Udine si racconta in sei temi: le foto premiate di “Obiettivo Udine” restano visibili da FARé
Nella maratona fotografica riconoscimenti a Ellen Nigris, Ariano Gon e Michela Sanna. Esposizione aperta in via dei Rizzani fino al 4 luglio.
Una città letta attraverso dettagli, contrasti e punti di vista personali. È questo il filo conduttore di “Obiettivo Udine”, la maratona fotografica amatoriale che ha portato decine di partecipanti a misurarsi con sei parole chiave dedicate allo spazio urbano e alla sua vita quotidiana.
L’esito del concorso ora si può vedere anche dal vivo: gli scatti selezionati sono esposti negli spazi di FARé, in via dei Rizzani a Udine, dove la mostra rimarrà allestita fino al 4 luglio con apertura dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19.
I nomi premiati nella seconda edizione
Per la sequenza migliore di sei fotografie, il primo riconoscimento è stato assegnato a pari merito a Ellen Nigris, udinese, e ad Ariano Gon, di Cormons. Il premio per la singola immagine più convincente è andato invece a Michela Sanna, di San Daniele del Friuli.
Accanto ai vincitori principali, la giuria ha indicato anche Sabrina Bella al terzo posto nella categoria dedicata alla serie fotografica. Per lo scatto singolo, secondo premio a Silvia Tomat e terzo a Loris Nanino.
Un racconto urbano costruito per immagini
La formula della fotomaratona chiedeva ai partecipanti di interpretare Udine partendo da sei temi comunicati soltanto il giorno della prova: convivere, crescere, caos, nascosto, energia e confine. Non bastava quindi una buona fotografia isolata: contava la capacità di trasformare le immagini in una lettura coerente della città.
È proprio su questo terreno che sono emersi i lavori premiati. Ellen Nigris è stata apprezzata per l’immediatezza dello sguardo, per l’originalità nel legare i temi alle immagini e per una continuità cromatica che la giuria ha ritenuto particolarmente efficace. Ariano Gon ha convinto invece con una sequenza in monocromo capace di mantenere compattezza visiva e una narrazione ben definita.
Nel premio riservato allo scatto singolo, Michela Sanna si è distinta con una lettura del tema “Confine” costruita sul rapporto tra realtà e finzione, in una composizione dal taglio quasi pittorico. Silvia Tomat è stata segnalata per un’immagine ironica e quotidiana, mentre Loris Nanino ha ricevuto il terzo riconoscimento con una fotografia dedicata al “Caos”, valorizzata per impianto e atmosfera.
Menzioni, giovani autori e un riconoscimento particolare
Tra le segnalazioni aggiuntive compaiono ancora Ariano Gon e Michela Sanna, entrambi premiati anche con una menzione per singoli lavori. Nel caso di Gon, lo scatto sul tema “nascosto” è stato letto come un’immagine capace di restituire complessità e contraddizioni urbane; per Sanna, la fotografia dedicata a “convivere” è stata apprezzata per l’accostamento tra elementi antichi e moderni.
Spazio anche agli Under 14, con i riconoscimenti assegnati a Ginevra Spadera per l’interpretazione di “Convivere” e a Massimo Zanuttini per una resa diretta e immediata del tema “Caos”.
La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale ad Andrea Bernardi. In questo caso il senso del premio non è legato a una singola immagine, ma alla scelta di non consegnare le fotografie realizzate durante la giornata, gesto interpretato come attenzione al valore collettivo dell’iniziativa.
La serata di premiazione e il lavoro della giuria
La consegna dei premi si è svolta venerdì 12 giugno nella galleria FARé. A introdurre l’appuntamento è stata Marta Vigna del direttivo di Spazio Udine, l’associazione culturale e civica che ha promosso l’iniziativa. Presenti anche Antonella Fiore, coordinatrice di Spazio Udine, insieme agli assessori comunali Chiara Dazzan e Ivano Marchiol.
Per chi ha ottenuto il primo premio assoluto nella categoria della miglior sequenza è prevista anche un’ulteriore opportunità: l’esposizione dei lavori in un contesto professionale durante la mostra autunnale dedicata alla street photography.
A valutare i lavori è stata una commissione presieduta da Luca Giuliani, archivista e storico, affiancato dal fotografo freelance Roberto Casasola, da Silvia Di Natale, dall’architetta Elisa Mansutti e da Tanja Marmai.
I criteri presi in considerazione sono stati sette: aderenza allo spirito della fotomaratona urbana, pertinenza rispetto al tema assegnato, originalità dell’interpretazione, costruzione narrativa, creatività esecutiva, qualità tecnica e composizione. La mostra aperta in via dei Rizzani offre ora al pubblico la possibilità di vedere come questi elementi abbiano preso forma nello sguardo dei partecipanti.