
Tra gli aspetti più sentiti c’è quello del cosiddetto “dopo di noi”. Bulfone ha richiamato più volte la necessità di preparare per tempo soluzioni abitative e di vita che permettano alle persone con autismo di continuare a vivere con serenità anche quando la famiglia d’origine non sarà più in grado di sostenerle direttamente.
In questa prospettiva si inserisce il progetto abitativo su cui la fondazione sta lavorando. L’idea è costruire un percorso graduale, pensato prima dell’emergenza, anche attraverso case di proprietà dei genitori inserite in una progettualità più ampia. Un tema che tocca da vicino molte famiglie friulane e che spiega perché il ventennale non abbia soltanto un valore celebrativo.
Vent’anni nati da un’esperienza personale
Alla base di Progetto Autismo FVG c’è una spinta che unisce esperienza privata e impegno pubblico. Bulfone ha ricordato come la nascita della fondazione sia legata anche al percorso di suo figlio Alessandro, oggi trentenne, e alla consapevolezza maturata quando era bambino: le risposte disponibili non bastavano e servivano percorsi davvero individualizzati.
Da lì si è sviluppata una rete di servizi che, come ha spiegato la presidente, accompagna le persone nelle diverse fasi della crescita e della vita adulta. Nel suo intervento Bulfone ha anche evidenziato il sostegno dell’azienda sanitaria e il ruolo dei professionisti coinvolti nei vari progetti.
“Oltre il Confine”, tra parole, spettacolo e confronto
Il titolo scelto per il festival richiama il superamento dei limiti che spesso segnano la quotidianità delle famiglie. Non riguarda soltanto la persona con autismo, ma anche genitori, fratelli e sorelle, spesso chiamati a riorganizzare tempi, energie e relazioni attorno ai bisogni di assistenza e accompagnamento.
Proprio per questo il programma mette insieme linguaggi diversi. Tra gli ospiti annunciati figurano Vera Gheno, Dario Ballantini, Toni Capuozzo, Luigi Maieron, Alex Bellini e Cristiano Cavina, accanto a esperti di vari ambiti. Il confronto attraverserà scuola, servizi, relazioni e prospettive della vita adulta.
Le serate principali sono fissate alle 20.45: giovedì 22 ottobre “Nessunə è normale” con Vera Gheno e Nicole Coceancig; venerdì 23 lo spettacolo di Dario Ballantini “Conseguenze di 40 anni nei panni di altri”; sabato 24 un appuntamento tra parole e musica con Capuozzo, Maieron, Bellini e Cavina.
L’arte come spazio per far emergere capacità
Tra i fili del lavoro portato avanti dalla fondazione c’è anche quello artistico. Bulfone ha spiegato che il confronto tra artisti e persone con autismo può diventare un’occasione preziosa per far emergere competenze e forme espressive che altrimenti rischiano di restare invisibili.
Non si tratta di attività accessorie, ma di esperienze inserite nei percorsi personali, con tempi e modalità calibrati sui singoli partecipanti. L’arte viene così letta come strumento di crescita, riconoscimento e valorizzazione dei talenti.
L’invito finale della presidente è rivolto all’intera comunità friulana: partecipare a queste tre giornate significa non solo avvicinarsi a un tema complesso, ma comprendere meglio una realtà che riguarda da vicino il territorio e il suo futuro sociale.