Valli del Natisone, tutela rafforzata per Craguenza e Joanaz: si ferma l’ipotesi delle pale
La Regione riconosce i due monti come biotopi. Per Massimiliano Pozzo pesa la mobilitazione nata nelle comunità delle Valli del Natisone.
Per le Valli del Natisone il passaggio più rilevante è ora nero su bianco: i monti Craguenza e Joanaz entrano nel perimetro delle aree da proteggere come biotopi e, parallelamente, si chiude la prospettiva dell’impianto eolico che aveva acceso il confronto sul territorio.
A richiamare il significato politico e amministrativo della decisione è il consigliere regionale del Pd Massimiliano Pozzo, che lega l’esito alla pressione esercitata in questi mesi da amministrazioni locali, gruppi civici, associazioni e residenti delle Valli.
Il provvedimento, formalizzato con un decreto del presidente della Regione, riguarda due zone considerate di particolare pregio naturalistico. Nella lettura del consigliere, si tratta di un punto fermo su una vicenda che fin dall’inizio aveva raccolto molte obiezioni nelle comunità interessate.
Un passaggio che incide sul futuro dell’area
L’effetto concreto indicato da Pozzo è doppio. Da un lato l’intervento con le pale non va avanti, dall’altro viene riconosciuto ufficialmente il valore ambientale dei monti Craguenza e Joanaz attraverso la loro individuazione come biotopi.
Per le Valli del Natisone, osserva il consigliere, questo significa consolidare la difesa di un contesto ritenuto delicato sotto il profilo del paesaggio e della biodiversità. Un tema che, in un’area come questa, si intreccia anche con le attività economiche legate alla vocazione del territorio.
Tra i punti sollevati contro il progetto, Pozzo richiama infatti le possibili conseguenze su agricoltura e turismo, settori che nelle Valli hanno un peso diretto e che, secondo la sua posizione, avrebbero potuto risentire di un intervento considerato troppo invasivo.
Il ruolo delle comunità locali
Nella ricostruzione del consigliere dem, il risultato maturato in Regione non si spiega senza l’iniziativa partita dal basso. Il riferimento è al lavoro portato avanti da Comuni, comitati, associazioni e singoli cittadini, che hanno seguito il dossier, depositato osservazioni e reso pubblica la loro contrarietà.
Pozzo attribuisce proprio a questa rete territoriale il merito principale di aver mantenuto alta l’attenzione sul caso. Una mobilitazione che, nella sua valutazione, ha contribuito a orientare il percorso fino al riconoscimento formale della tutela per i due monti.
Le obiezioni politiche e ambientali
Il consigliere ricorda anche la posizione assunta dal Partito democratico fin dalle prime fasi della discussione. Secondo quanto riferito, il partito si era espresso contro l’ipotesi dell’impianto, confrontandosi con amministratori comunali, rappresentanti locali e cittadini durante gli incontri pubblici organizzati sul tema.
Fra gli elementi critici richiamati da Pozzo ci sono l’impatto sull’ecosistema dell’area e la mancanza, a suo giudizio, di un riferimento chiaro all’eolico nel Piano energetico regionale. Un quadro che, sempre nella sua lettura, rendeva poco sostenibile l’idea di intervenire in una porzione di territorio così sensibile.
La posizione espressa dal consigliere non viene presentata come una chiusura verso la transizione energetica. Il punto, sostiene, è che scelte di questo tipo devono essere costruite insieme ai Comuni e alle popolazioni coinvolte, oltre a essere coerenti con la pianificazione regionale.
Nelle Valli del Natisone la partita sui monti Craguenza e Joanaz si chiude dunque con uno stop all’impianto e con una tutela rafforzata dell’area. Un esito che, per il territorio, viene letto come il riconoscimento del valore ambientale di una zona da preservare.