Vertenza Electrolux, per Porcia il punto resta la lavasciuga: apertura al 50%, ma il tavolo chiede garanzie

Nel confronto al Mimit cala il numero complessivo delle eccedenze a 1.190, ma sul sito friulano si insiste su un impegno più solido per la produzione.

28 ottobre 2026 18:56
Vertenza Electrolux, per Porcia il punto resta la lavasciuga: apertura al 50%, ma il tavolo chiede garanzie -
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Il dossier che riguarda lo stabilimento Electrolux di Porcia continua a ruotare attorno a una domanda precisa: quale futuro produttivo verrà assicurato al sito friulano. Nell'incontro di oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è arrivato un segnale di disponibilità sulla linea delle lavasciuga, ma per chi segue la trattativa il passo non basta ancora.

L'azienda ha infatti portato dal 30% al 50% la quota di produzione che si dichiara pronta a lasciare a Porcia. Un avanzamento rispetto al precedente confronto, che però non chiude il nodo principale: sindacati e rappresentanti al tavolo chiedono un impegno ulteriore prima di entrare nella fase di scrittura di una possibile intesa.

Il passaggio che conta per il sito di Porcia

Per il territorio pordenonese il tema decisivo resta quindi la permanenza della produzione di lavasciuga. La correzione proposta da Electrolux viene letta come un'apertura, ma non ancora come una garanzia sufficiente sul medio periodo.

Proprio su questo punto si concentreranno i prossimi passaggi del negoziato. L'orientamento emerso al Mimit è chiaro: prima vanno sciolte le questioni di sostanza sul perimetro produttivo e occupazionale, poi si potrà valutare un testo condiviso.

Il nuovo quadro degli esuberi

Nel frattempo cambia anche il dato complessivo delle eccedenze indicate da Electrolux. La cifra aggiornata è di 1.190 esuberi, comprendendo anche 150 lavoratori del sito di Cerreto.

La riduzione rispetto alle valutazioni precedenti riguarda però la componente operaia. Sul versante impiegatizio restano invece 600 posizioni in eccedenza, elemento che continua a pesare nel giudizio complessivo sulla proposta aziendale.

Dal tavolo ministeriale è emersa quindi una valutazione prudente: la disponibilità mostrata fino a questo momento viene considerata ancora non adeguata per arrivare a una chiusura della vertenza con sufficienti tutele.

Gli altri punti aperti del confronto

Accanto al caso Porcia, nella trattativa resta aperto anche il capitolo Cerreto. Qui viene chiesto che la produzione attuale sia mantenuta fino all'eventuale ingresso di un investitore, collegando a questo impegno anche il limite massimo per l'uso degli ammortizzatori sociali.

Tra gli strumenti messi sul tavolo compare poi il possibile ricorso ai contratti di espansione, pensati per favorire un ricambio professionale. In alternativa, è stata avanzata la richiesta di fissare una soglia minima di organico sotto la quale non scendere; oltre quel livello, l'azienda dovrebbe procedere con sostituzioni, dando priorità a chi ha già lavorato in Electrolux con rapporti a termine.

Restano inoltre da definire altri aspetti sensibili della trattativa: l'uso della non opposizione nelle procedure di mobilità, la rotazione della cassa integrazione, gli incentivi all'uscita e la disponibilità di postazioni adeguate per i lavoratori con ridotte capacità lavorative.

Le prossime date al ministero

Il negoziato tornerà al Mimit il 2 e 3 novembre. Saranno giornate decisive per capire se esistono davvero i margini per avvicinare le posizioni e trasformare le aperture emerse in impegni più definiti.

Per Porcia, in particolare, la partita resta tutta legata alla tenuta produttiva del sito. Finché su questo punto non arriveranno rassicurazioni più forti, l'ipotesi di un accordo continuerà a rimanere sospesa.

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