Pietre d’inciampo a Udine: la città non dimentica le vittime del nazifascismo

Udine posa le prime pietre d’inciampo per ricordare i cittadini deportati nei campi nazisti durante la Shoah.

28 gennaio 2026 16:51
Pietre d’inciampo a Udine: la città non dimentica le vittime del nazifascismo -
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UDINE - Questa mattina il Comune di Udine ha posato le prime quattro delle otto pietre d’inciampo dedicate a cittadini arrestati in città, deportati e imprigionati nei campi di lavoro e di sterminio nazisti con la complicità del regime fascista. L’iniziativa, promossa dal Comune in collaborazione con ANPI, APO e ANED, ha un forte valore civile e storico e mira a restituire identità e dignità a uomini mai tornati a casa.

I nomi ricordati e i luoghi della memoria

Le pietre d’inciampo, ispirate al progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig, sono state collocate davanti alle abitazioni da cui furono prelevate le vittime della repressione nazifascista. Udine ha ricordato Giulio Rizzi in via Milano 79, Mario Cozzi in via Mondovì 6, Aldo Bernoni in viale Trieste 133 e Amedeo De Nicola in via del Bon 10, tappa che ha visto anche la presenza dell’assessore Andrea Zini. I nomi tornano così nel tessuto urbano come monito permanente contro l’oblio, in memoria della Shoah.

Partecipazione delle scuole e delle famiglie

Alle cerimonie hanno preso parte l’assessore alla Cultura Federico Pirone, i rappresentanti di ANPI, APO e ANED, una nutrita delegazione delle scuole primarie e secondarie, della Consulta provinciale degli studenti e del Consiglio comunale dei ragazzi, insieme ai familiari dei deportati. Erano presenti il nipote di Giulio Rizzi, la figlia di Mario Cozzi e il figlio di Aldo Bernoni. Centinaia di studenti hanno condiviso i percorsi di studio e approfondimento svolti in classe sulle vite dei cittadini deportati.

Il valore civile della memoria

Un percorso di memoria diffuso, un patrimonio comune dell’Europa”, ha sottolineato l’assessore Pirone, ricordando come Udine abbia pagato un prezzo altissimo durante il nazifascismo, tanto da essere Medaglia d’Oro al Valore Militare. “Questo patrimonio non è scontato e oggi è nuovamente messo alla prova”, ha aggiunto, richiamando l’importanza di vigilare sui valori democratici e di trasmettere il testimone alle nuove generazioni.

Un impegno che continua

La posa delle pietre rientra nel più ampio impegno del Comune di Udine per il Giorno della Memoria, portato avanti insieme alle scuole e alle associazioni attive sul territorio nella trasmissione della storia della deportazione e della Resistenza.

Le storie dei deportati ricordati

Giulio Rizzi, nato nel 1918, muratore e partigiano della Divisione Garibaldi, fu deportato a Mauthausen e nel sottocampo di Amstetten. Sopravvissuto alla prigionia, morì pochi mesi dopo la liberazione a causa delle gravi condizioni di salute.
Mario Cozzi, nato a Udine nel 1902, fornaio e portalettere, militò nei Gruppi di Azione Patriottica. Deportato a Mauthausen e Amstetten, morì nel marzo 1945.
Aldo Bernoni, ufficiale del Regio Esercito, aderì alla Resistenza Osoppo-Friuli. Deportato in diversi campi, fu assassinato nell’aprile 1945 durante l’evacuazione di Gröditz.
Amedeo De Nicola, ufficiale nato nel 1899, partecipò alla Resistenza dopo l’8 settembre 1943. Deportato nei campi tedeschi, morì nel 1945 durante le fasi finali dello sterminio.

Le tappe di domani

Domani, giovedì 29 gennaio, è prevista la posa delle restanti quattro pietre d’inciampo con altrettante cerimonie pubbliche davanti alle ultime abitazioni dei deportati:
ORE 9:00 – VIA PLANIS 14 – COLAONI BEPPINO
ORE 10:00 – VIA DI MEZZO 45 – DEL PIERO UMBERTO
ORE 11:00 – VIA VILLALTA 20 – LODOLO GIOVANNI
ORE 12:00 – VICOLO DELLA BANCA 2 – MAGGIO GIUSEPPE

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