Udine ricorda Diego Di Natale: il suo nome entra nel Famedio di San Vito

Riconoscimento cittadino per il fondatore dell’Unione Artigiani del Friuli, figura centrale per il mondo produttivo e sociale friulano.

19 ottobre 2026 14:15
Udine ricorda Diego Di Natale: il suo nome entra nel Famedio di San Vito -
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Nel luogo in cui Udine conserva le memorie civili più significative, da oggi compare anche il nome di Diego Di Natale. Il fondatore dell’Unione Artigiani del Friuli è stato accolto nel Famedio dei benemeriti del Cimitero monumentale di San Vito, spazio dedicato a donne e uomini che hanno lasciato un segno nella vita pubblica, economica e sociale del territorio.

La cerimonia ha richiamato rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo friulano. Accanto al sindaco Alberto Felice De Toni erano presenti, tra gli altri, il figlio Renzo Di Natale, il presidente di Confartigianato FVG Graziano Tilatti e il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo. Hanno partecipato anche il vicesindaco Alessandro Venanzi, il prefetto Domenico Lione e il questore Pasquale Antonio De Lorenzo.

Un riconoscimento che parla al Friuli del lavoro

L’ingresso nel Famedio restituisce visibilità a una figura che ha inciso profondamente sulla crescita dell’artigianato friulano nel secondo dopoguerra. Il nome di Di Natale si aggiunge a quello di altre personalità già ricordate dalla città, tra cui Gianni Bravo, Giuseppe Tonutti e gli ex sindaci Claudio Mussato ed Enzo Barazza.

Per Udine e per il Friuli si tratta di un omaggio che va oltre la dimensione commemorativa. La sua attività è legata infatti alla costruzione di strumenti, tutele e percorsi che hanno accompagnato per decenni il lavoro di migliaia di artigiani.

Dalle origini alla guida dell’Unione Artigiani

Nato a Sedegliano nel 1909, Di Natale crebbe a Udine e iniziò giovanissimo come apprendista barbiere. Alla professione affiancò l’interesse per la musica, arrivando a diplomarsi in contrabbasso. Dopo gli anni della guerra e l’esperienza vicina alla Resistenza, entrò tra i promotori dell’Unione Artigiani del Friuli nel 1945.

L’anno successivo ne divenne il primo presidente, incarico che mantenne fino al 1980. Durante quel lungo periodo contribuì alla nascita della Cassa Mutua Malattia e dei consorzi di credito, guidò per vent’anni l’Ente regionale per lo Sviluppo dell’Artigianato e sostenne iniziative espositive dalle quali sarebbe poi nata Casa Moderna.

Un altro tratto decisivo del suo impegno fu l’attenzione verso i giovani e la formazione professionale. Dopo il terremoto del 1976, inoltre, seppe coinvolgere il sistema artigiano nella fase della ricostruzione, in un passaggio cruciale per il Friuli.

Udine iscrive Diego Di Natale nel Famedio dei benemeriti

Il ricordo del sindaco e il valore della memoria civica

Nel suo intervento, il sindaco Alberto Felice De Toni ha richiamato il peso che l’artigianato continua ad avere nel tessuto friulano, sottolineando il ruolo di competenze, occupazione e radicamento nelle comunità locali. In questo quadro ha collocato l’eredità lasciata da Di Natale, indicato come uno dei protagonisti capaci di trasformare il lavoro di bottega in una visione collettiva e organizzata.

Udine iscrive Diego Di Natale nel Famedio dei benemeriti

Udine iscrive Diego Di Natale nel Famedio dei benemeriti

Il primo cittadino ha inoltre osservato come, accogliendo l’invito del figlio Renzo, la città abbia voluto colmare un vuoto nella propria memoria pubblica. A più di trent’anni dalla scomparsa, avvenuta il 26 maggio 1995 proprio nel giorno del cinquantenario dell’associazione, il riconoscimento nel Famedio riporta al centro una personalità che ha contribuito a dare forma al futuro economico e sociale del Friuli.

Grande Ufficiale della Repubblica, Diego Di Natale viene così ricordato non soltanto per gli incarichi ricoperti, ma per la capacità di leggere i bisogni di un territorio e tradurli in strumenti concreti. È questo il lascito che Udine ha scelto di consegnare alla propria memoria cittadina.

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