Udine ospita il Digital Security Festival: imprese friulane a confronto su AI, cyber risk e organizzazione del lavoro
Il 23 ottobre nella sede di Confindustria Udine un pomeriggio dedicato alle scelte che aziende e professionisti devono affrontare tra innovazione, sicurezza e competenze.
Per le imprese del territorio il nodo non è soltanto adottare nuovi strumenti digitali, ma decidere come usarli senza perdere controllo su dati, processi e responsabilità. Da qui parte la tappa udinese del Digital Security Festival, in programma venerdì 23 ottobre nella Torre di Santa Maria di Confindustria Udine.
L’appuntamento, inserito nell’edizione 2026 del festival, mette al centro un tema molto concreto per il Friuli produttivo: il rapporto tra Intelligenza Artificiale, sicurezza informatica e trasformazione del lavoro. Il titolo scelto per l’incontro è “Infinito Umano: innovare, proteggere l’impresa, dare valore alle persone”.
L’evento si terrà dalle 15, con accesso consentito dalle 14.30, da Palazzo Torriani in largo Carlo Melzi 2. La partecipazione non prevede costi, ma i posti disponibili sono limitati e l’iscrizione è necessaria. La tappa udinese arriva dopo gli incontri già ospitati a Roma e a Trieste, riportando il festival nella città da cui il progetto è nato.
Il focus scelto per Udine
Nel passaggio friulano il filo conduttore sarà il lavoro: come cambia dentro le aziende, chi guida questa evoluzione e quali margini restano alle persone quando i sistemi automatici entrano nei processi decisionali. A intervenire su questo versante sarà anche Gianluca Spolverato, autore di “Bulldozer”.
Il presidente del Digital Security Festival, Marco Cozzi, ha riassunto così l’impostazione dell’iniziativa: «Non siamo qui per stabilire se la tecnologia sia buona o cattiva, ma per affrontare il tema del potere e della responsabilità. Se la tecnologia può diventare infinita, la responsabilità non può diventare automatica. L'obiettivo non è la contrapposizione tra uomo e macchina, ma capire come garantire che le decisioni fondamentali rimangano umane.»
Il confronto è pensato in particolare per imprenditori, manager e professionisti chiamati ogni giorno a misurarsi con tre questioni decisive: prepararsi a un attacco informatico, definire regole chiare nell’uso dell’AI e mantenere autonomia nelle scelte tecnologiche.
Interventi e tavole rotonde
A guidare il pomeriggio sarà Gabriele Gobbo, vicepresidente del festival. In apertura sono previsti i saluti di Confindustria Udine con Cristian Feregotto, capogruppo Aziende Telecomunicazione e Informatica, insieme all’introduzione di Marco Cozzi e agli interventi istituzionali.
La parte iniziale proporrà due contributi di scenario: Michele Laurelli parlerà delle “leggi fondamentali” dell’Intelligenza Artificiale, mentre Massimiliano Anziutti affronterà il tema dell’impresa che lavora con sistemi basati su previsioni e risultati da verificare, mettendo a fuoco dove l’AI può essere utile e dove invece il giudizio umano resta centrale.
Seguirà una tavola rotonda dedicata alla gestione di un attacco riuscito, moderata da Luigi Gregori, con Denny Gregianin e Fabio Zambon di VEM e Rubrik, Maila Zorzenone di NT Nuove Tecnologie, Alessandro Franchi e Giacomo Pirioni. Il punto di partenza sarà uno scenario critico: un fornitore compromesso che blocca un’attività essenziale. Da lì, il confronto si sposterà su continuità operativa, priorità e coordinamento tra azienda, partner e comunicazione.
Nel programma è previsto anche l’intervento del Sostituto Commissario Simone D'Agostino, responsabile della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Udine. Subito dopo, Andrea Del Vecchio modererà il panel su responsabilità, dati e sovranità digitale con Marco De Falco, l’avvocato David D'Agostini, Pierluigi Sartori, Michele Vecchione, Marco Stefani e Igor Treleani.
Al centro della discussione ci saranno domande molto operative: chi autorizza gli impieghi dell’AI in azienda, chi controlla gli esiti prodotti dai sistemi e chi ha la facoltà di interromperli. Un altro passaggio chiave riguarderà il rapporto con i fornitori e il livello di controllo che l’impresa conserva sui propri dati.
Dal libro di Spolverato al confronto sul territorio
Uno dei momenti più attesi sarà il dialogo “Il lavoro cambia: come cambiamo l’impresa?”, costruito attorno al libro “Bulldozer” di Gianluca Spolverato e curato da Gabriele Gobbo. L’incontro proverà a mettere a fuoco quali abitudini organizzative frenano il cambiamento, come impiegare il tempo che l’AI può liberare e in che modo redistribuire opportunità e crescita professionale.
Ci sarà poi uno spazio dedicato alla continuità del confronto in ambito locale, con Davide Bazzan e i rappresentanti del direttivo di ITClub FVG, chiamati a presentare la comunità e le occasioni di dialogo tra imprese e professionisti del territorio.
La chiusura sarà affidata ad Antonio Piva di AICA, che indicherà tre priorità da riportare dentro le aziende: preparazione agli incidenti digitali, governo degli strumenti di Intelligenza Artificiale e investimento sulle persone. Il termine dei lavori è previsto per le 18, seguito da un aperitivo di networking nella sede dell’evento.
Come partecipare e le prossime date
Per prendere parte all’incontro di Udine è richiesta la registrazione gratuita attraverso il sito ufficiale del festival. L’iniziativa gode del patrocinio di Confindustria Udine e del Digital Innovation Hub Udine.
Dopo la tappa friulana, il calendario 2026 proseguirà il 29 ottobre a Palmanova, il 4 novembre a Padova e il 27 novembre a Cervignano del Friuli, per poi toccare anche Verona, Torino e Treviso. Il Digital Security Festival, fondato nel 2019 da Marco Cozzi e Gabriele Gobbo, è dedicato alla diffusione della cultura della sicurezza digitale e coinvolge una rete ampia di sostenitori, partner e realtà associative che accompagnano il progetto nelle diverse città.