Udine, nuovo volto per le case Ater di via Eritrea: 39 alloggi ottengono la classe A CasaClima
Presentazione pubblica del complesso riqualificato: visite agli appartamenti, spazi comuni ripensati e rientro degli assegnatari previsto entro l’anno.
Non solo un intervento edilizio, ma un passaggio che per il quartiere punta a rimettere insieme case, relazioni e servizi. In via Eritrea 3 a Udine è stato presentato il complesso Ater riqualificato, formato da 39 appartamenti, con la consegna della certificazione CasaClima classe A all’intero edificio.
La giornata, inserita nel Festival dello Sviluppo Sostenibile, ha aperto gli spazi alla città e ha permesso di vedere da vicino gli alloggi rinnovati e alcune delle soluzioni pensate per la vita comune. Il progetto riguarda infatti non soltanto l’efficienza energetica, ma anche la qualità dell’abitare e il rapporto con il contesto urbano circostante.
Per gli ex residenti c’è inoltre la possibilità di tornare negli appartamenti una volta completato il percorso di riassegnazione. L’obiettivo indicato da Ater Udine resta quello di riportare nell’area una comunità abitativa in ambienti più moderni, accessibili e sostenibili.
Case rinnovate e spazi condivisi aperti alla città
Durante l’iniziativa i visitatori hanno potuto entrare in tre diverse tipologie di alloggio: monocamere, bicamere e tricamere. Un modo concreto per mostrare come è cambiato il complesso dopo l’intervento di recupero.
Accanto agli appartamenti, sono stati valorizzati anche alcuni elementi simbolici del progetto. Tra questi una scacchiera all’aperto ricavata dal basamento della gru usata nel cantiere e il roseto storico dell’area, conservato durante i lavori e poi riposizionato. Due segni diversi, ma entrambi legati all’idea di tenere insieme memoria del luogo e nuovi usi degli spazi comuni.
Il quartiere coinvolto nel percorso
La presentazione si è sviluppata come un percorso nel cortile del complesso, con tappe dedicate ai temi della sostenibilità, della memoria e dell’inclusione. Hanno partecipato residenti, associazioni, scuole e realtà del rione, in una formula pensata per raccontare il progetto come esperienza condivisa e non soltanto come consegna di un edificio ristrutturato.
Nei vani scala sono stati collocati in modo permanente anche i lavori realizzati dagli alunni della primaria “San Domenico”, segno del coinvolgimento delle scuole cittadine. Un contributo è arrivato pure dall’Isis Malignani: gli studenti hanno lavorato al recupero dei materiali di cantiere trasformati nei pezzi della scacchiera, poi completati con la collaborazione di altre realtà del quartiere.
Secondo quanto emerso durante la mattinata, diverse scelte del progetto sono state discusse pubblicamente, dal disegno del giardino ai colori delle facciate. Un’impostazione che Ater Udine ha voluto sottolineare come parte integrante della rigenerazione, insieme agli aspetti tecnici e costruttivi.
La certificazione energetica e i tempi previsti
Nel corso dell’evento l’architetto Ugo Urru di APE FVG ha consegnato ad Ater Udine la certificazione energetica dell’edificio, che ha raggiunto la classe A CasaClima. È uno dei dati più rilevanti dell’intervento, perché fotografa il salto di qualità sul piano delle prestazioni e dei consumi.
Per il Comune di Udine è intervenuto l’assessore alla Pianificazione territoriale Andrea Zini, che ha richiamato il lavoro condiviso con Ater sul fronte delle esigenze abitative cittadine. Lo stesso assessore ha ricordato la scadenza del 30 giugno legata al Pnrr per la consegna dell’intervento, indicando come orizzonte l’ingresso negli alloggi entro la fine dell’anno.
Alla presentazione ha preso parte anche l’assessora comunale all’Ambiente e all’Energia Eleonora Meloni. Nel corso degli interventi è stato ribadito che, accanto alla parte edilizia, il nodo resta quello della ricostruzione di una socialità di quartiere, con il coinvolgimento del Consiglio di quartiere partecipato e delle reti locali.
Un progetto costruito con scuole e associazioni
Tra i soggetti coinvolti figurano, oltre ad Ater Udine e al Comune, il Consiglio di Quartiere Partecipato n. 2, APE FVG, la scuola primaria “San Domenico”, l’ISIS Malignani, Udine Solidale Anteas ODV, Comunità Piergiorgio Onlus, Fondazione Casa dell’Immacolata di don Emilio de Roja e la parrocchia di San Domenico.
Il senso dell’operazione, emerso durante la giornata pubblica, è che il recupero di via Eritrea non si esaurisca nella consegna di 39 alloggi efficienti dal punto di vista energetico. Per questa parte di Udine la sfida sarà far diventare gli spazi rinnovati un luogo abitato e riconosciuto, capace di accogliere chi rientrerà e chi arriverà per la prima volta.