A Farra d’Isonzo la memoria del credito cooperativo: Cassa Rurale FVG ripercorre 130 anni di storia
Incontro nell’Isontino per rileggere le origini della banca e ricordare le figure che diedero forma alle prime Casse Rurali del territorio.
Non una semplice celebrazione aziendale, ma un passaggio dedicato alla memoria del territorio. A Farra d’Isonzo, Cassa Rurale FVG ha scelto di fermarsi sulle proprie origini con un appuntamento pubblico inserito nel programma per i 130 anni dell’istituto.
La serata, intitolata “La storia dei nostri padri fondatori”, ha riportato l’attenzione sulle figure che, tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento, contribuirono alla nascita del credito cooperativo nell’area isontina, intrecciando iniziativa economica, sostegno sociale e presenza nelle comunità locali.
Il valore delle radici per il presente
Ad aprire l’incontro è stato il presidente di Cassa Rurale FVG, Roberto Tonca, che ha richiamato il senso del percorso avviato per l’anniversario. Nel suo intervento ha sottolineato come tornare alla storia dell’istituto serva a leggere meglio anche l’identità attuale della banca, ancora legata al rapporto con persone, territori e realtà locali.
Il filo conduttore della serata è stato proprio questo: rileggere il passato non come omaggio formale, ma come chiave per comprendere l’impronta cooperativa che continua a caratterizzare l’azione dell’istituto.
Le prime Casse Rurali nell’Isontino
La parte storica è stata affidata a Ferruccio Tassin, che ha ricostruito il contesto sociale, economico e religioso in cui presero forma le prime esperienze di credito rurale nella zona. Un quadro che racconta una stagione in cui il bisogno di strumenti finanziari accessibili si legava alla necessità di dare risposte concrete alle famiglie e alle attività del territorio.
Nel suo intervento sono state richiamate le figure di Don Eugenio Brandl, Don Adamo Zanetti, Giuseppe Bugatto, Don Giuseppe Maria Camuffo e Luigi Faidutti. Uomini che, ciascuno nel proprio ruolo, contribuirono a costruire un modello pensato per arginare l’usura, accompagnare le comunità e sostenere una crescita economica più equilibrata.
Dal racconto è emersa l’idea originaria della Cassa Rurale come realtà che andava oltre la funzione bancaria in senso stretto: uno strumento collettivo fondato su solidarietà, responsabilità condivisa e partecipazione.
Il recupero dei luoghi della memoria
Accanto alla ricostruzione storica, la serata ha ospitato anche l’intervento del vicepresidente Paolo Iancis, attivo nella ricerca storico-economica, che ha illustrato il lavoro avviato nel 2023 per il recupero delle sepolture dei padri fondatori.
L’iniziativa, partita nell’anno del 150° anniversario della nascita di Giuseppe Bugatto, ha riguardato la sua tomba nel cimitero di Grado, quella di Don Adamo Zanetti a Farra d’Isonzo, quella di Don Giuseppe Maria Camuffo a Cervignano del Friuli e quella di Don Eugenio Brandl a Turriaco. L’obiettivo, è stato spiegato, è restituire decoro ai luoghi che custodiscono una parte importante della storia cooperativa regionale.
Non è stato invece possibile realizzare un intervento analogo per Luigi Faidutti, che concluse la propria vita in Lituania e lì venne sepolto.
Un anniversario che continuerà nei prossimi mesi
L’appuntamento ospitato a Farra d’Isonzo si inserisce in un calendario più ampio con cui Cassa Rurale FVG sta segnando i 130 anni dalla fondazione. Il programma proseguirà con altre iniziative dedicate alla memoria storica, alla dimensione culturale e ai principi che hanno accompagnato il credito cooperativo nel tempo.
Per l’Isontino, la serata ha rappresentato anche un’occasione per rileggere una pagina significativa della propria storia locale, nata dall’incontro tra impegno civile, visione sociale e attenzione concreta ai bisogni delle comunità.