Valvasone prepara quattro giorni nel segno dell’Orcolat: il Medioevo 2026 guarda alla memoria del Friuli

Dal 3 al 6 settembre il borgo pordenonese ospita più di 150 eventi. Al centro dell’edizione il legame tra mito, terremoto e ricostruzione.

27 agosto 2026 16:08
Valvasone prepara quattro giorni nel segno dell’Orcolat: il Medioevo 2026 guarda alla memoria del Friuli -
Condividi

Non sarà soltanto una festa in costume. L’edizione 2026 di Medioevo a Valvasone sceglie infatti un filo narrativo che tocca da vicino la storia friulana: il rapporto tra la terra che si muove, la memoria collettiva e la capacità delle comunità di rialzarsi. Da giovedì 3 a domenica 6 settembre il borgo del Pordenonese tornerà a riempirsi di figuranti, taverne, spettacoli e appuntamenti diffusi.

La manifestazione, arrivata alla 34esima edizione, porterà nel centro storico oltre 150 iniziative nell’arco di quattro giornate. L’impianto resta quello che negli anni ha reso Valvasone una delle rievocazioni più riconoscibili del Friuli Venezia Giulia: circa mille figuranti, 13 taverne, cortei, musica, duelli, teatro, antichi mestieri e proposte dedicate anche ai più piccoli.

Il tema scelto per il 2026 è “Orcolat – Il risveglio della Terra”. Un titolo che mette insieme il grande terremoto del 1348, la figura leggendaria del gigante della tradizione friulana e il ricordo del sisma del 1976, nel cinquantesimo anniversario. L’idea è quella di costruire un racconto che unisca dimensione storica e identità del territorio.

Medioevo a Valvasone 2026, dal 3 al 6 settembre oltre 150 appuntamenti nel borgo

Un’edizione che parla al Friuli di oggi

Per Prima Friuli il dato più interessante è proprio questo: Valvasone non punta soltanto sull’effetto scenico, ma prova a leggere attraverso il Medioevo un passaggio che appartiene alla memoria regionale. Le mura, la fragilità degli insediamenti, la paura del crollo e poi la ricostruzione diventano parte della narrazione dell’intera manifestazione.

Il richiamo al 1976 si inserisce così in un programma che mantiene la vocazione popolare dell’evento, ma la accompagna con contenuti originali. A questo si aggiunge il lavoro dei volontari, elemento che continua a rappresentare l’ossatura dell’appuntamento e uno dei motivi della sua continuità nel tempo.

Come si svilupperanno le quattro giornate

Il via ufficiale arriverà giovedì 3 settembre alle 19 con l’apertura del borgo, delle taverne e della nuova Officina Sartoria ospitata in Sala Erasmo. In serata spazio a Fulgor Noctis, un percorso dedicato al fuoco che attraverserà Parco Pinni, Piazza Castello e Piazza Libertà a partire dalle 21.45.

Venerdì 4 uno degli appuntamenti più attesi sarà la Cena Medievale nel Chiostro dell’ex Convento dei Frati Servi di Maria. Il banchetto, dedicato ai sapori del Friuli medievale al tempo dell’Orcolat, ha già registrato il tutto esaurito. La stessa sera, alle 22 in Piazza Castello, debutterà il nuovo Teatro dei Misteri, seguito dai fuochi propiziatori.

Sabato 5 settembre il programma prenderà ritmo già da mezzogiorno. Nel pomeriggio il paese sarà animato da artisti di strada, artigiani, musici e figuranti, con attività pensate anche per bambini e famiglie. In Piazza Castello tornerà il Processo al Porco, mentre alle 16 nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo è in calendario l’incontro “Dal Medioevo alla sua invenzione” con Franco Franceschi, Tommaso di Carpegna Falconieri e Francesca Roversi Monaco. Alle 17.30 il Brolo accoglierà la Giostra Medievale, alle 20 andrà in scena il racconto della prima grande battaglia e alle 22 tornerà “Orcolat – Il risveglio della Terra”.

Domenica 6 il borgo aprirà alle 10. Alle 10.15, in Piazza Castello, è previsto un percorso nel Medioevo accessibile in LIS realizzato con l’Ente Nazionale Sordi. Nel corso della giornata ci saranno ancora mercato, spettacoli, giostra e attività per i più giovani. Alle 16.30 la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo ospiterà il Concentus Musicus Patavinus dell’Università di Padova con “Cuncti simus concanentes”, mentre alle 17 partirà il grande corteo del Conte e della corte. Chiusura alle 20.30 con il Teatro dei Misteri.

Medioevo a Valvasone 2026, dal 3 al 6 settembre oltre 150 appuntamenti nel borgo

Piazza Castello diventa il centro della nuova messinscena

Una delle novità più evidenti riguarda proprio il Teatro dei Misteri, firmato da Rodolfo Mantovani. Per questa edizione lo spettacolo cambia impostazione e lascia la formula itinerante per concentrarsi in Piazza Castello, scelta che ridisegna anche il rapporto con il pubblico.

La vicenda segue Raimondo, giovane signore di Valvasone, insieme alla sorella Agnese, al giullare Menico, a Frate Leone e a Viola. Sullo sfondo c’è una terra che trema e che mette in discussione potere, fede e certezze. Le rappresentazioni sono previste venerdì e sabato alle 22, domenica alle 20.30. Lo spettacolo è realizzato con il contributo di Fondazione Friuli.

Sostegni e numeri di una manifestazione storica

Tra i sostenitori dell’edizione 2026 figurano Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Banca 360 FVG, Autotorino e Gruppo Eurospar. Il sindaco Markus Maurmair ha richiamato il percorso costruito negli anni, sottolineando come ogni appuntamento aggiunga elementi nuovi senza perdere il carattere comunitario dell’evento.

Maurmair, anche nella veste di consigliere regionale, ha ricordato inoltre che la legge regionale dedicata alle rievocazioni storiche ha sostenuto quest’anno 16 manifestazioni con uno stanziamento complessivo di 440 mila euro. Un dato che conferma il peso culturale e turistico di questi appuntamenti per il Friuli Venezia Giulia.

Medioevo a Valvasone 2026, dal 3 al 6 settembre oltre 150 appuntamenti nel borgo

Dal 1993 Medioevo a Valvasone richiama nel borgo migliaia di visitatori. Nel 2026 lo farà con una formula che unisce spettacolo e memoria territoriale, riportando al centro del racconto una ferita che appartiene a tutto il Friuli e trasformandola, per quattro giorni, in occasione di incontro e partecipazione.

Segui Prima Friuli