Udine, al Teatro Nuovo arriva “55 secondi”: in scena la memoria del sisma del Friuli

Il 6 maggio debutta la nuova opera musical prodotta da FVG Orchestra: un racconto corale sul terremoto del 1976 tra musica, parole e danza.

28 aprile 2026 16:40
Udine, al Teatro Nuovo arriva “55 secondi”: in scena la memoria del sisma del Friuli -
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A Udine il ricordo del terremoto del 1976 prende forma sul palcoscenico. Mercoledì 6 maggio, alle 20.30, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospiterà la prima assoluta di “55 secondi”, opera musical prodotta da FVG Orchestra e costruita attorno a una delle ferite più profonde della storia friulana.

Il titolo richiama le parole di padre David Maria Turoldo, “55 secondi… una eternità”, e racchiude il senso di uno spettacolo che non si limita a rievocare la tragedia. Al centro del progetto c’è infatti anche la capacità del Friuli di reagire, ricostruire e restituire un futuro a comunità sconvolte dalle macerie.

La narrazione si sviluppa come un racconto collettivo, attraversando generazioni diverse e riportando in scena non solo il trauma della scossa, ma anche la rinascita morale e materiale che ne seguì. Un lavoro pensato per tenere insieme memoria storica e linguaggio teatrale contemporaneo.

Un progetto nato in Friuli tra opera e musical

L’idea porta la firma di Fiorenza Cedolins, che cura direzione artistica, soggetto e libretto. Le musiche originali sono state composte da Cristian Carrara, mentre sul podio ci sarà Paolo Paroni. Regia, scene e costumi sono affidati a Ivan Stefanutti, con coreografie di Federica Comello.

La struttura dello spettacolo intreccia canto, recitazione e danza. L’intenzione è quella di mettere in dialogo la tradizione dell’opera italiana con forme espressive più vicine al musical, cercando una formula capace di parlare anche a spettatori più giovani senza perdere profondità.

In questo equilibrio tra registri diversi, “55 secondi” prova a trasformare una pagina decisiva della storia regionale in teatro popolare contemporaneo, con una scrittura scenica che guarda al presente pur restando saldamente ancorata alla memoria friulana.

Una produzione corale con forte impronta del territorio

Lo spettacolo coinvolge oltre cento persone e mette al centro molte realtà artistiche del Friuli Venezia Giulia. Sul palco saranno presenti i 40 musicisti della FVG Orchestra, il Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste, il coro di voci bianche I Pueri Cantores del Duomo di Udine guidato da Annamaria Dell’Oste e i danzatori della scuola Axis Danza, insieme a dodici solisti.

La vicenda scenica attraversa quattro generazioni e usa più registri linguistici, dall’italiano al friulano fino al triestino. Nel tessuto del racconto trovano spazio anche richiami a Pier Paolo Pasolini e allo stesso Turoldo, in un percorso che parte dal Friuli più antico e familiare, passa attraverso la distruzione e approda alla ricostruzione.

Tra gli interpreti figurano Andrea Binetti nel ruolo di don Andrea, Iolanda Massimo nei panni di Cati, Licia Piermatteo come Rosa e Maria, Francesco Bossi nel ruolo di Bepi e Andrea Piazza in quello di Pieri. Completano il cast Stefania Seculin, Federico Lepre, Marianna Acito, Amina Sandrini, Askar Lashkin e Giovanni Nistri. Previsto anche un breve cameo fuori scena di Fiorenza Cedolins.

Commissione, sostegni e squadra creativa

“55 secondi” è un progetto commissionato e prodotto dall’Istituzione Musicale e Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e dei mecenati AMIL Holding e Danieli Group.

Alla realizzazione collaborano inoltre Claudio Schmid per il disegno luci, Stefano Bergomas per ideazione e realizzazione video, Filippo Tadolini come assistente alla regia e alla scenografia, Nicolao Atelier Venezia per i costumi, Stefano Laudato per gli allestimenti, Anna Bellini alla direzione di produzione e Francesco Castellana come direttore musicale di palcoscenico.

La serata del 6 maggio rappresenta così non solo un debutto teatrale, ma anche un passaggio simbolico per il territorio: portare in scena il sisma del Friuli significa affidare alla musica e al teatro una memoria condivisa che continua a parlare al presente.

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