Lisa Vittozzi d'oro e Davide Graz bronzo, Fedriga: «Giornata da sogno per Sappada»

In una giornata storica per il Friuli Venezia Giulia, Lisa Vittozzi conquista il primo oro individuale azzurro nel biathlon e Davide Graz sale con la staffetta sul terzo gradino del podio.

15 febbraio 2026 19:50
Lisa Vittozzi d'oro e Davide Graz bronzo, Fedriga: «Giornata da sogno per Sappada» -
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Il 15 febbraio 2026 rimarrà nelle memorie dello sport regionale: in poche ore Sappada ha visto due suoi figli conquistare podi olimpici che hanno acceso l'attenzione sull'intera Friuli Venezia Giulia. A Milano Cortina, Lisa Vittozzi ha firmato una vittoria che la colloca nella storia del biathlon italiano, mentre Davide Graz — insieme ai compagni di staffetta — ha portato a casa un bronzo che completa una giornata di grandi emozioni.

Incidente scatenante: la doppia impresa

La carne al fuoco è semplice nelle sue coordinate: chi, cosa, quando, dove e come. Chi: Lisa Vittozzi e Davide Graz (con Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino). Cosa: oro nell'inseguimento femminile 10 km per Vittozzi; bronzo nella staffetta 4x7,5 km di sci di fondo per il quartetto maschile. Quando e dove: Milano Cortina 2026, 15 febbraio. Come: una combinazione di prestazione tecnica al poligono e lavoro di squadra sugli sci.

Il poligono: il momento decisivo di Lisa Vittozzi

La vittoria di Vittozzi prende forma al poligono. La trentunenne di Sappada ha centrato un impeccabile "20 su 20" nelle serie di tiro, risultato che — secondo le cronache della gara — le ha permesso di amministrare la prova sugli sci e andare a conquistare il primo oro individuale del biathlon azzurro in una storia olimpica. Il traguardo ha un rilievo particolare: arriva dopo un periodo di stop forzato durante il quale l'atleta ha lavorato per ritrovare la migliore condizione atletica. La combinazione di calma al tiro e solidità in pista definisce la natura della prestazione come magistrale.

La staffetta: bronzo e lavoro di squadra

Poche ore prima della festa per Vittozzi, il podio era già stato centrato dallo sci di fondo: il quartetto formato da Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino ha chiuso al terzo posto nella 4x7,5 km, dietro Norvegia e Francia. Per Graz, anche lui originario di Sappada, è il coronamento di una prova collettiva costruita su ripetuti cambi solidi e gestione tattica delle frazioni. Il bronzo rimarca l'importanza del fattore squadra nelle discipline di endurance.

Climax: due medaglie, una regione in festa

Il punto di massimo della narrazione si raggiunge nella sovrapposizione temporale delle due medaglie: una giornata in cui il Friuli Venezia Giulia è salito sotto i riflettori internazionali. Non si tratta solo di numeri in un medagliere, ma di un racconto che unisce la dimensione individuale del biathlon alla dimensione collettiva dello sci di fondo. Il risultato è una combinazione che amplifica l'eco mediatica e sociale degli eventi sportivi.

Il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ha sintetizzato il sentimento istituzionale con parole nette: "Oggi il Friuli Venezia Giulia scrive una pagina indelebile della storia dello sport mondiale grazie allo straordinario oro di Lisa Vittozzi e al bronzo di Davide Graz: un doppio successo che esalta il talento dei nostri atleti sappadini e proietta la nostra regione sul tetto del mondo ai Giochi di Milano Cortina 2026". Fedriga ha inoltre richiamato l'attenzione sull'eccellenza della scuola sportiva regionale, suggerendo che i risultati siano frutto di investimenti e pratiche formative locali.

Risoluzione: cosa cambia e cosa resta

Sul piano immediato, i risultati consolidano la candidatura dell'Italia a protagoniste nelle discipline nordiche e contribuiscono a una narrativa positiva in vista delle gare successive. Per Sappada e per il Friuli Venezia Giulia la giornata offre un ritorno di immagine e potenziali ricadute sullo sviluppo delle strutture sportive e dei programmi giovanili. Al tempo stesso, la cronaca sportiva invita alla prudenza: una singola giornata di successi non è una garanzia di continuità, ma costituisce un impulso tangibile per atleti, tecnici e stakeholder regionali.

I fatti - le medaglie, i nomi, le prestazioni al poligono e in pista - sono chiari. Resta ora da osservare come si tradurranno questi esiti in politiche sportive, investimenti e percorsi di formazione per le nuove generazioni: la storia raccontata il 15 febbraio è un capitolo importante, ma non l'ultimo di un racconto che la regione e lo sport italiano sono chiamati a scrivere nei prossimi anni.

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