A Colloredo prende forma l’alleanza energetica con la Slovenia: il Friuli entra in un progetto pilota Ue

Il territorio collinare friulano è tra i sette casi europei scelti per testare una comunità energetica oltreconfine con l’area di Goriška.

12 luglio 2026 19:29
A Colloredo prende forma l’alleanza energetica con la Slovenia: il Friuli entra in un progetto pilota Ue -
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Dal Friuli collinare parte una sperimentazione che guarda oltre il confine e punta a costruire un modello condiviso sull’energia tra Italia e Slovenia. Colloredo di Monte Albano ospita infatti l’avvio operativo di un percorso selezionato a livello europeo tra soli sette progetti pilota dedicati alla cooperazione energetica transfrontaliera.

L’iniziativa mette al centro il rapporto tra il Friuli Venezia Giulia e l’area slovena di Goriška, con l’obiettivo di arrivare a una struttura comune capace di preparare la futura nascita di una comunità energetica oltrefrontiera. Il progetto si chiama “Cross-Border Energy Community Friuli-Goriška: A Transnational Model for Sustainable Cooperation”.

A coordinare il lavoro sono la Comunità Collinare del Friuli e la Fondazione RECOCER come capofila, insieme a GOLEA – Goriška Local Energy Agency e al Center Zelenih Tehnologij. Il traguardo indicato dai partner è la definizione di una roadmap che conduca a una Quasi Comunità Energetica Transfrontaliera, sintetizzata nell’acronimo Q-CBEC.

Perché il progetto interessa da vicino il Friuli

Per il territorio friulano non si tratta di un passaggio isolato, ma dell’evoluzione di un lavoro già avviato negli anni scorsi sulle comunità energetiche rinnovabili. La dimensione locale, in questo caso, diventa la base da cui tentare un salto di scala: non più soltanto reti e impianti dentro i confini regionali, ma un confronto concreto con regole, infrastrutture e soggetti di due Paesi diversi.

Il progetto rientra nel programma Cross-Border Energy Communities, seguito da Association of European Border Regions e Mission Opérationnelle Transfrontalière con il supporto tecnico di REScoop.eu. Il nodo da affrontare è complesso: oggi la condivisione di energia tra territori confinanti appartenenti a Stati diversi incontra limiti normativi, amministrativi e tecnici, a partire dalle difficoltà nello scambio di elettricità a bassa tensione tra reti nazionali differenti.

Dodici mesi di analisi e verifiche

Il percorso durerà un anno e sarà costruito attraverso studi di fattibilità, incontri di formazione, webinar e il contributo di esperti. I partner lavoreranno seguendo la metodologia LICHT, pensata per accompagnare la nascita di comunità energetiche e adattata qui a una dimensione transnazionale.

Tra i passaggi previsti figurano l’analisi del contesto locale e delle norme, la mappatura dei soggetti da coinvolgere, le verifiche tecniche, giuridiche ed economico-finanziarie, oltre alla definizione di modelli di governance e sostenibilità. Il risultato finale dovrà essere un documento operativo utile alla futura Q-CBEC.

Il workshop che ha aperto la fase operativa

La prima tappa pubblica si è svolta il 7 luglio 2026 nella sede della Comunità Collinare del Friuli, a Colloredo di Monte Albano. Al workshop internazionale hanno preso parte istituzioni, università, centri di ricerca, agenzie specializzate e operatori del settore provenienti dai due versanti del confine.

Tra i partecipanti figuravano il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Udine, Area Science Park, il Polo Tecnologico Alto Adriatico, GOLEA, CZT ed Elektro Primorska. Presente anche Dirk Vansintjan, Head of Partnerships di REScoop.eu.

Comunità energetica tra Friuli e Slovenia: progetto Ue tra i 7 pilota europei
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Il percorso già costruito nella Comunità Collinare

La candidatura europea si innesta su un cammino iniziato nel 2019 con il supporto scientifico del Politecnico di Torino – Energy Center. Da quell’esperienza, nel territorio della Comunità Collinare, sono stati realizzati 38 impianti fotovoltaici su edifici pubblici, per una potenza complessiva superiore ai 2 megawatt.

Nel 2025 questo lavoro ha trovato anche una forma organizzativa stabile con la nascita della Fondazione RECOCER, pensata come strumento di governance interamente pubblica per le comunità energetiche rinnovabili locali. Il nuovo progetto con Goriška amplia ora quel modello e prova a metterlo in relazione con enti locali, cittadini e imprese dell’area slovena.

La spinta alla candidatura e i prossimi passaggi

La partecipazione al bando europeo è stata seguita da Emiliano Mian, direttore generale della Comunità Collinare del Friuli, che ha proposto l’adesione al comitato esecutivo e ha curato l’elaborazione tecnica insieme al proprio team.

Per il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni, l’apertura del workshop segna un passaggio concreto verso un sistema condiviso capace di incidere su sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e ricadute economiche per famiglie e attività produttive. Il lavoro avviato a Colloredo dovrà ora tradurre questa prospettiva in un modello praticabile, con regole, assetto gestionale e strumenti operativi definiti.

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