Udine perde Vittorio Foramitti, docente e studioso che ha segnato il restauro in Friuli

Professore dell’Università di Udine, ha legato ricerca, insegnamento e cantieri alla tutela del patrimonio storico regionale.

21 maggio 2026 00:29
Udine perde Vittorio Foramitti, docente e studioso che ha segnato il restauro in Friuli -
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Nel mondo universitario udinese e tra chi in Friuli si occupa di tutela dei beni storici, la scomparsa di Vittorio Foramitti lascia un vuoto che va oltre l’Ateneo. Professore di restauro dell’architettura, era una presenza riconosciuta per il lavoro svolto tra aule, ricerca e interventi concreti sul patrimonio regionale.

La sua attività si era sviluppata all’Università di Udine, prima anche nel Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura e poi nel Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale. In entrambi gli ambiti aveva costruito un percorso apprezzato da colleghi e studenti, unendo rigore scientifico e attenzione personale nei rapporti quotidiani.

Un riferimento per l’Università di Udine

La notizia della morte ha colpito profondamente la comunità accademica friulana e il rettore Angelo Montanari. Foramitti era considerato una figura affidabile e generosa, capace di trasformare la competenza specialistica in un lavoro utile per l’università e per il territorio.

Nel dipartimento era stimato anche per il contributo alla vita organizzativa interna. Tra i suoi incarichi c’era quello di referente degli spazi dipartimentali, svolto con senso pratico e disponibilità, mentre dal 2024 aveva partecipato anche all’organizzazione di Collega-menti, il festival dell’Ateneo.

Vittorio Foramitti
Vittorio Foramitti

Il legame con il patrimonio del Friuli

La sua storia professionale è rimasta strettamente intrecciata al Friuli Venezia Giulia. Una parte importante del suo impegno era dedicata al recupero degli edifici storici e allo studio delle architetture fortificate, lette sempre nel rapporto con il paesaggio e con l’identità dei luoghi.

Tra gli incarichi più recenti figurava il recupero del Castello di Monte Albano, intervento della Regione Friuli Venezia Giulia nel quale operava come co-direttore operativo dei lavori. Era uno dei progetti che riassumevano bene il suo metodo: studio, conservazione e valorizzazione inseriti dentro una visione ampia del bene storico.

Nel corso degli anni aveva inoltre collaborato alla progettazione e alla direzione di restauri su immobili vincolati come Palazzo Caiselli a Udine, l’ex convento di San Francesco e l’ex convento dei Domenicani a Pordenone.

Dalla formazione a Venezia alla carriera accademica

Udinese, si era laureato in Architettura a Venezia nel 1990 con una tesi dedicata al restauro architettonico. Successivamente aveva proseguito gli studi fino al dottorato di ricerca in conservazione dei beni architettonici, conseguito nel 2002 all’Università di Napoli Federico II.

L’attività di insegnamento era iniziata come docente a contratto dal 2003 tra l’Università Iuav di Venezia e l’Università di Udine. Nel 2005 era poi diventato ricercatore nell’Ateneo friulano, consolidando un percorso che lo avrebbe portato a seguire per anni i corsi legati al restauro e alla conservazione.

Il rapporto con gli studenti e le tesi seguite

Per molti laureati in Architettura a Udine il suo nome resta legato ai laboratori e agli insegnamenti di restauro architettonico. Fino al 2020 aveva seguito più di duecento tesi tra corsi triennali e magistrali, accompagnando intere generazioni di studenti nel confronto con edifici storici, metodi di analisi e responsabilità progettuale.

Negli anni più recenti aveva insegnato conservazione e restauro nei corsi di Conservazione dei beni culturali e Storia dell’arte, continuando a tenere insieme didattica, ricerca e conoscenza diretta del patrimonio regionale.

Vittorio Foramitti
Vittorio Foramitti

Studi, castelli e contributi scientifici

Una parte rilevante del suo lavoro di ricerca riguardava la storia del restauro architettonico nell’Ottocento, con particolare attenzione al contesto del Friuli Venezia Giulia e agli interventi promossi in età italiana e austriaca. Nei suoi studi tornavano figure come Riegl, Dvorak, Cavalcaselle e Valentinis.

Fu presidente della sezione regionale dell’Istituto italiano dei castelli dal 1996 al 2005 e, in seguito, del Consiglio scientifico nazionale dal 2014 al 2020. Aveva anche preso parte alla redazione del Piano paesaggistico regionale nel gruppo di lavoro dell’Ateneo friulano.

Tra le pubblicazioni si contano contributi dedicati alla tutela monumentale in Friuli Venezia Giulia, al Tempietto longobardo, alla storia della conservazione e agli studi su Aquileia nell’ambito del progetto di ricerca “Aquileia: progetto memoria”.

Con la morte di Vittorio Foramitti, Udine perde un docente che aveva fatto del patrimonio storico non soltanto un oggetto di studio, ma un servizio concreto alla comunità. Il segno lasciato nelle università, nei cantieri e nella formazione di tanti studenti resta una parte importante della sua eredità professionale e civile.

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