Udine, stop alla residenza I Faggi: La Quiete fissa la chiusura a fine 2026
L’Asp ha deciso di dismettere la struttura di via Micesio entro il 31 dicembre 2026 dopo le valutazioni tecniche su edificio, impianti e sicurezza.
La residenza I Faggi di Udine arriverà alla cessazione definitiva della propria attività alla fine del 2026. La scelta è stata formalizzata dal consiglio di amministrazione dell’Asp La Quiete, che ha indicato nel 31 dicembre 2026 la data conclusiva per la struttura di via Micesio 31.
Il provvedimento è maturato dopo l’esame di una relazione tecnica indipendente, che ha evidenziato problemi legati all’edificio, agli impianti e agli standard di sicurezza. Il cda ha approvato la decisione all’unanimità nelle sedute di fine luglio.
La decisione e le ragioni della chiusura
Il documento tecnico, firmato dall’ingegner Marco Bottega e presentato il 23 e il 30 luglio 2026, ha portato l’azienda a escludere la prosecuzione dell’attività nelle condizioni attuali. Nella valutazione hanno pesato sia gli aspetti strutturali sia la necessità di concentrare le risorse sulle altre sedi dell’Asp.
Tra i nodi considerati c’è anche l’eventualità di lavori di adeguamento particolarmente impegnativi. Interventi di questo tipo, secondo quanto emerso, avrebbero richiesto la sospensione dell’utilizzo dell’intero complesso, con conseguenze dirette per le persone ospitate.
La Quiete lega questa scelta anche a un cambiamento più ampio nei modelli di assistenza, con una maggiore attenzione verso soluzioni abitative protette pensate per sostenere il più possibile l’autonomia delle persone fragili e anziane.
Chi si trova oggi nella struttura di via Micesio
Attualmente nei Faggi vivono 3 residenti, per i quali la direzione generale ha già avviato un percorso personalizzato in vista del trasferimento. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche un eventuale inserimento presso La Quiete, da verificare in base alle necessità delle singole ospiti.
Il personale oggi impiegato, indicato in 3 o 4 unità, resterà comunque all’interno dell’organico dell’azienda e non uscirà dal perimetro dell’Asp.
Dentro lo stesso stabile sono presenti anche 27 cittadini ucraini accolti in base alla convenzione attivata con la Prefettura di Udine dopo l’inizio della guerra, nel marzo 2022. L’accordo, rinnovato più volte negli anni, terminerà anch’esso il 31 dicembre 2026.
Per questo gruppo il trasferimento rientra nelle competenze della Prefettura. La Quiete ha fatto sapere di aver già attivato percorsi di accompagnamento verso una maggiore autonomia, con l’obiettivo di rendere meno brusco il passaggio.
Che cosa rappresentano oggi I Faggi
I Faggi nascono come Residenza Assistenziale Alberghiera destinata a persone con un buon livello di autosufficienza. L’immobile conta 77 appartamenti, per complessivi 124 posti, ed è articolato su 7 piani per una superficie di circa 6.200 metri quadrati.
Il complesso venne completato nel 1990, mentre la prima pietra risale al 1982. Un edificio quindi importante nella storia dell’assistenza cittadina, ma che secondo le valutazioni dell’Asp non risponde più alle caratteristiche richieste oggi a questo tipo di offerta residenziale.
Il vincolo sul futuro dell’edificio
Nella delibera è stato indicato anche l’orientamento per la destinazione successiva dell’immobile. Il consiglio di amministrazione ha stabilito che la struttura dovrà restare di proprietà pubblica.
Quanto all’utilizzo, la preferenza andrà a funzioni sanitarie, sociosanitarie oppure socio-assistenziali di interesse pubblico. Un indirizzo che si inserisce nella linea già seguita per il vicino Centro Polifunzionale Micesio, passato nel settembre 2025 all’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale.
Per Udine si apre così una fase di transizione che riguarda non solo una sede storica di via Micesio, ma anche il modo in cui verranno ripensati gli spazi e i servizi dedicati alle persone più fragili nel prossimo futuro.